Inizieranno lunedì mattina le assemblee alla Piaggio sull'intesa che Fim, Uilm e Ugl hanno firmato negli scorsi giorni con l'azienda e che trova il consenso e giudizio positivo anche dellA segreteria provinciale, regionale e nazionale della Fiom che però non ha ancora firmato, in attesa della consultazione dei lavoratori. Lavoratori che però hanno già espresso nelle scorse settimane, attraverso assemblee autoconvocate e la presa di posizione della maggioranza delal RSU della Fiom, con 9 contrari e 5 favorevoli, la propria contrarietà a questo referendum.
Dentro la Fiom è scontro, quindi, su una questione basilare di democrazia interna al sindacato, prima che sul contenuto dell'intesa. E anche sull'ipotesi di referendum che il segretario provinciale della Fiom, Marcello Franchi, ha annunciato quale esito delle assemblee, c'è l'opposizione della RSU-Fiom, che non solo teme "un referendum farsa" ma che non condivida l'iter seguito dalla segreteria.
Uno scontro che ha già portato ad alcuni atti clamorosi come le dimissioni di due delegati della stessa RSU-Fiom come segno di protesta nei confronti della propria dirigenza. Ma i vertici di Fiom vanno avanti come se nulla fosse, e incassano anche il pieno sostegno oltre che del Pd anche del segretario generale della Camera del Lavoro, Gianfranco Francese, che in una nota esprime un giudizio fortemente positivo dell'accordo dando una chiara indicazione per il Sì in vista delle assemblee e il possibile referendum.
"La CGIL di Pisa - si legge nel comunicato - esprime il proprio apprezzamento per l'ipotesi di accordo raggiunta tra la Piaggio e le organizzazioni sindacali di categoria su un itinerario di riorganizzazione aziendale che ha posto come elemento fondamentale su cui si è basata la trattativa, come di rado accade, la volontarietà della scelta dei lavoratori e delle lavoratrici come precondizione per accedere ad un percorso che conduca al pensionamento. Allo stesso tempo si rende effettivo ed esigibile il diritto alla trasformazione dei rapporti di lavoro part-time verticali in rapporti di lavoro a tempo pieno e indeterminato, nonché la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato (part-time verticale)".
"Infine ma non per ultimo - proseguono dalla Cgil di Pisa - l'introduzione per la prima volta e su esplicita richiesta della FIOM, nei contenuti del testo di alcuni punti fondamentali che tratteggiano i contorni di un piano industriale che conferma la centralità dello stabilimento di Pontedera nelle strategie Piaggio. Un piano di investimenti per il 2011 pari a 40 milioni di euro che definisce gli impegni per le meccaniche, per i progetti di innovazione e sviluppo, fino alla costruzione del nuovo centro globale ricambi a Pontedera che rafforza, così, la sua posizione di centro direzionale del gruppo Piaggio".
Opposto il giudizio della Confederazione Cobas che si schiera con la maggioranza della RSU della Fiom contraria all'intesa criticando da un lato Fim, Uilm e Ugl sempre "più parte integrante della strategia anti-operaia", dall'altro anche la dirigenza della Fiom/Cgil a vari livelli (nazionale, regionale e provinciale) in quanto "vuol far credere che quanto sta avvenendo in Piaggio non segua il medesimo copione già visto a Pomigliano e Mirafiori, rispetto a cui il suo segretario generale Landini tanto aveva fatto per apparire come intenzionato a non transigere, quando è chiaro che il progetto di Colaninno è lo stesso di Marchionne e che cambiano solo i tempi e i passaggi per realizzarlo".
"I dirigenti della Fiom - proseguono dal sindacato di base - pure messi alle strette dalla combattività espressa dagli operai con scioperi e assemblee e dalla maggioranza dei delegati Fiom in RSU (di cui due drasticamente dissenzienti, al punto di avere rassegnato le dimissioni), risulta che abbiano deciso, pur di mantenere buoni rapporti con l'azienda e coi sindacati suoi complici, di firmare l'accordo nell'eventualità che dalle assemblee o dal referendum, grazie al voto impiegatizio, possa uscire vincente il SÌ. Strano: a Pomigliano e a Mirafiori, dove al referendum sull'accordo anti-operaio aveva vinto il SÌ, estorto (come potrebbe succedere in Piaggio) col ricatto di un futuro aziendale e occupazionale compromesso, la Fiom non aveva firmato".
Da parte dei Cobas arriva, infine, anche un'analisi anche sul ruolo svolto dal Pd su questa vertenza: "Colpisca anche la coincidenza tra ciò che avviene a Pontedera e ciò che è successo a Torino comuni ambedue amministrati dal centro-sinistra, cioè è il comportamento del PD, il quale non se l'è fatto dire due volte di schierarsi dalla parte del padrone, esortando gli operai a essere "responsabili", a subire un peggioramento senza precedenti delle loro condizioni di lavoro, di vita, di salute, a rinunciare ai loro diritti".
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