Si terrà sabato 19 marzo il primo appuntamento che lancerà a Pisa la campagna referendaria per la ripubblicizzazione dell'acqua pubblica, contro il nucleare e per la difesa dei beni comuni. In piazza Garibaldi ci sarà un presidio dalle 15:30 con informazione, musica, e critical mass, come affermano dal 'Comitato 2 Sì', "per iniziare a costruire insieme il percorso che attraverserà tutta la campagna referendaria e che ci porterà fino al voto".
Nella giornata di ieri, in moltissime città italiane è stato presentato il programma che porterà alla manifestazione nazionale del 26 marzo, quando avverrà il vero e proprio lancio della campagna referendaria. Obiettivo della manifestazione nazionale: portare al voto, nella tarda primavera, 25 milioni di cittadini.
"Solo a Pisa abbiamo raccolto oltre 11.000 firme - dice Monica Moretto - per chiedere la ripubblicizzazione dell'acqua. Le richieste di moratoria sull'attuazione del decreto Ronchi in attesa dell'esito referendario, e per l'accorpamento del referendum alle elezioni amministrative di metà maggio sono state respinte. Strumenti che invece riteniamo fondamentali per favorire la partecipazione a questo voto - ha continuato - oltretutto, unire le due tornate elettorali avrebbe consentito un importante risparmio di soldi pubblici, dato che ogni campagna costa mediamente allo Stato circa 400 milioni di euro. Dal Parlamento la risposta è stata il 'no', con l'evidente pressione del governo: evidentemente governo e multinazionali hanno timore dei quesiti proposti".
"I contenuti dei referendum sono la democrazia e i beni comuni - afferma Roberto Sirtori del circolo pisano di Legambiente - ma certamente anche l'energia, un uso delle rinnovabili diffuso, che parta da una diversa prospettiva, ovvero quella della maggiore ed effettiva partecipazione dei cittadini, che possono diventare consumatori e produttori".
Roberto Nannetti, portavoce dell'Arci di Pisa, ha evidenziato la partecipazione dei circoli a questa tornata referendaria: "Mobiliteremo i 135 circoli e associazioni affiliati e li doteremo di materiale informativo così che ogni iscritto possa diffondere questo messaggio fondamentale. Riteniamo infatti che il referendum sia uno dei momenti più alti di espressione popolare". Nannetti lancia quindi un appello "a recarsi ai circoli e a partecipare alla campagna".
A presentare le iniziative che accompagneranno l'ampio movimento che si è costituito attorno al tema 'acqua bene comune', anche gli studenti di Scienze in agitazione: "Ciò che accomuna la conoscenza a beni come l'acqua - hanno detto - è il fatto che sono beni comuni. Non solo quindi, patrimoni 'materiali' condivisi, ma patrimoni di pratiche, forme di gestione, idee, condivisioni di saperi, in un processo di 'costituzione del comune'".
51 le associazioni e i soggetti promotori del referendum, solo a Pisa, e oltre a 15 realtà sostenitrici. Nella lunga e travagliata storia dei referendum in Italia, i due quesiti che andremo a votare si collocano in un momento storico particolarmente delicato, anche rispetto ai temi trattati, in particolare al nucleare: "Prima che i tragici eventi in Giappone confermassero timori e sospetti nei confronti delle centrali nucleari - spiega Roberto Sirtori di Legambiente - il mondo ambientalista e non solo, si era vivacemente opposto all'ipotesi di un ritorno al nucleare. Anche per questo motivo siamo più che mai impegnati nella campagna referendaria 'Sì per fermare il nucleare".
"L'impegno per il voto - continuano dal comitato - deve coinvolgere e vedere la partecipazione attiva non solo di coloro che sono convinti che l'acuqa, in quanto bene indispensabile alla vita, diritto umano inalienabile, debba essere difesa da logiche di profitto e del mercato, ma anche di quanti credono che la battaglia contro la privatizzazione dell'acqua sia una tappa fondamentale per la difesa della democrazia e dei beni comuni".
Concludono dal comitato: "Prima di sabato in programma c'è anche una cena di autofinanziamento, prevista per venerdì 18 alle 20 presso il ristorane Tenuta Isabella a Gello di Pontedera".
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