21/02/11 10:21 | autore: redazione Stampa

"Quale il ruolo del Pentagono sull'Hub militare?" 0

Manlio Dinucci: "Potrebbe emergere la possibilità che la decisione di costruire all'aeroporto di Pisa l'Hub aereo nazionale delle forze armate sia stata presa su pressione del Pentagono, che ha bisogno di potenziare l'invio di materiali bellici da Camp Darby ai vari teatri operativi, ipotesi confermata dalla relazione alla Commissione Difesa della Camera in cui si afferma che la struttura, una volta realizzata, potrà essere messa a disposizione della Nato in caso di crisi internazionali".

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La conferma del ruolo centrale dell'Italia come base strategica per le truppe statunitensi. E' questo uno degli aspetti emersi dai cablogrammi dell'Ambasciata Usa a Roma diffusi da WikiLeaks e rilanciate dalle pagine dei giornali del Gruppo L'Espresso.

Un ruolo che sembra star acquistando una sempre crescente importanza nel «riallineamento» strategico effettuato dal Pentagono, che sta ridislocando le proprie forze dall'Europa centrale e settentrionale a quella meridionale e orientale, per proiettarle più efficacemente in Medio Oriente, Europa orientale e Africa. Questo il quadro tracciato da Manlio Dinucci, saggista ed esperto di questioni militari: "In questo quadro di potenziamento è cresciuto il ruolo di Camp Darby - scrive Dinucci - come base logistica che rifornisce le forze terrestri e aeree Usa nell'area mediterranea, africana, mediorientale e oltre".

"E' l'unico sito dell'esercito Usa - continua Dinucci - in cui il materiale preposizionato (carrarmati, ecc.) è collocato insieme alle munizioni: nei suoi 125 bunker vi è l'intero equipaggiamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei, insieme ai kit di montaggio per costruire rapidamente aeroporti nelle zone di guerra. Questi e altri materiali bellici possono essere rapidamente inviati in zona di operazione attraverso il porto di Livorno e l'aeroporto di Pisa. A Camp Darby - confermano i cablogrammi dell'ambasciata Usa - sono stoccate anche le cluster bombs (le bombe a grappolo che rilasciano ciascuna centinaia di submunizioni). Formalmente le autorità Usa hanno chiesto al sottosegretario Gianni Letta se questo è un problema, dato che l'Italia ha sottoscritto (ma non ratificato) il trattato per la messa al bando di queste armi. E Letta ha assicurato che il governo non interverrà su tale questione".

Dal quadro proposto dai dispacci resi pubblici dal sito di Julian Assange emergere dunque l'Italia come la base del più importante dispositivo militare schierato fuori dagli States. Un potenziamento - scrive Dinucci - "da cui potrebbe emergere la possibilità che la decisione di costruire all'aeroporto di Pisa l'Hub aereo nazionale delle forze armate sia stata presa su pressione del Pentagono, che ha bisogno di potenziare l'invio di materiali bellici da Camp Darby ai vari teatri operativi, ipotesi confermata dalla relazione alla Commissione Difesa della Camera in cui si afferma che "la struttura, una volta realizzata, potrà essere messa a disposizione della Nato in caso di crisi internazionali".

E dopo le conferme arrivate dai cablogrammi di WikiLeaks sulla presenza di armi messe al bando dal Governo Italiano a Camp Darby, non si sono fatte attendere le prime reazioni. Ad intervenire è il Comitato per lo smantellamento e la riconversione ad usi esclusivamente civili della base USA di camp Darby: "Le cluster bombs depositate a camp Darby - scrivono in una nota dal Comitato - sono accatastate insieme ad altre micidiali armi di distruzione di massa, come ad esempio quelle all'uranio impoverito, che nel 1999 hanno ucciso (e continuano ad uccidere ancora oggi) le popolazioni dell'ex Jugoslavia, i traccianti al fosforo bianco usati contro le popolazioni irachene di Falluja nel 2004, i proiettili all'uranio arricchito sperimentati nell'ultima aggressione contro il Libano nel 2006".

"La lista potrebbe continuare a lungo - continua la nota - comprendendo forse anche testate nucleari, di cui da sempre si parla come possibile munizionamento in dotazione alla base. Armi che ogni giorno transitano da Camp Darby attraverso i nostri mari, le nostre strade e i nostri cieli, per rifornire le truppe statunitensi e israeliane (Camp Darby ha due i depositi classificati in Israele) che combattono in Afghanistan, Pakistan, Iraq e in molte altre missioni 'coperte' in Africa, Asia e Medio Oriente".

"Le amministrazioni locali non hanno mai brillato nel denunciare questi traffici di morte - accusa il Comitato - proponendo generiche mozioni solo dopo forti pressioni dei movimenti antimilitaristi. Recentemente le blande e sempre ambigue dichiarazioni per una riconversione della base si sono trasformate in scelte politiche di collaborazione stretta tra la base statunitense e le attività produttive e aeronavali presenti sul nostro territorio. Parliamo dell'ampliamento del canale dei navicelli e della costruzione dell'Hub all'interno dell'aeroporto Dell'Oro. Scelte caldeggiate con entusiasmo dal Sindaco di Pisa e dai suoi mentori di partito, e che determineranno uno sviluppo straordinario della base USA di Camp Darby.
A fronte di questi progetti in corso d'opera, le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Filippeschi e dal deputato PD Fontanelli sulle rivelazioni di Wikileaks ci sembrano più imbarazzate frasi di principio che orientamenti reali, un plastico esercizio d'ipocrisia politica, in attesa che si calmino le acque. Il business civile/militare deve andare avanti, nonostante le cluster bombs".

Una situazione di fronte alla quale il Comitato auspica una mobilitazione dei cittadini per chiedere la chiusura immediata di Camp Darby e l'allontanamento di tutte le armi di distruzione di massa dai nostri territori e rilancia con forza la richiesta di smantellamento e riconversione della base e l'immediata sospensione dei lavori di ampliamento del canale dei navicelli e il blocco dei lavori per l'Hub aeronavale, dal quale partiranno truppe e armi a stelle e strisce per le operazioni di guerra in Afghanistan e negli altri paesi devastati dalle occupazioni militari USA /NATO".

 

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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