29/07/11 09:05 | autore: Erika Farris Stampa

Dopo l'approvazione del nuovo Statuto, nasce il primo Codice etico dell'Ateneo 0

E' stato presentato ieri mattina, presso la Sala dei Mappamondi del Palazzo alla Giornata, il nuovo Statuto dell'Università di Pisa, varato dal Senato accademico nella seduta di mercoledì 27 luglio, e del primo Codice etico: 24 articoli che elencano diritti e i doveri morali di tutta la comunità universitaria

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Un anno di novità per l'Università di Pisa. Il via libera definitivo al nuovo Statuto è stato dato dal Senato accademico nella seduta di mercoledì 27 luglio, e il documento è già stato trasmesso al Ministero, che avrà quattro mesi di tempo per approvarlo o richiedere delle eventuali modifiche.

A darne la notizia ieri mattina (28 luglio) nella Sala dei Mappamondi del Palazzo alla Giornata i vertici dell'Ateneo, che per l'occasione hanno presentato anche il primo Codice etico della storia dell'Ateneo pisano. Hanno preso parte all'incontro il rettore Massimo Augello, il prorettore vicario Nicoletta De Francesco, il prorettore per gli Affari giuridici Francesco Dal Canto, il coordinatore della Commissione per il Codice etico Alessandro Pizzorusso, il direttore amministrativo Riccardo Grasso, e dal vice direttore amministrativo Elena Perini.

"Riguardo lo Statuto - ha spiegato il rettore Augello - non ci sono state particolari modifiche rispetto a quello che già è stato detto nei precedenti incontri. Voglio solo evidenziare che abbiamo puntato a recuperare ogni spazio di autonomia concesso dalla legge, soprattutto per rafforzare il ruolo del Senato Accademico, salvaguardando sempre l'equilibrio tra gli Organi di Ateneo e garantendo la massima rappresentanza possibile di tutte le sue componenti. Adesso ci vorrà tuttavia circa un anno per dare attuazione alle novità previste. Lo Statuto entrerà ufficialmente in vigore nei primissimi mesi del 2012, il Senato accademico sarà eletto nella primavera del prossimo anno e successivamente toccherà al Consiglio di Amministrazione. Per il mese di novembre del 2012 dovrebbero quindi entrare ufficialmente in vigore tutti i nuovi organismi".

Oltre al rinnovo dello Statuto, l'altra richiesta avanzata dalla legge 240 del 30 dicembre 2010 (cosiddetta "Legge Gelmini") ha riguardato la costituzione di un Codice etico: una guida deontologica composta dai principi fondanti dell'Ateneo e in cui vengono elencati i diritti e i doveri morali di tutti coloro che operano all'interno dell'Università di Pisa. Un documento che si rivolge a docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo e anche coloro che lavorano occasionalmente nelle strutture universitarie.

Il Codice etico dell'Ateneo pisano è stato redatto da una Commissione di 8 membri guidati dal giurista Alessandro Pizzorusso, e si compone di 24 articoli suddivisi tra le sezioni dei principi fondamentali, delle regole specifiche e delle disposizioni attuative, elencando tutta quella serie di principi che dovrebbero ispirare la condotta di tutta la comunità dell'Ateneo.

Il principio della parità di trattamento, la valorizzazione del merito, la libertà di insegnamento, ricerca e studio, costituiscono gli aspetti fondamentali del Codice etico, insieme ad alcune regole specifiche contro le discriminazioni, gli abusi sessuali, il plagio, il nepotismo o i favoritismi. Il testo prevede inoltre la costituzione di una Commissione etica, che sarà eletta dal Senato accademico alla prossima seduta dell'organo, dopo il rientro dalla pausa estiva. Essa è composta da un presidente e sei componenti in rappresentanza delle varie categorie (un ordinario, un associato, un ricercatore, un membro del personale tecnico-amministrativo, uno studente, un dottorando o specializzando) che restano in carica per un massimo di due anni, e ha la possibilità, in accordo con il Senato accademico, di deliberare delle sanzioni per vìola le regole previste nel Codice.

Nell'articolo 23, dedicato alla voce "Sanzioni", si legge infatti: "Il senato accademico, su proposta del rettore e sulla base di quanto deciso dalla commissione etica di cui al successivo art. 24, delibera la sanzione da irrogare nei riguardi di chi si sia reso responsabile di violazione del presente codice. Le sanzioni suddette potranno consistere, in ragione delle circostanze, in un richiamo riservato ovvero in un richiamo pubblico. Si considera condizione aggravante l'adozione di comportamenti continuati o reiterati in violazione del presente codice. Il senato accademico valuta altresì l'opportunità di adottare ulteriori iniziative o provvedimenti specificamente volti alla rimozione, laddove possibile, degli effetti prodotti dai fatti, atti o comportamenti in violazione del presente codice".

L'articolo 23 conclude: "Dei richiami e delle iniziative o provvedimenti suddetti è data notizia ai soggetti interessati. E' compito dell'Ateneo dare pubblicità agli atti suddetti, anche a mezzo del sito web. Qualora il richiamo sia riservato, è omessa la indicazione dei nomi dei soggetti interessati ed ogni altro elemento che ne consenta il riconoscimento".

Il Coordinatore della Commissione per il Codice etico, il giurista Alessandro Pizzorusso ha affermato: "Un documento che ha il compito di mettere in evidenza quella lista di regole morali che dovrebbero guidare il comportamento di coloro che operano nell'Ateneo. Uno strumento già ampiamente usato da molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, perché considerato un mezzo di garanzia per i contraenti. Un codice che non ha alcun valore legale, ma che va ad aggiungersi agli altri regolamenti che disciplinano i comportamenti professionali di coloro che lavorano nelle strutture universitarie, dove già sono previste delle sanzioni che vanno oltre il semplice richiamo del soggetto denunciato. Non serve inoltre ricordare che, per tutti i casi di inosservanza del Codice che corrispondano a delle violazioni di legge, come nell'ipotesi di abuso sessuale o plagio, saranno ovviamente coinvolti gli organi competenti, e spetterà a loro verificare il reato e stabilire le eventuali sanzioni".

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