20/06/11 07:57 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Carrefour: richiesta la mobilità per 42 lavoratori 0

Il colosso degli ipermercati vuole ridurre complessivamente il personale di 77 unità in Toscana. L'azienda denuncia cali di vendite tali da spingere al ridimensionamento, ma l'amministrazione comunale di San Giuliano invita alla cautela e chiede, come "via giusta da intraprendere, la gestione della crisi e la concertazione con le parti sociali". I Cobas: "Il marchio Carrefour in crisi per politiche di mercato sbagliate"

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Un nuovo fronte di crisi occupazione si apre nel territorio pisano con 42 posti di lavoro a rischio. Questa volta è il caso del Carrefour alla Fontina, nel comune di San Giuliano.

Infatti il supermercato francese ha annunciato negli scorsi giorni alle organizzazioni sindacali la richiesta di messa in mobilità di 42 lavoratori, all'interno di un ridimensionamento complessivo nelle quattro sedi Toscane di 77 unità. Infatti oltre a quelli pisani si prevedono 35 esuberi presso la sede di Massa, mentre l'organico delle sedi di Lucca e Calenzano non dovrebbe essere coinvolto.

La motivazione addotta dall'azienda è il calo delle vendite, anche se occorre evidenziare che in questi tempi recenti, come dimostrano i numerosi scioperi e proteste indette dai sindacati, da parte del Carrefour si è assistito ad una compressione sempre maggiore dei diritti e dei salari dei lavoratori, con un aumento dei carichi di lavoro senza un'adeguata corrispondenza in termini salariali.

Si aprirà quindi nei prossimi giorni una difficile trattativa per salvare questi posti di lavoro e tra i primi a prendere posizione su questa vicenda vi è l'amministrazione di San Giuliano Terme: "Da ormai molto tempo - esordiscono il Sindaco di San Giuliano Terme Paolo Panattoni e il Vice Sindaco Juri Sbrana - nella completa indifferenza di chi governa il nostro Paese, le amministrazioni locali denunciano che la crisi economica non è un fatto superato ma che anzi stiamo vivendo il periodo più critico".

"Sapevamo - proseguono Panattoni e Sbrana - che la catena Carrefour (come buona parte del comparto della grande distribuzione) stava attraversando un periodo molto complicato, ma in questo quadro generale di difficoltà, dalle informazioni in nostro possesso, l'ipermercato di Ghezzano sembrava aver subito meno di altri la flessione negativa".

"La via giusta da intraprendere è quella della gestione della crisi - concludono dall'amministrazione sangiulianese - con la concertazione con le parti sociali. Per queste ragioni la prossima settimana l'Amministrazione chiederà un incontro alla direzione di Carrefour, alla presenza dei sindacati e delle RSU al fine di avere un quadro dettagliato della situazione e per svolgere il nostro ruolo di mediazione sociale nella crisi che sembra aprirsi."

Sui possibili licenziamenti all'ipermercato intervengono anche i Cobas del lavoro privato che invitano alla mobilitazione: "Carrefour Italia negli ultimi 3 anni è stata più volte condannata per comportamento antisindacale, per esempio è stata licenziata una giovane madre che aveva chiesto l'aspettativa per accudire il proprio figlio. Che il marchio Carrefour sia in crisi è un dato acquisito anche per politiche di mercato sbagliate, da tempo è iniziato l'assalto alle azioni del gruppo da parte di altri gruppi".

"Non è casuale - spiegano ancora dal sindacato di base - che il fondatore di Finiper e co-fondatore di Esselunga, Marco Brunelli, abbia raggiunto un accordo con Carrefour per riacquistare il 20% del capitale del gruppo in mano ai francesi. L'ingresso di nuovi soci ha come condizione la riduzione del personale, licenziamenti e sospensione di tutti gli accordi sindacali di miglior favore per i lavoratori. Nel settore del commercio le dinamiche di sfruttamento della forza lavoro sono identiche a quelle del settore metalmeccanico, identica è la prepotenza degli imprenditori e il ricorso alla cassa integrazione e ai licenziamenti".

 

Glocal o Blocal? - di Glocal12

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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