Prosegue la battaglia dei lavoratori dei cantieri di Pisa per difendere il proprio posto di lavoro in una situazione in cui ancora l'incertezza regna sovrana e senza che le strategie delle due parti in causa, il liquidatore Federico Galantini e l'imprenditore Balducci che avrebbe dovuto acquistare il marchio Baglietto, abbiano realmente svelato le loro reali intenzioni.
Ieri (lunedì 4 luglio) a La Spezia si è tenuto il previsto incontro sul futuro dei Cantieri Navali a cui ha partecipato in persona Jean Jaques Frey, dal quale però non sono emerse novità sostanziali. Infatti Frey ha confermato il suo ruolo di garante del concordato, per conto della Ineco, ribadendo però che non è per nulla interessato a rilevare, come si era vociferato in questi giorni negli ambienti liguri, i cantieri Baglietto di Varazze.
La partita del passaggio di proprietà resta quindi ancora aperta a tutte le possibilità: dall'arrivo di un nuovo imprenditore interessato all'acquisto dei tre cantieri o di alcuni di essi, andando così verso uno spacchettamento, o a un ritorno, sempre più improbabile, di Balducci che tuttavia non si è comunque ufficialmente ritirato .
Commenti negativi sull'incontro vengono dalla Cgil ligure: "La questione della vendita dei cantieri resta al palo - ha detto il segretario provinciale della Fiom-Cgil di Savona, Alberto Lazzari. Per ora non ci sono imprenditori interessati a rilevare una struttura che, comunque, è sana e lavora e sta reagendo molto bene ai segnali di ripresa del settore cantieristico".
Lazzari ha anche stigmatizzato in questa vertenza l'assenza delle istituzioni savonesi. "Questa mattina - ha proseguito - al tavolo mancavano sia il vicepresidente della Regione Liguria, Marylin Fusco, sia l'assessore al Lavoro, Enrico Vesco e, soprattutto, mancavano esponenti della Provincia e del Comune di Varazze. Senza un ruolo di garanzia di questi enti non credo che su questa partita si possa andare molto lontano".
Sul fronte istituzionale, invece, sempre nella giornata di ieri a Pisa il consiglio provinciale si è riunito presso i Cantieri cittadini e ha approvato all'unanimità un documento che riprende sostanzialmente la mozione già approvata negli scorsi giorni dal consiglio comunale.
Nel suddetto documento, dopo aver espresso solidarietà ai lavoratori, si impegna il presidente e la giunta "a farsi promotore presso la Regione Toscana per la convocazione di un tavolo interregionale per cercare di riaprire il confronto tra le parti interessate al fine di garantire la continuità storica del Cantiere di Pisa e degli altri siti produttivi interessati". Inoltre si dice da un lato di "attivare iniziative tese a sollecitare risposte trasparenti, unite a un piano industriale per un'immediata ripresa produttiva e il mantenimento della forza occupazionale", e dall'altro "di intraprendere contestualmente tutte le iniziative necessarie per la risoluzione delle problematiche del sito produttivo e per la ripresa della produzione, compreso l'impegno in società partecipate direttamente".
Il primo a prendere la parola è stato lo stesso Presidente Pieroni che ha evidenziato la "situazione di incertezza e di difficoltà in cui si trova questa realtà produttiva", da qui la decisione di far sentire la "vicinanza delle istituzioni" venendo direttamente sul posto.
"Questa è una realtà produttiva che non dobbiamo perdere - insiste Pieroni - sia per questi lavoratori e il futuro loro e delle loro famiglie, ma anche perché essa si inserisce in un comparto che vuole essere una delle punte avanzate della nostra produzione, come dimostrano gli ingenti investimenti pubblici e privati che vi sono su quest'area".
"Il nostro impegno - ha concluso il Presidente della Provincia - è volto anche a fare chiarezza e a svelare intenti che possano essere diversivi rispetto alle intenzioni che vengono dichiarate riguardo la possibilità di riprendere l'attività produttiva".
E sul fatto che il lavoro anche in questi mesi ci sarebbe stato grazie ad alcune commesse ancora in piedi, sono i lavoratori che puntano il dito sulla questione dei tempi: "Con la proroga ulteriore della cassa integrazione arriveremo al 7 gennaio, ma poi questa è l'ultima, per cui il tempo stringe. E se invece si profila un contenzioso tra Galantini e Balducci? Qui si parla di anni per risolvere il concordato e ciò non è compatibile con la nostra sopravvivenza".
Su questo punto ha insistito nel suo intervento anche l'assessore al lavoro, Anna Romei, che sta seguendo la trattativa passo passo: "Il tempo è la variabile fondamentale sia per l'aspetto lavorativo ma anche per quello personale di ciascuno di questi lavoratori. Solo che quando c'è anche un concordato di mezzo, sto imparando che tutto diventa più difficile".
"Oggi - prosegue l'assessore - ci sono ancora molte ombre sulle intenzioni della parti, e anche per questo è molto importante l'incontro che si terrà il 12 luglio in Regione perché ognuno si assuma le sue responsabilità, anche se già sappiamo che Balducci non sarà presente".
A esprimere la propria solidarietà anche i capigruppo delle varie forze politiche presenti in Consiglio. A parlare per primo è il capogruppo della Federazione della Sinistra Andrea Corti: "Sapere che qui ci sono possibilità di lavoro e c'è la cassa integrazione è una situazione deprimente: E la politica deve ripartire proprio da qui recuperando un ruolo più alto rispetto all'economia e al mercato, non essendone succube".
"Occorre recuperare - insiste Corti - una vera solidarietà tra i lavoratori e purtroppo in occasione del corteo sui Lungarni il giorno della Luminara ho sentito pochi applausi, mentre questa vertenza deve trovare il sostegno di un'intera comunità. Al contempo però la politica e le istituzioni devono fare chiarezza su quale debba essere il futuro di quest'area, su quale comparto produttivo sia più consono e quale corrispettivo tipo di sviluppo debba riguardarla".
A esprimere il proprio sostegno ai lavoratori per i partiti della maggioranza anche Manolo Panicucci che critica il Governo per la mancanza di una politica industriale, suscitando le polemiche del Pdl, e chiede una maggiore vicinanza della città ai lavoratori. A evidenziare il carattere paradossale della situazione in cui versano i Cantieri di Pisa è anche il consigliere Gambini del Pdl che evidenzia come si tratti però di una questione locale che "non a che fare con le scelte governative".
Ad intervenire per ultimo è Pablo Cartone, segretario della Fillea Cgil, che nel ribadire l'importanza dell'incontro del 12 luglio chiede espressamente alle istituzioni che prenda il via una "continua e attenta pressione sul liquidatore ma soprattutto su Balducci, visto che ad oggi non è dato capire quali siano le sue relazioni intenzioni, mancando l'ufficializzazione del suo ritiro".
"Saranno mesi decisivi - conclude Cartone - per riuscire a dare una prospettiva a questi lavoratori e per trovare una soluzione".
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