25/07/11 08:26 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"Perchè le istituzioni pubbliche stanno vendendo parti consistenti del proprio patrimonio?" 1

A fronte dei piani di vendita messi in campo dal Comune, dall'Università e dalla Provincia il capogruppo di Sel, Carlo Scaramuzzino, pone pesanti interrogativi sull'opportunità di una simile scelta: "Esiste davvero una prospettiva credibile perché ci siano in città investimenti privati per circa mezzo miliardo di euro? Perché affidare tutto questo patrimonio ai privati e non provare a dare anche risposte pubbliche nel campo dell'edilizia sociale, dell'edilizia studentesca, degli spazi di vita collettiva, di servizi per gli anziani ed altro ancora?"

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Quale senso ha oggi a Pisa un piano generalizzato di alienazioni del patrimonio pubblico? E quali sono le ragioni per cui i piani di vendite del Comune da milioni di euro in questi anni non sono di fatto mai riusciti?
Sono questi alcuni dei pesanti interrogativi che pone il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, Carlo Scaramuzzino, da tempo, e che nuovamente pone all'attenzione delle altre forze politiche e sociali ragionando sul futuro sviluppo della nostra città.

"Tutte le istituzioni pubbliche hanno deciso - afferma Scaramuzzino in una nota - di vendere pezzi consistenti del proprio patrimonio. Si vende il Santa Chiara, si vendono (o meglio si permutano) le caserme e l'Arena, si vendono l'Istituto degli orfanelli ed i palazzi delle Gondole, Palazzo Mastiani in Corso Italia, la facoltà di veterinaria, palazzi della Provincia, e molto altro".

"Si vendono beni pubblici - prosegue - per parecchie centinaia di milioni, dopo che con atti urbanistici molti di questi beni pubblici sono stati utilmente valorizzati ed altri ancora sono in lista d'attesa. Si mettono in moto operazioni complesse, sul cui buon esito sono manifeste (come nel caso delle caserme) le preoccupazioni della stessa giunta. Il Comune ha inoltre in cantiere un piano di alienazioni di 60 milioni in tre anni: solo che il piano non funziona. Nel primo dei tre anni sono stati venduti beni soltanto per poco più di un milione e mezzo".

E qui il capogruppo di Sel riprende il documento presentato nelle scorse settimane dal suo partito alla città, e su cui non erano mancate polemiche vista la "sconfessione" da parte dell'assessore provinciale Santoni sulla linea intrapresa dall'assemblea pubblica in cui erano state presentate le linee guida per una "Pisa migliore": "In occasione della recente conferenza cittadina, Sel ha sentito il bisogno di una riflessione attenta su questo tema: siamo davvero sulla strada giusta? Esiste davvero una prospettiva credibile perché nei prossimi anni ci siano in città investimenti privati nel campo dell'edilizia per valori stimati intorno al mezzo miliardo di euro e oltre, in prevalenza rivolti alla creazione di appartamenti di costo elevato? E questo in aggiunta ad interventi privati già decisi e autorizzati per la costruzione di un migliaio di appartamenti che ancora non trovano mercato. Ed inoltre: perché affidare tutto questo patrimonio ai privati e non provare a dare anche risposte pubbliche a vicende che attendono da tempo, come ad esempio nel campo dell'edilizia sociale, dell'edilizia studentesca, degli spazi di vita collettiva, di servizi per gli anziani ed altro ancora?"

"Insomma - sostiene Scaramuzzino - risposte a problemi che guardano alla quotidianità della vita di moltissime persone e non solo al bisogno di fare cassa facendo costruire edilizia di alto mercato. Viene risposto che non ci sono risposte finanziarie per possibili interventi pubblici e che i soldi servono per finanziare altri interventi, come l'ospedale di Cisanello. E' vero; ma perché, senza dover vendere tutto il patrimonio, non seguire percorsi diversi, che pure gli enti stanno utilizzando per la realizzazione di opere pubbliche?"

Da qui il capogruppo Sel rimette al centro la necessità di un'opposizione alle politiche del governo riguardo agli enti locali e alla gestione del patrimonio pubblico: "Noi non ce la sentiamo di assecondare le scelte del governo Berlusconi/Tremonti, che - nonostante la figuraccia rimediata con il tentativo incauto di privatizzare spiagge ed arenili - vuole ora, con l'iniqua e odiosa manovra dei giorni scorsi, gratificare con benefici finanziari quei comuni che privatizzano i loro beni" .

"Dopo la pausa estiva - conclude Scaramuzzino - sottoporremo pubblicamente alla città, al sindaco e alla giunta questa nostra riflessione, all'interno di un confronto ampio sulla difesa dei beni comuni: con lo spirito costruttivo di chi pensa ad una Pisa a misura di tutti i suoi cittadini, residenti e domiciliati, soprattutto quelli in condizioni di maggior bisogno".

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2011/07/25 13:07:07 drugo lebowski http://www.youtube.com/watch?v=MYywACUl_0o

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