06/04/11 08:22 | autore: la redazione Stampa

Antonio Ferrara e l'importanza di essere diversi, all'insegna di Anguilla e del Gatto Puzzillo 0

Questa sera alle 21.15 l'incontro con lo scrittore-illustratore presso la Biblioteca Comunale di Cascina. Geniale autore di personaggi indimenticabili, Ferrara ha tracciato brevi e intense parabole sul bisogno di una tolleranza diffusa e la convivenza tra culture e modi di vivere diversi attraverso la letteratura dedicata all'infanzia

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Diciamolo: "Puzzillo, gatto gentiluomo" è un piccolo, grande capolavoro della letteratura per l'infanzia. Una delle poche parabole sulla tolleranza, uscite da quella fucina dai fatturati stellari che è la produzione di libri per i più piccoli, esente da buonismo e un certo pietismo di seconda mano troppo spesso volto a banalizzare concetti fondamentali quali la convivenza e il rispetto delle differenze spiegato ai più piccoli.

La storia "vera" di un buffo gattino randagio con abitudini un po' imbarazzanti, e del suo arrivo nella famiglia che lo adotta, diventa l'alibi per raccontare un universo alieno e familiare insieme, intollerabile eppure degno di amore. Le abitudini del citato gatto si possono intuire facilmente (nomen est omen), ma come spesso accade nella vita, non si sa chi ha più fortuna, se chi accoglie o chi è accolto.

Concetto diffuso in tutta l'opera di quel geniale illustratore-narratore che è Antonio Ferrara e che, in tempi di profughi in cerca di una vita migliore e di comunità che si ribellano al loro arrivo (il riferimento ai fatti di Calambrone è del tutto casuale...), tracciano un perimetro di colore e di illogica bellezza intorno a brevi, quanto intense, narrazioni sull'importanza di essere diversi e di insegnare, e dunque armonizzare, la propria diversità con il resto del mondo.

Un universo che Ferrara sa ben comunicare attraverso le sue figure ironiche e dilatate, le quali riescono a corrispondere un immaginario infantile ma sono piene di una maturità artistica che lo pongono al pari di grandissimi dell'arte dell'illustrazione.

Nato a Portici, vicino a Napoli, nel 1957, Antonio Ferrara vive a Novara con sua moglie Marianna, sua figlia Martina e coi gatti Simba e Minou, elemento biografico questo di "fondamentale importanza". Ha compiuto studi artistici e ha lavorato per sette anni presso una comunità alloggio per minori, dove ha imparato a frequentare i sogni dei bambini e a non prendersi mai troppo sul serio. Tiene laboratori di illustrazione e scrittura creativa per ragazzi e per adulti presso scuole, biblioteche, librerie, associazioni culturali e case circondariali.

Si è citato "Puzzillo" quale prima, irripetibile gemma della sua produzione, ma Antonio Ferrara è autore prolifico e annovera decine di libri nel suo colorato carnet. Da "Pane arabo a merenda", a "A braccia aperte" (entrambi per Falzea); da "Come i pini di Ramallah" fino a "I suoni che non ho mai sentito" (Fatatrac) e, ancora, quella che è stata la sua consacrazione per il grande pubblico, ovvero "Anguilla" pubblicato dal maggior editore di letteratura per l'infanzia che è Salani.

Anguilla è un cittadino egiziano che sta trascorrendo un breve periodo di detenzione in un carcere italiano. Deve il suo soprannome al suo corpo, lungo e sottile, ma dell'anguilla ha anche un'altra caratteristica: con il pensiero è in grado di sgusciare tra le sbarre, e viaggiare.

Attraversa i ricordi della sua famiglia, al Cairo, nelle luci, nei colori, nei profumi e nei rumori della sua città. Grazie a questo, riesce a trascorrere quel periodo buio, dove tutto è "frammentato", con serenità.

Attraverso la vicenda di un detenuto extracomunitario, il libro ha l'infinito pregio di riuscire a trattare argomenti universali, comuni a tutti noi, a nostra volta chiusi troppo spesso in prigioni quotidiane, rivolgendosi ai bambini e, contemporaneamente, a coloro che sono incaricati dell'arduo compito di indicare loro, anche attraverso la letteratura, una strada nel mondo.

Questa sera alle 21.15 l'incontro con lo scrittore-illustratore presso la Biblioteca Comunale di Cascina

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