22/07/11 09:00 | autore: c.c. Stampa

Il porto, l'Arno, l'Incile, i Navicelli. Quale sinergia? 0

Ieri alla Lega Navale a Marina di Pisa un incontro sulla navigabilità delle acque interne. Amministratori, tecnici, imprenditori e associazioni di categoria si sono dati appuntamento per fare il punto della situazione sui molteplici interventi in programma e in atto. Dai lavori del porto alla foce dello Scolmatore passando per la cantieristica e la logistica, sotto la parola d'ordine "sistema integrato"

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Un convegno per fare il punto della situazione sulla discussione, di lunghissima data, della navigabilità delle acque interne, in particolare Arno, Scolmatore, Navicelli e Incile. E' stato organizzato nella giornata di ieri dall'amministrazione provinciale con la collaborazione del Comune di Pisa, Navicelli spa e Associazione per l'Arno e si è tenuto presso la sezione pisana della Lega Navale di Marina.

Ad aprire gli interventi dopo i saluti istituzionali è stato il prof. Paolo Sammarco, progettista e ora direttore dei lavori del porto di Marina, che ha illustrato il quadro attuale dei lavori del porto. Un'opera destinata a ospitare 344 posti barca, che prevede la possibilità di accoglierne anche di grandi dimensioni - 8 in particolare i posti barca per mezzi compresi fra i 30 e i 50 metri di lunghezza - che intende presentarsi con una vocazione turistica ma guarda anche agli sviluppi industriali e cantieristici del comprensorio pisano. E' proprio a partire dall'idea di "sistema integrato della logistica" infatti che Sammarco auspica che "il porto diventi il nodo dove convergono i rami, rappresentati dall'Arno, dai Navicelli, dalla foce dello Scolmatore e dall'Incile", tema più volte sottolineato nel corso dell'incontro.

Per quanto riguarda i lavori del porto al momento procedono parallelamente in 6/7 zone - "un cantiere molto attivo" -; già alcune modifiche radicali del territorio sono evidenti, fra tutte il 'diaframma' di barriera dalle acque che chiude l'area in una sorta di anello. E' stato installato e la zona compresa nel cantiere è ora asciutta, tanto che lo stesso Sammarco parla di "museo aperto" rispetto a ciò che l'acqua ha lasciato nel terreno una volta portata via. Le banchine lungo le aree sud ed est del porto sono state per la maggior parte già inserite; successivamente si passerà alla realizzazione del molo nord, ai pontili su pali non galleggianti, al "fortino" che sarà centro di coordinamento delle attività del porto.

Dal Porto allo Scolmatore, è Giovanni Bracci del Servizio Difesa del Suolo della Provincia di Pisa a parlare della foce dello Scolmatore al Calambrone, quella che sarà la foce "armata", secondo il progetto alla base di un accordo di programma significativo, che prevede appunto la costruzione della foce armata, l'escavo di una barra di sabbia alla foce dello scolmatore e il progetto di sicurezza idraulica.

L'ing. Giandomenico Caridi, presidente della Navicelli spa, è intervenuto su cantieristica e logistica per i Navicelli, a partire dalla conformazione stessa del canale, le sue attività attuali e la posizione strategica in cui è situato: "Pensiamo a un sistema logistico che comprenda l'indotto in una perfetta piattaforma logistica". Parla quindi di "riattivazione del canale per il trasporto merci, con l'intercettazione di rotte mediterranee". E su questo punto cita "l'esperimento" condotto con la Saint Gobain: "Sono state trasportate 940 tonnellate di vetro con una nave, pari al viaggio di 32 tir. Il risparmio è evidente".

Il circuito delle acque pisane deve anche comprendere la cantieristica con i suoi 18 cantieri attualmente presenti. Non mancano certo le difficoltà in questo settore, e lo stesso Caridi non può non menzionare i Cantieri di Pisa, ma sostiene che ci siano comunque le condizioni per "un cerchio virtuoso fra il Canale, l'Arno, l'apertura dell'Incile, il porto e lo Scolmatore". A questo però aggiunge "il turismo, che intendiamo favorire in primo luogo con un servizio battello per il quale è stata già fatta la gara".  

Punti in 'agenda' quelli invece segnalati dall'assessore all'Urbanistica del comune di Pisa Fabrizio Cerri, che propone di "recuperare e allargare l'idea dei Parchi Fluviali, rinnovando un rapporto con l'Autorità di Bacino che fino ad oggi ha operato una funzione di freno". Chiede quindi di "ripercorrere l'ipotesi di una conferenza dei servizi permanente, in particolare per i problemi della Golena dove ci sono da tempo questioni irrisolte".

Il presidente della Cna Andrea Zavanella ha parlato di "occasione storica" rispetto alle prospettive delle acque interne pisane. "Con le 50 imprese lungo le sponde dell'Arno, che danno lavoro a 250 addetti, i nostri 2500 posti barca più i circa 1000 stimati, parlano della foce dell'Arno come di una realtà importante", ha detto.

Ma la sponda sinistra dell'Arno per la Cna vive problemi normativi che "devono essere superati". In primis "il difficile confine fra competenze degli Enti, cui si aggiungono dei vincoli con la perimetrazione del Demanio Idrico, le prescrizioni dell'Autorità di Bacino e i Vincoli paesaggistici della Soprintendenza". E se si pensa che comunque "il 25% delle attività non rispetta i vincoli sulle fasce di rispetto, dalla strada provinciale ai perimetri del demanio", Zavanella sostiene che "alcune norme possano essere derogate, gli strumenti urbanistici ci sono".

Infine, per il tratto terminale dell'Arno, l'assessore Valter Picchi in chiusura del convegno parla di "un futuro da strada fluviale". "Passaggio fondamentale sarà il varo del piano toscano per la mobilità, la cui legge istitutiva è in discussione al consiglio regionale". Su questa l'assessore parla di un'anticipazione datagli dall'assessore ai trasporti della Regione, Luca Ceccobao, presente ieri a Pisa per l'incontro sulla conclusione dei lavori di ammodernamento della ramo pisano Fi-Pi-Li.
"Alle Province, nell'ambito delle deleghe sulla navigazione interna, sarà data l'opportunità di agire e avere finanziamenti. Così sarà possibile attuare il progetto già predisposto che, con un costo complessivo intorno ai 500mila euro, punta a far diventare l'Arno, appunto, una strada fluviale. Il fiume - che attualmente risulta navigabile solo da Firenze fino all'antico ingresso verso il canale dei Navicelli, il ‘Sostegno' di Porta a Mare - potrà dunque cambiare classificazione anche nei 10 chilometri che portano alla foce. Una volta che sarà stato dato il via libera al piano, dovrà essere realizzato un ‘portolano', ovvero un manuale di navigazione con tutte le regole da rispettare; inoltre occorrerà effettuare un rilievo batimetrico e dei vari ponti".

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