Sono decine e decine gli esponenti del mondo della cultura, della politica, del lavoro, della società civile, attivisti e frequentatori coloro che hanno sottoscritto una lettera a sostegno delle attività oggi a rischio dello storico Circolo Agorà in via Bovio. E sabato, nel corso di una conferenza stampa molti dei firmatari, hanno voluto presentare alla città testo, che pubblichiamo di seguito, per dare un segnale concreto a proposito di questa esperienza nata nel 1994 e che oggi, a causa dei tagli alla cultura, vede in pericolo molte delle proprie iniziative.
Dal 1994 il circolo Agorà è parte integrante di quel tessuto associazionistico che ha arricchito e continua ad arricchire la vita socio/culturale della nostra città.
Diciassette anni di storia, ora messi in discussione dalla crisi economica e dalla drastica diminuzione di fondi pubblici a favore delle sue attività.
Anno dopo anno i pochi contributi utili a fornire i diversi servizi che da sempre contraddistinguono il circolo si sono assottigliati, mettendo oggi a rischio una associazione nota per la ricchezza e la varietà delle iniziative: una proposta formativa di base forse unica a Pisa, concerti musicali, teatro, presentazione di novità editoriali, dibattiti, seminari e convegni, il prestito gratuito e la consultazione libri della Biblioteca Andrea Fisoni, Internet gratis con il Punto PAAS, lo sportello Immigrati e i servizi di consulenza legale gratuita per lavoratori, precari, disoccupati.
Agorà è anche sede di altre realtà associative senza uno spazio nel quale possono riunirsi. Altre ancora usano le infrastrutture del circolo per attività di socializzazione autogestite.
Migliaia di cittadini frequentano ogni anno le attività del circolo Agorà, fruendo di un sapere "alla portata di tutti", grazie ai costi popolari dei corsi ed alla gratuità delle tante iniziative culturali.
Tutto questo è frutto della volontà di chi investe parti più o meno grandi del proprio tempo libero nel progetto di questa associazione.
Volontà e determinazione però non bastano. Occorrono risorse economiche per coprire le esose spese fisse di una locazione privata, nella quale agorà è costretto sin dalla sua costituzione, dato che le richieste alle amministrazioni locali per uno spazio pubblico sono rimaste inevase.
In una situazione da sempre non facile giungono ora nuovi tagli, con il recente dimezzamento dei fondi messi a disposizione dal Comune di Pisa per la realizzazione di progetti a carattere socio/culturale.
La cultura, la formazione continua e la produzione d'iniziativa sociale, così come l'arte, la libera espressione delle idee, debbono trovare un costante sostegno pubblico, perché elemento moltiplicatore di sapere diffuso.
Da troppi anni assistiamo invece all'annichilimento dell'impegno delle amministrazioni locali nel settore, in termini di programmazione e d'investimenti economici. Gli Assessorati alla Cultura sono invece ridotti al lumicino, senza alcuna autonomia finanziaria né di programmazione. Si chiudono le biblioteche pubbliche. Si indicano alle associazioni fonti di finanziamento e sinergie innaturali: sponsor privati, fondazioni bancarie.
I firmatari della lettera a sostegno di agorà ritengono essenziale che le pubbliche amministrazioni investano direttamente nel consolidamento dell'associazionismo di base, al fine di coltivare le radici di uno sviluppo armonico del nostro territorio.
Facciamo appello a tutti coloro i quali credono che il circolo agorà sia uno spazio socio/culturale da difendere e sostenere a sottoscrivere la presente lettera aperta, stringendosi così intorno ad una associazione che deve trovare la giusta collocazione nel novero delle realtà che hanno un sostegno economico equivalente alle esigenze minime di sopravvivenza ed una sede consona alle sue attività, che deve essere messa a disposizione di agorà da parte delle pubbliche amministrazioni locali.
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