27/07/11 07:49 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Ecomafie: Toscana sesta in Italia. Rifiuti, appalti pubblici e cemento sotto accusa 0

Una fortissima crescita di infrazioni nel ciclo dei rifiuti e in quello del cemento in Toscana, dove crescono anche i reati contro la fauna e quelli contro l'ambiente e il patrimonio culturale. E' questo quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente. Il Presidente dell'associazione ambientalista, Baronti: "Preoccupanti episodi di infiltrazione mafiosa nella gestione degli appalti pubblici, soprattutto quelli legati alle costruzioni"

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Una fortissima crescita di infrazioni nel ciclo dei rifiuti e in quello del cemento in Toscana, dove crescono anche i reati contro la fauna e quelli contro l'ambiente e il patrimonio culturale.

E' questo quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, i cui dati relativi alla regione sono stati presentati ieri a Firenze. La Toscana si piazza così al sesto posto in Italia per reati contro l'ambiente con 2.132 infrazioni accertate, 1.789 persone denunciate, 18 arresti e 526 sequestri effettuati.

"L'illegalità ambientale non conosce crisi", ha commentato il presidente di Legambiente Toscana, Piero Baronti, secondo cui però i numeri in crescita evidenziati dal rapporto sono anche il risultato dell'attività di contrasto "molto forte" compiuta dalle forze dell'ordine.

In particolare per quanto riguarda il ciclo del cemento si esprime allarme per "preoccupanti episodi di infiltrazione mafiosa nella gestione degli appalti pubblici, soprattutto quelli legati alle costruzioni"; mentre nelle zoomafie la Toscana sale al secondo posto nazionale con 691 infrazioni accertate, 223 denunce, 248 sequestri. Numeri in miglioramento, invece, si registrano per quanto riguarda gli incendi.

Nel ciclo dei rifiuti si contano 16 arresti (nel 2009 non ve ne erano stati) 345 reati accertati, 480 persone denunciate e 128 sequestri effettuati, e un panorama di "diffusa illegalità nell'intero settore - si legge nella nota di sintesi di Legambiente - dove si sovrappongono vere e proprie inchieste su traffici illegali, insieme a numerosi casi di discariche abusive e smaltimenti illegali".

E proprio per quanto riguarda questi'ultimo tema, Baronti ha ribadito la necessità di impianti di stoccaggio e smaltimento per i rifiuti speciali prodotti in Toscana: "Se andiamo a guardare i dati - ha spiegato - a livello regionale, i rifiuti urbani prodotti sono poco più di 3 milioni di tonnellate, mentre invece sono più di 7 mln di tonnellate i rifiuti prodotti nel settore degli speciali, e una buona parte di questi, quasi la metà, non si sa dove va a finire: magari poi si ritrovano in discariche sequestrate alla Camorra".

Il presidente di Legambiente nel corso della presentazione del rapporto ha anche espresso timori per infiltrazioni di criminalità nel ciclo dei rifiuti derivanti dai cantieri delle opere pubbliche che saranno realizzate in Toscana: "Se siamo nella situazione attuale - ha detto - dove non sappiamo dove andranno a finire i rifiuti, certamente questi rischi a nostro avviso ci possono essere".

Antonio Pergolizzi, dirigente nazionale di Legambiente e curatore del dossier Ecomafie, ha osservato che "il problema sorge quando i rifiuti si muovono sul territorio, perché più la filiera è corta e meno rischi ci sono", e quindi ha sostenuto che "la Regione potrebbe spingere per un riutilizzo virtuoso degli inerti per le attività dell'edilizia, piuttosto che scavare le montagne causando dei danni ambientali e riempire discariche. Ogni volta che si innescano processi virtuosi si toglie terreno alle mafie".

Tra i primi a commentare i dati del rapporto dell'associazione ambientalista è stato il presidente della commissione Ambiente e Territorio del Consiglio regionale, Vincenzo Ceccarelli che ha evidenziato la "necessità di un adeguamento normativo per contrastare fenomeni sempre più aggressivi. Dobbiamo lavorare per stringere ancora di più quella rete di controllo e tutela ambientale che in Toscana comunque funziona, visti i numeri contenuti nel rapporto di Legambiente", ricordando al riguardo la risoluzione, approvata all'unanimità dal Consiglio lo scorso 18 gennaio, su tracciabilità dei rifiuti e prevenzione dei fenomeni di illegalità.

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