Su Pisanotizie la seconda di tre puntate dedicate ai nomi di fama internazionale che operano nel mondo della scherma cittadina. Dalla palestra in Santa Croce in Fossabanda di Antonio Di Ciolo, frequentata da decine di giovani e giovanissimi, fino ai progetti rivoluzionari rivolti agli schermidori disabili, passando per i molti campioni che si allenano a Pisa. Le foto che corredano le tre puntate del reportage sono di Marco Benvenuti.
Giuliano Iala e Alessandro Lepri. Nomi che ai più suoneranno inediti, ma sarà sufficiente associare al nome il profilo di una sciabola, di una spada o di un fioretto per far riemergere alla memoria i volti di chi nel blasonatissimo sport delle stoccate ha collezionato fior di titoli nazionali.
Un unico particolare. I "nostri" sono atleti disabili. Se lo sport in generale ha dimostrato di non essere un'attività praticabile solo da chi risponde a una condizione fisica ritenuta "normale", la scherma cosiddetta "disabile" ha fatto in tal senso passi enormi. Di questa felice "anomalia" Pisa è una delle capitali. Il Circolo Scherma Navacchio, polisportiva dilettantistica affiliata a Special Olympics, è appunto uno dei templi dove quotidianamente lavorano sodo schermidori di ogni età e livello.
"La scherma non si adegua particolarmente alla condizione disabile ma, nonostante questo, può essere praticata da tutti. Naturalmente in alcuni casi di disabilità non si può praticare né la scherma né altri sport. Ma bisogna indagare il caso di volta in volta. Nella mia palestra, il C.S. Navacchio, facciamo attività agonistica, ma ci sono anche altri soggetti con diverse disabilità che partecipano alla vita del circolo con attività schermistiche non agonistiche, di socializzazione, insomma: esperienze di vita". Così racconta il Maestro Piero Pardini in forze a Navacchio e mentore del progetto dedicato alla scherma disabile.
"Per quanto riguarda gli atleti disabili - racconta il Maestro - l'attività agonistica è la stessa degli atleti non portatori di disabilità, quindi 4 allenamenti settimanali, lezione con i maestri, assalti con tutti gli atleti del circolo, nessuno escluso, grandi e piccoli".
Pierangelo Pardini non ha tentennamenti né dubbi nell'esprimere un concetto fondante del suo percorso di lavoro: "Non c'è differenza tra la scherma in piedi e la scherma seduti, il principio rimane identico in entrambi casi".
E a partire da questa uguaglianza, il Maestro rivendica una notorietà per il suo sport che altrimenti rischierebbe di passare sotto silenzio: "La scherma disabile già attrae il grande pubblico. Manca solo una maggiore informazione e maggiore conoscenza e rispetto nei confronti della disabilità di qualunque tipo essa sia. Tanto è stato fatto in questa direzione, ma molto di più deve essere ancora fatto".
A San Lazzaro (Bologna) lunedì 28 febbraio ci sarà in tal senso un importante evento. La portabandiera di Atlanta ‘96, Giovanna Trillini, e l'atleta paraolimpica Loredana Trigilia incroceranno le spade in occasione della manifestazione "Assalto alla disabilità". Sarà un momento particolare, con una delle atlete più insigni nel mondo della scherma femminile e quella che è riconosciuta quale rappresentate di un universo del quale si parla poco ma che moltissimo ha dato allo sport nazionale e mondiale.
Una galassia di persone e di eventi che anche nel territorio pisano ha il suo pianeta: "Spesso e volentieri nei confronti del disabile si sente dire: "Poverino è malato, aiutiamolo". Non abbiamo bisogno di compassione, né di commiserazione - sottolinea Pardini - metteteci in grado di lavorare, di fare sport e soprattutto di partecipare attivamente a migliorare questa società spesso povera di sentimenti e di umanità. Le Paraolimpiadi sono al quarto posto nel mondo delle manifestazioni sportive più seguite, il calcio è solo sesto. Non so se rendo l'idea".
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