Prosegue il braccio di ferro che ormai da mesi vede protagonisti i genitori del Liceo Buonarroti e la Dirigente Nadia Lombardi sui provvedimenti presi (abbassamento del voto di condotta) in merito alla partecipazione di molti alunni alle manifestazioni di fine novembre contro il Ddl Gelmini.
Pubblichiamo di seguito l'intervento dei genitori del Buonarroti che criticano nuovamente le scelte e il comportamento della Dirigente scolastica.
I genitori del Liceo Buonarroti, valutata la situazione dopo le note vicende legate alle proteste degli studenti del mese di novembre avevano invitato, a suo tempo, la Dirigente e i docenti a non fare del voto di condotta trimestrale un elemento punitivo né tanto meno un elemento di discriminazione e di divisione verso gli studenti.
Tutto ciò non è avvenuto, alla luce delle notizie informali pervenute dopo lo svolgimento di molti Consigli di Classe valevoli come scrutinio trimestrale, i genitori constatano nuovamente che queste sollecitazioni sono rimaste inascoltate. A tutt'oggi risulta che in molte classi i documenti di valutazione riportano diversi 6 (sei) e 7 (sette) in condotta, sicuramente in percentuale superiore alle medie degli anni passati e comunque non dovuti a particolari note di cattiva condotta in classe precedentemente comunicati alle famiglie. Gli alunni cui sono state comminate queste basse valutazioni sono per l'appunto quelli apertamente indicati dalla Dirigente, e spesso anche da alcuni docenti, come partecipanti all'occupazione o sospettati di avervi partecipato.
I genitori ritengono che quanto avvenuto abbia determinato una frattura tra la scuola, genitori e studenti perché si è pervicacemente continuato a ignorare, da parte della Dirigenza e di numerosi docenti, il contesto cittadino e nazionale in cui era inserita la protesta; la correttezza degli occupanti; il rispetto verso cose e persone dimostrato durante la protesta; la natura pacifica e non violenta delle iniziative. Non si è verificata l'auspicata omogeneizzazione dei criteri valutativi nei differenti Consigli di Classe, dando ad alunni e genitori la sensazione non solo di profonda ingiustizia, ma soprattutto di una scuola profondamente lacerata e divisa che non riesce a esprimere valori e contenuti educativi unanimi e condivisi. Le differenziazioni negli esiti valutativi sono state spesso determinate dalla casualità (ti ho visto, non ti ho visto) e/o da atteggiamenti al limite della segnalazione. Non c'è stato nessun tentativo di discussione e confronto con gli studenti per ascoltare le ragioni degli uni e degli altri con l'obiettivo di conseguire un risultato utile ai fini educativi
Alla luce di quanto accaduto, riteniamo che un clima sereno nella scuola sia interesse di tutti e soprattutto dei protagonisti che sono gli studenti. Tanto per essere chiari e cercando di esemplificare prendendo spunto dalla cronaca nazionale, crediamo che il modello di riferimento non debba essere solo l'azione disciplinare repressiva, ma il saggio atteggiamento, più volte dimostrato, dal Presidente della Repubblica che, nell'ambito delle sue prerogative istituzionali, si è dichiarato sempre pronto all'ascolto, all'accoglienza e al confronto .
In questo momento i genitori si augurano che tutta questa complicata vicenda non porti a una situazione di valutazione negativa da parte della cittadinanza nei confronti del Buonarroti , da sempre considerata una scuola, in città e provincia, con tradizioni di apertura democratica e di dialogo a tutto tondo.
Nonostante le criticità e i limiti evidenziati i genitori dichiarano, comunque, la loro disponibilità a mantenere un atteggiamento collaborativo e costruttivo per il bene della scuola e degli studenti al fine di ricreare e mantenere un ambiente sereno e stimolante ai fini educativi.
I genitori del liceo Buonarroti
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