21/02/11 07:19 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Rifondazione e Cobas: "Diciamo no alla visita alla Gamerra" 0

Presentata una mozione in consiglio comunale perché l'iniziativa si svolga fuori dall'orario scolastico

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Prosegue il dibattito in città e sulle pagine del nostro giornale in merito alla "Giornata della solidarietà", promossa dalla Nicola Ciardelli Onlus e dal Comune di Pisa, che prevede di condurre in visita le bambine e i bambini delle scuole pisane presso il Centro di addestramento paracadutisti "Gamerra", in giorno e orario di scuola, avvalendosi della collaborazione di personale militare.

Dopo le associazioni pacifiste e definire questa scelta "inopportuna" è in una nota Rifondazione Comunista.

"Crediamo - spiega il segretario provinciale del Prc Luca Barbuti - che le scuole debbano insegnare a distinguere chiaramente tra iniziative umanitarie e iniziative militari. Da anni si spacciano per missioni di pace missioni di guerra al servizio di potenze straniere. Da anni si mescolano nella maniera più ipocrita violenza bellica e solidarietà: prima si feriscono migliaia di civili e poi li si cura; prima si invadono e devastano i paesi e poi li si democratizza. Non comprendiamo perché il Comune di Pisa voglia alimentare simili gravi confusioni".

"Alle nostre figlie e ai nostri figli - prosegue Barbuti - vorremmo spiegare che la guerra di oggi non è mai umanitaria, perché calpesta la libertà dei popoli, uccide soprattutto civili, ed è essenzialmente un grande affare legato alle armi, alla ricostruzione e al controllo delle risorse. Per questo la guerra non può essere normalizzata né abbellita, come invece si rischia di fare se si portano dei bambini in caserma per un'iniziativa che sarà percepita come festosa. Se vogliamo che la "Giornata della solidarietà" educhi alla pace e ai diritti umani, essa va svolta fuori da una caserma - spazio di per sé per nulla adatto ai bambini - e in luoghi associabili senza equivoci ai temi affrontati, come le nostre scuole".

Da qui Rifondazione Comunista avanza una proposta: "Chiediamo che l'organizzazione della "Giornata della solidarietà" venga ridiscussa tra tutte le parti interessate, affinché i suoi obiettivi possano essere realizzati senza ambiguità. Da parte nostra chiediamo fin d'ora all'Assessorato alle politiche scolastiche e ai Dirigenti scolastici di collocare l'iniziativa in un luogo diverso da una caserma, o almeno di riprogrammarla in un giorno festivo o in orario extrascolastico, per consentire alle famiglie di scegliere se far partecipare o meno i loro figli".

Al riguardo il consigliere comunale del Prc, Maurizio Bini ha presentato una mozione in consiglio comunale in cui, a partire da queste considerazioni, si chiede che "l'Amministrazione Comunale subordini la propria collaborazione/patrocinio all'iniziativa al fatto che la "Giornata della Solidarietà" sia svolta in sede diversa da quella di un corpo militare e senza il coinvolgimento dello stesso o, in subordine, non sia svolta in giorno ed orario scolastico, in modo che ogni famiglia possa decidere se condurvi o meno i propri figli".

E una bocciatura rispetto a tale decisione da parte dell'amministrazione comunale arriva anche dai Cobas Scuola: "La "cultura della pace" che l'Assessora Chiofalo ci propone, con tutta la Giunta del Comune di Pisa, rappresenta una distorsione profonda dei termini e delle espressioni, confonde concetti e valori, mascherando con parole ed espressioni pacifiste una deriva militarista che si va imponendo nel nostro Paese da anni, e che rovescia il senso comune delle cose".

"Le guerre in paesi stranieri - si legge in una nota dei Cobas Scuola - diventano così "operazioni di peace-keeping", cioè di "ripristino della pace", le occupazioni militari diventano "missioni di pace e di solidarietà", i soldati italiani vengono presentati come l'unica soluzione per quelle popolazioni martoriate dalle guerre che proprio noi occidentali, per i nostri interessi economici e strategici, abbiamo portato, come se per portare solidarietà e assistenza sanitaria, educativa, ospedaliera non occorresse potenziare gli interventi civili (come dimostrano gli sforzi di Emergency e di tutte le associazioni di volontariato impegnate a portare aiuti a quelle popolazioni) piuttosto che le spese militari per le missioni e per gli armamenti".

Da qui dal sindacato di base vengono poste alcune domande: "Perché il Comune di Pisa, il PD e l'Assessora Chiofalo, non propongono una diversa visione da quella ipocrita delle "operazioni di pace", perché non chiedono il ritiro dei militari dai luoghi in cui i nostri giovani continuano a morire, in missioni di guerra e di occupazioni militari? Non sarebbe più onesto costruire percorsi educativi in cui i bambini siano educati alla vera solidarietà e non alla simpatia verso le armi e le caserme, anziché essere strumentalizzati da operazioni di sapore propagandistico nascoste dietro al comprensibile e indiscutibile dolore per i giovani morti in guerre lontane?"

"Che le scuole - afferma Giovanni Bruno - siano coinvolte in queste operazioni è scandaloso, che bambini della scuola dell'obbligo siano sottoposti a queste operazioni è preoccupante: ci sorge il dubbio (eufemisticamente) che l'attenzione ed il rinnovato slancio del Comune di Pisa verso le caserme presenti in città sia collegato all'onore che il Sindaco Filippeschi ritiene sconsideratamente di esprimere nella scelta di Pisa come nodo militare (internazionale, l'HUB), che vedrà l'allargamento dell'aeroporto militare in collegamento con Camp Darby e a disposizione del trasporto delle truppe americane e NATO verso gli scenari di crisi".

Per queste ragioni dai Cobas Scuola arriva la richiesta che la visita delle scuole alla caserma Folgore del 27 aprile sia annullata, e che si trasformi l'iniziativa in una giornata di solidarietà vera in città, con la partecipazione di tutte le associazioni cittadine impegnate in tali attività.

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