Quanti sono i cittadini italiani che sanno di pagare ogni anno 1000 euro a testa per una tassa occulta chiamata corruzione? Quasi nessuno. A evidenziare questi dati e il loro peso economico è stata recentemente la Corte dei Conti. Ogni anno in Italia la corruzione drena risorse pubbliche per 60 miliardi di euro. A queste cifre vanno poi aggiunti i costi politici.
La corruzione altera la qualità della democrazia e in primis quella dell'eguaglianza. Un candidato corrotto ha a disposizione più risorse economiche di uno onesto e sicuramente maggiori chance di vittoria. Una volta eletto il corrotto difficilmente opererà per il bene comune e collettivo, ma sicuramente tutelerà gli interessi propri e di coloro che lo hanno sostenuto.
Altri costi che si pagano, sono quelli sociali. Dove c'è corruzione, la qualità delle opere pubbliche è scadente e spesso di fronte a terremoti di non grande entità o piogge un po' più forti del normale, il danno che si produce sulle popolazioni è altamente superiore rispetto all'evento naturale. Anche l'ambiente è devastato dalla criminalità e da una parte dell'imprenditoria che fa affari con essa. Troppi sono i danni provocati sulle popolazioni dallo smaltimento illegale dei rifiuti tossici e nocivi. Per non parlare poi della meritocrazia che ormai è soppiantata dalle furbizie e le "parentopoli "di turno.
Che la situazione sia preoccupante, parlando di corruzione, lo attestano anche alcuni osservatori internazionali. Uno su tutti: la classifica mondiale sulla percezione della corruzione presentata nell'ottobre scorso da Trasparency International, colloca l'Italia al 67° posto preceduta da Ghana e Ruanda. E' il peggior risultato dal 1995.
A Pisa, nel corso dell'ultimo Consiglio Provinciale è stato approvato all'unanimità un odg promosso da Libera di don Ciotti e da Avviso Pubblico (l'associazione dei comuni per la legalità), che lancia un appello al Presidente della Repubblica affinché solleciti il parlamento e il governo a ratificare importanti convenzioni internazionali e direttive europee che possano concretamente migliorare la prevenzione e la repressione della corruzione e utilizzare per fini sociali i beni confiscati ai corrotti.
Le firme possono essere apposte anche on line, collegandosi al sito della Provincia di Pisa, oppure ai siti di Libera o Avviso Pubblico.
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