Continua senza soste la campagna del gruppo "Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa" per il recupero e la salvaguardia di uno dei patrimoni architettonici e culturali più importanti del nostro territorio.
Tante sono, infatti, le iniziative messe in atto negli ultimi mesi da questo gruppo attraverso una continua sollecitazione delle istituzioni perchè si intervenga quanto prima affinchè l'Acquedotto non sia lasciato in uno stato di abbandono. E tra le tante azioni intraprese è di questi giorni il lavoro di rilievo architettonico dell'Acquedotto fatto dal comitato grazie alla collaborazione e supervisione dell'architetto Massimo Gasperetti.
Il rilievo è stato realizzato al fine di preparare la documentazione necessaria per la richiesta di contributi economici alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Pisa per avviare i lavori di recupero, inoltrando ovviamente la stessa anche al Comune di Pisa, proprietario del bene e al Comune di San Giuliano Terme sul suolo del quale grava gran parte l'Acquedotto Mediceo.
"Si sono condotti i primi rilievi architettonici dell'Acquedotto Mediceo - spiegano dal gruppo - nella parte compresa tra via Sant'Elena e il Fosso della Vicinaia; tratto di struttura nel territorio sangiulianese particolarmente critico dal punto di vista statico e architettonico. La campagna di rilievo è coordinata dall'Architetto Massimo Gasperini, estensore del progetto preliminare di recupero e valorizzazione dell'Acquedotto Mediceo e delle sue aree contermini, sinergicamente accordata dalle amministrazioni comunali di Pisa e di San Giuliano Terme".
"Le operazioni di misurazione - proseguono dal Comitato - condotte con evidenti difficoltà causate principalmente dalla vegetazione infestante presente diffusamente su ambo i fronti del monumento, ha coinvolto trenta archi. La restituzione del rilievo geometrico ha permesso di quantificare in maniera precisa l'avanzato stato di degrado strutturale. I dissesti sono disomogenei e coinvolgono sia i piedritti delle arcate che le parti sommitali della canalizzazione. Tali fenomeni deformativi sono causati dalla diversa compattezza del terreno del sottosuolo e dal conseguente disomogeneo comportamento delle strutture di fondazione. La forte inclinazione dei piedritti, che in alcuni punti raggiunge 11°, unitamente alla presenza diffusa di fessurazioni, impone interventi urgenti di puntellamento del fronte occidentale e una urgente programmazione di campagne congiunte ed estese di rilievi di tipo architettonico, geologico, geofisico e geotecnico".
Dal video realizzato dal Comitato che pubblichiamo allegato, si vedono le difficoltà avute dagli attivisti del gruppo nel fare i rilievi e a causa di arbusti, rovi, rifiuti abbandonati di ogni tipo, tra cui: damigiane rotte, ferraglia arrugginita, eternit e quant'altro depositati alla base delle arcate.
E proprio questa situazione di degrado ha portato il Comitato per la "Salvaguardia dell'Acquedotto "a decidere che la prossima azione sarà proprio "la rimozione di tutti i rifiuti e la pulizia da erba infestante in accordo con le associazioni Pisane: WWF, Legambiente, LIPU e la supervisione della Soprintendenza di Pisa".
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