Aprono oggi, venerdì 29 luglio, le porte del Festival della Resistenza "Fino al cuore della rivolta", che giunge quest'anno alla sua VII edizione. Ma più che le porte si potrebbe meglio dire che si aprono i sentieri di una simbolica risalita ai monti. A caratterizzare fortemente il festival è infatti il contesto, che dal 29 luglio al 2 agosto, ospiterà 5 giorni di musica, dibattiti, teatro e poesia: un secolare bosco di castagni, uno dei teatri della battaglia partigiana, a ridosso del Museo della Resistenza, primo museo multimediale italiano dedicato alla Resistenza, già sede nell'immediato dopoguerra di una colonia per bambini costruita dai partigiani come forma cooperativa di solidarietà, ricreazione e socializzazione.
"In questo luogo - ci spiega Alessio Giannanti, volontario degli Archivi della Resistenza-Circolo Edoardo Basignani - troviamo il fulcro di una rifunzionalizzazione dei luoghi all'insegna della pedagogia della Resistenza e della trasmissione di quei valori alle giovani generazioni. Il pubblico è invitato a salire così 'fino al cuore della rivolta' e a prendere posizione". Prendere posizione, perché, continua Alessio, "noi non siamo guardiani della nostalgia. La memoria dunque non è solo quella della Resistenza, ma anche delle lotte degli anni successivi fino ad arrivare ai nostri giorni".
Non a caso dunque trova posto in programma nel primo giorno del festival (alle 21) uno spettacolo dedicato al decennale di Genova: "Genova: le storie cantate" in cui Alessio Lega e Marco Rovelli partendo dalla Comune di Parigi arrivano a raccontare i giorni che nel 2001 hanno sconvolto il capoluogo ligure e la morte di Carlo Giuliani, ma anche le lotte degli studenti del 14 dicembre, quelle dei migranti della gru di Brescia, la cui narrazione si intreccia con la strage di piazza della Loggia, fino ad arrivare alle proteste in Val di Susa.
Sempre venerdì 29 luglio, alle ore 22, il festival ospita Canzoniere della rivolta "150 anni di storia attraverso il canto sociale", un concerto di Paolo Ciarchi, Claudio Cormio, Sandra Boninelli, Nuovo Canzoniere Bresciano, Suonatori Terra Terra e Tano, che lancia la sfida della canzone di storia sull'oggi.
Altro tema forte del festival di Fosdinovo è quello della Resistenza tradita. Venerdì 29, alle ore 18.30 si terrà il dibattito "La crisi dell'antifascismo: revisionismo e uso pubblico della storia" con Angelo d'Orsi (Università di Torino), Simone Neri Serneri (Istituto Storico della Resistenza in Toscana, Università di Siena). Mentre sabato 30 luglio, alle ore 21, Blanca Teatro metterà in scena "Portella della Ginestra": prima nazionale dello spettacolo liberamente ispirato all'omonimo testo di Ignazio Buttitta, ritrovato 2010, nell'Archivio storico delle Edizioni "Avanti!", presso l'Istituto Ernesto de Martino.
Domenica 31 luglio sarà la volta di Maurizio Baggiani che con "I Lombardi alla prima rivoluzione", attraverso un percorso storico che prende le mosse dal Risorgimento arriva a raccontare le lotte dell'emancipazione operaia.
E ancora martedì 2 agosto il concerto della Gang, alle 21.30, con l'ultimo album "La rossa primavera"; e alle 22.30 Daniele Sepe & Shaone in "Cronache di Napoli".
Da non perdere, lunedì 1 agosto, alle ore 21.00 "I versi delle bestie" di Tiziano Scarpa: una lettura scenica accompagnata dal documentario "Dreamland" della regista lettone Laila Pakalnina, che racconta un anno di vita in una discarica di rifiuti del nord Europa. E alle 22 i Tre allegri ragazzi morti in "Pasolini, l'incontro" con Davide Toffolo (disegni, voce e chitarra), Luca Masseroni (batteria), Enrico Molteni (basso), Stefano Pasutto (chitarra).
A legare l'articolato programma di quest'anno, e questa edizione con le passate, è un filo rosso che ben si intona con la volontà di rendere fruibile a un vasto pubblico il materiale raccolto in anni di ricerca dagli Archivi della Resistenza: rendere possibile l'incontro delle giovani generazioni con "quel patrimonio di idee e di valori che ci deriva dall'esperienza della Resistenza e la cui conoscenza ancora oggi si dimostra fondamentale nel nostro vivere civile".
Un dialogo fra generazioni reso fattivo attraverso un programma di dibattiti che si snoda nei 5 pomeriggi del festival e sopratutto grazie alla presenza dei partigiani, fior all'occhiello del festival, presenze attive nel corso degli incontri pomeridiani e opsiti d'onore nel corso delle visite guidate al Museo della Resistenza.
Il festival, che quest'anno ha una dedica speciale a Lido Galletto e a Ivan Bernardini, a cui sarà intitolata la camminata sui Sentieri della Resistenza, nonostante i tagli alle politiche culturali è a ingresso gratuito. Chi lo vorrà potrà sostenerlo attraverso una sottoscrizione.
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