Lunga e accesa discussione ieri in sala delle Baleari sul tema degli spazi sociali, e in particolare della gestione attuale e futura della Stazione Leopolda, in occasione di una riunione congiunta della seconda e terza commissione consiliare.
A inizio seduta vi è stata un'audizione dell'Associazione "Casa della città Leopolda", per la quale ha preso parola il presidente Martino Alderigi, che ha illustrato le attività dell'ultimo anno e il modello di funzionamento e di gestione, anche finanziaria, dell'associazione.
E' stato dunque il turno dell'assessore Paola Ciccone che ha illustrato le linee guida della politica dell'amministrazione sul tema degli spazi sociali: "Il quadro sulle assegnazioni alle associazioni di spazi di proprietà comunale è oggi a macchia di leopardo, anche perché negli anni passati sono stati fatti contratti molto diversi che ora occorre omogeneizzare. A tal fine è stato fatto un tavolo interassessoriale; ci siamo resi conto, infatti, che di questo tema si sono occupati direzioni diverse e in modi differenti e non vi è ancora un adeguato quadro conoscitivo su ciò che è stato fatto".
"Oggi - insiste la Ciccone - esistono situazioni di disparità che porteremo a coerenza uniformando le situazioni al Regolamento comunale che abbiamo approvato". Quindi l'assessore ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro fatto dall'Associazione Leopolda e per "il rigoroso rispetto di tutte le procedure legali e formali esistenti nello svolgimento delle proprie attività", ricordando l'ordine del giorno approvato nel 2009 dal consiglio comunale per la sua assegnazione. Al riguardo è stata la dottoressa Campus a ricostruire la storia della gestione dello spazio dal 2004 a oggi, ricordando come l'ultima proroga fatta all'associazione scadrà il prossimo 30 giugno, dopo che la convenzione è ufficialmente scaduta nel 2008, indicando alcune possibili linee per il bando futuro.
Tra i primi a richiedere tale discussione in una riunione congiunta delle due commissioni è il consigliere del Pd Stefano Landucci: "Credo che sia opportuno fare un bilancio su come è stata gestita la Leopolda e come sarà gestita nel futuro, per questo credo che questa discussione sia importante anche perché, vista la sua rilevanza, sulla gestione della Leopolda, sul suo utilizzo nonché sulla sua accessibilità, ci giochiamo una fetta importante di credibilità con l'associazionismo e la città intera".
Numerose osservazioni vengono poste dal Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, Sandro Modafferi: "L'assessore parla di situazioni a macchia di leopardo e di grandi disparità, dopo di che c'è una continuità e un'omogeneità nel governo di questa città da più di un decennio. E' quindi una questione di scelte politiche prese. Come una scelta politica è questo regolamento, che noi e il Prc non abbiamo votato, ma attraverso il quale questa maggioranza ha scelto la linea di far fruttare il patrimonio pubblico".
Da qui Modafferi passa al caso specifico della Leopolda: "La convenzione risale al 2004 e doveva durare 4 anni, e nel testo si escludeva qualsiasi forma di tacito rinnovo. Siamo di fronte, invece, in questi anni a delle determine di rinnovo fatte dai dirigenti, l'ultima delle quali è dello scorso dicembre e prevede un rinnovo fino al 30 giugno, motivando ogni volta che la proroga sarebbe servita per avere un tempo congruo per espletare le procedure di evidenza pubblica per il bando relativo alla nuova assegnazione. Io credo sia stato giusto dare le proroghe, ma di fatto si sono persi inspiegabilmente tre anni di tempo e la data del 30 giugno si avvicina".
"Ad oggi - prosegue Modafferi - il canone di affitto della Leopolda è di 1000 euro l'anno iva compresa, con il nuovo Regolamento che utilizza i canoni di mercato si arriverà a un affitto stellare e molte associazioni non potranno partecipare all'assegnazione. Infatti, se si prende come parametro la stima di 11 mila euro per via Andrea Pisano è evidente che per la struttura in Piazza Guerazzi parliamo di cifre astronomiche che pongono in sé delle gravi disparità".
Dal Pdl, nella persona della consigliera Silvia Silvestri, ma anche dal Pd, per bocca del consigliere, Francesco Monceri, si solleva una possibile criticità rispetto alla questione dell'assegnazione: "Vi è il rischio che magari si assegna uno spazio a un cartello e poi negli anni questo cartello cambia la propria natura, per cui alla fine a gestire la struttura non vi è nessuno dei soggetti assegnatari originali".
A venire in soccorso dell'assessore e a sposare in pieno la linea dell'amministrazione, tanto da ricevere nella sua replica un ringraziamento esplicito da parte della stessa Ciccone, è il consigliere di Futuro e Libertà, Massimo Balzi: "Fa bene l'amministrazione a mettere ordine. Noi condividiamo questa linea di condotta, e se gli affitti sono troppo bassi è bene rivederli: concordo che non siano date strutture pubbliche gratuitamente".
Critiche arrivano invece da Maurizio Bini di Rifondazione Comunista: "Questo regolamento apparentemente stabilisce criteri di obiettività, ma in realtà si fonda su un'idea sbagliata: il mondo delle associazioni non può essere considerato come una qualunque categoria imprenditoriale, la sua ricchezza non sta nella dimensione finanziaria ma in quella culturale".
"Continuare su questa linea - prosegue Bini - come dimostrano i gravi errori commessi nella gestione del caso di Rebeldìa e della manifestazione d'interesse di via Andrea Pisano, rischiano di determinare danni non solo nel caso citato, ma anche nel caso della Leopolda. Se il parametro sono gli 11 mila euro di affitto per una struttura fatiscente come via Andrea Pisano, la Leopolda chiude perché parliamo di centinaia di migliaia di euro di affitto che nessuna associazione può essere in grado di pagare, a meno che non si deroghi da un comportamento “omogeneo” che viene invece invocato più volte".
Da qui il consigliere del Prc chiede che "il regolamento sia cambiato, riconoscendo che gli strumenti definiti dall'amministrazione non sono adeguati, avendo generato, come – ripeto - il caso di Rebeldìa dimostra, grosse problematicità. Al riguardo sarebbe un grave errore considerare questa situazione chiusa, cosa che la città non potrebbe accettare serenamente".
A fare alcuni rilievi al documento finanziario presentato dall'associazione è il consigliere del Pd, Marco Monaco - tema questo ripreso anche dal consigliere Monceri (Pd) - che però insiste sulla questione del canone d'affitto: "Pensare che 68 associazioni paghino meno di 100 euro al mese è un regalo. Per me è difficile accettare che oggi vi sia un affitto per quella struttura di 1000 euro l'anno. Serve uniformità di trattamento e non è corretto che ci sia chi ha dei privilegi e chi, a fronte degli stessi problemi, non ha nulla".
Sullo stesso tema interviene anche il consigliere Marco Bani del Pd: "A mio avviso è giusto cercare di tenere i canoni di affitto i più bassi possibile anche tenendo conto del modello di business che ogni associazione può realizzare. Si potrebbero ipotizzare anche canoni diversificati a seconda dei modelli di attività delle associazioni".
Ad avere un'idea diversa è il consigliere del Pdl Riccardo Buscemi, che dopo aver criticato la gestione da parte dell'amministrazione di alcune situazioni, dal ProgettoRebeldìa, al Cantiere San Bernardo allo Spazio Antagonista Newroz, ipotizza altre soluzioni: "Perché non si pensa a una gestione diretta del Comune, magari attraverso una fondazione come si è fatto con il Teatro Verdi?"
A chiudere i lavori della seduta congiunta delle due commissioni è lo stesso assessore, che ribadisce la decisione dell'amministrazione di "riordinare tutto il sistema delle assegnazioni vista questa situazione a macchia di leopardo", evidenziando come da parte della stessa amministrazione il lavoro non sia ancora completo e occorra un supplemento di informazioni in merito al quadro delle assegnazioni e dei canoni che vengono pagati.
"Se ci sono associazioni che fanno ciò che vogliono - specifica la Ciccone - non possono essere trattate come quelle che svolgono dei compiti che l'amministrazione non riesce ad assolvere. Le associazioni non possono essere messe tutte sullo stesso piano e trattate nelle stesso modo: occorre un'operazione verità per cui occorre sapere chi è dentro un'associazione, di cosa questa si occupa, cosa fa per la città, se è una sigla finta o se ci sono persone in carne e ossa".
Per quanto riguarda il tema dei canoni degli affitti l'assessore è anche qui molto chiaro: "I canoni non li calcolano i politici ma i tecnici, e anche su questo occorre riflettere a chi il Comune darà questo incarico. Esistono, infatti, nella definizione delle stime sia criteri oggettivi sia criteri discrezionali". A fronte delle diverse critiche mosse al Regolamento in merito alla soglia del 50% di abbattimento di affitto per le associazioni senza fini di lucro: "La differenza tra noi e altri comuni è che noi abbiamo avuto una visita della Corte dei Conti che ci ha imposto questa soglia".
Ma è nel passaggio conclusivo che la Ciccone riassume la filosofia dell'amministrazione: "A fronte di canoni di affitto anche elevati, il Comune dà contributi alle attività delle associazioni, contributi che vengono però elargiti per le finalità proprie che si pone l'amministrazione. Se il Comune non riesce a fare delle attività di ludoteca e queste sono svolte ad esempio dalla ludoteca della Leopolda allora il comune fornisce un contributo. Se invece l'associazione fa attività che non interessano l'amministrazione quel contributo non viene elargito".
"Il problema è armonizzare - conclude l'assessore - i tempi dell'elargizione dei contributi per le attività con quello di pagamento degli affitti, e ad oggi la questione non è sciolta, visti i tempi a nostra disposizione per l'approvazione del bilancio".
La questione degli spazi sociali diventa sempre più una pentola a pressione per il Comune di Pisa. Si tratterà di vedere cosa accadrà nei prossimi giorni sul caso di Rebeldìa e come l'amministrazione intenderà muoversi rispetto alla situazione della Leopolda.
Per quanto riguarda il cartello di 31 associazioni rischia di profilarsi un cortocircuito: infatti l'area di via Andrea Pisano, individuata da Rebeldìa e oggetto di un accordo con gli enti per l'uscita da via Battisti, potrebbe essere assegnata a un altro soggetto. Infatti, dopo la decisione e le denunce delle associazioni che stavano in via Battisti del mancato rispetto degli accordi da parte del comune e la decisione di non presentare domanda per la manifestazione d'interesse, sono comunque tre i soggetti che hanno presentato domanda: Canottieri Arno, la Cittadella di San Ranieri, e un altro raggruppamento dal nome "Ali".
Per la Leopolda si tratterà di vedere, invece, se effettivamente e in che tempi verrà pubblicato il bando per la nuova assegnazione, visto che il 30 giugno scade la proroga per la gestione all'attuale cartello, e quale sarà il canone di affitto che verrà definito per questa importante struttura cittadina.
Questo articolo contiene 10 commenti.
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2011/04/13 18:04:44 Bertrand Morane Trovo incredibile che dopo così tanti anni ci sia al timone della Leopolda chi ha prodotto buchi su buchi. E'la solita zolfa del PD locale: si sistemano alcuni personaggi più o meno capaci, questo non è importante, promettendo loro che mai verranno toccati da cambiamenti o simili... Ora vi pare che la Leopolda sia un luogo vissuto dai cittadini? Sia un luogo in cui si produce cultura, socialità, partecipazione?
Ps: l'unica che lì dentro funziona è la Ludoteca, ma pensate: i dipendenti della Ludoteca sono tutti, o quasi, entrati nel Direttivo Provinciale dell'ARCI. Altra info, molti sono iscritti PD.
Conclusione: La lascio a voi.
2011/04/13 14:04:50 Contro Tanfucio finirà così: affitto al Comune di Pisa di € 60000 annue e contributi erogati dal Comune alle associazioni del cartello Leopolda € 58500...
2011/04/13 14:04:03 drugo lebowski "Se per Via Pisano hanno chiesto 11 mila Euro per la Leopolda chiederanno una cifra proporzionata. Il problema è casomai quello di rivedere il regolamento, senza alimentare una guerra tra poveri."
In proporzione, visto che in via Pisano ci sono solo le pareti e dentro è un cumulo di macerie, allora per la Leopolda potrebbero arrivare a chiedere almeno 110.000 euro l'anno.
E' proprio per questo motivo che Maria Paola Ciccone sta lavorando per il male.
Ma siamo ancora in tempo per liberarcene.
2011/04/13 14:04:04 Contro Tanfucio certamente no alla guerra tra Associazioni, ma credo che sia giunta l'ora di fare un bilancio trasparente sulla gestione della Leopolda, da come era stata pensata ad oggi. Le presidenze in stile PCUS saranno dure a morire, ma come tutte le cose finiranno...
2011/04/13 14:04:53 Il Merovingio poi ci sono i misteri gloriosi del bilancio, che torna in pareggio al centesimo, ma nelle voci di bilancio non c'è verso di sapere chi prende i soldi e per cosa, né perché compaiano 140.000 euro di crediti non riscossi. Come ha detto qualcuno - nel generale impallinamento della gestione Leopolda che c'è stato ieri - sarebbe il caso di scorporare l'aspetto di gestione da parte delle associazioni non lucrative e l'aspetto gestionale da parte di gente che ovviamente per fare il suo lavoro deve essere pagata, e sarebbe bene che si sapesse chi viene pagato, quanto, perché ecc. ecc.
e sarebbe anche il caso di smetterla con le presidenze a vita stile PCUS, specie se remunerate
2011/04/13 14:04:51 Paolo P. Personalmente credo la Leopolda sia uno spazio tenuto bene dove si svolgono attività interesanti. Da quello che ho letto l’iniziativa sugli sposi è un evento commerciale ospitato, utile per pagare le spese di gestione e offrire alle associazioni la possibilità di organizzare le loro attività gratuitamente o versando tariffe minime. Anche quella sull’affitto mi pare una discussione sul passato. Nell’articolo si legge che la convenzione è stata scritta nel 2004, mentre il regolamento sui beni comunali è stato approvato nel 2010. Se per Via Pisano hanno chiesto 11 mila Euro per la Leopolda chiederanno una cifra proporzionata. Il problema è casomai quello di rivedere il regolamento, senza alimentare una guerra tra poveri.
2011/04/13 13:04:42 drugo lebowski Ormai è sempre più chiaro a tutti che Maria Paola Ciccone sta facendo un lavoro sporco per far nascere a Pisa il primo centro sociale di destra. Chissà cosa gliene viene...
Questa signora è un problema serio per la nostra città, e avere un marito così non è una scusa plausibile per permetterle di occupare ancora la poltrona in Comune.
I craxiani andrebbero barattati coi tunisini.
2011/04/13 13:04:28 Contro Tanfucio Diciamo le cose come stanno, la Leopolda da casa della città si è trasformata via via in casa del PD.
E' una macchina dove si sono creati posti di lavoro per i soliti noti, dove da anni chi ricopre ruoli dirigenziali (a busta paga) non viene mai messo in discussione. Insomma un'associazione sempre più vicina a quei circoli che non sono altro che attività commerciali camuffate da associazione, dove l'assemblea dei soci non potrà mai eleggere un nuovo Presidente. Sui contenuti poi ho sempre qualche dubbio, cosa ha di culturale la rassegna "Forever Sposi"?
2011/04/13 12:04:24 Il Merovingio In base al fatto che gli garbano a loro.
Ma ora questo intollerabile stato di cose cambierà: gli affitti saranno alti per tutti (o quasi), ma il Comune finanzierà le associazioni che gli garbano a loro, così potranno pagare l'affitto.
In sintesi: se fai il bravo ti dò i soldi, sennò ciccia.
Che è anche una bella garanzia di libertà, indipendenza e autonomia per le associazioni, nevvero?
"La mi' moglie lavora, hai capito?!?" - R.P., urlando in sala delle Baleari mentre tutti i presenti lo guardavano sghignazzando sconsolati
2011/04/13 11:04:31 Final User quando si parla di regole, trasparenza ed equità di trattamento rispetto alla missione di un luogo, di un'associazione, di un cartello e ci si avvicina alla "questione Leopolda", emerge subito l'incoerenza di questa amministrazione.
Trovo fortemente contraddittorie varie cose dette dal comune nei confronti di Rebeldia una volta che le si confronta col modo col quale gestiscono la Leopolda.
basta cominciare da questo "piccolo" dato:
Leopolda: affitto di 1000 euro l'anno
Rebeldia nella nuova sede di via Andrea Pisano: stima di 11000 euro l'anno
In sintesi, l'affitto a prezzo politico lo fanno a chi gli pare a loro, e domando: con quali criteri?