Riceviamo e pubblichiamo una nota dei Comunisti Uniti di San Miniato sulla questione del futuro dell'Arpat di San Romano.
Ancora nessuna garanzia per un servizio essenziale come quello dell'Arpat di San Romano dopo gli ultimi sviluppi. Si è assistito soltanto ad un tentativo di rassicurazione dell'opinione pubblica. Tante belle parole, ma di fatto è stato confermato il taglio del personale ed in pratica svuotato d'efficacia il servizio. Gli addetti sono passati da 5 a 3 e tali rimarranno. Non si capisce perché soprattutto nella zona del cuoio si sono effettuati questi tagli selvaggi. In Versilia per esempio l'Arpat ha mantenuto gli stessi addetti. Ma la cosa più grave è che i sindaci della nostra zona hanno accettato la posizione dell'assessore regionale Bramerini che ritiene un optional un fondamentale servizio di prevenzione dell'Arpat come il telerilevamento. Un altro servizio essenziale che i nostri amministratori si stanno facendo portare via così come è già successo per i presidi ospedalieri. Al contrario, noi crediamo che i sindaci dovrebbero opporsi in tutti i modi a questi scippi e lottare tenacemente per difendere la salute della popolazione invece che cercare di tranquilizzarla. E' inaccettabile che la trattativa che porterà all'accordo si sia stata condotta solo da due sindaci senza alcuna trasparenza. Vogliamo che invece queste cose siano discusse nei consigli comunali. Sta sorgendo nella nostra zona una nuova sensibilità ambientale e siamo soddisfatti che a Castelfranco il cosiddetto "pirogassificatore" sia stato bocciato dalla popolazione e che la giunta si sia accodata a questa decisione. Chiediamo pertanto che anche per il Tubone sia attivato un serio processo partecipativo dal basso a costo zero senza che sia appaltato alle solite ditte.
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