Un anno di novità per l'Università di Pisa. Il via libera definitivo al nuovo Statuto è stato dato dal Senato accademico nella seduta di mercoledì 27 luglio, e il documento è già stato trasmesso al Ministero, che avrà quattro mesi di tempo per approvarlo o richiedere delle eventuali modifiche.
A darne la notizia ieri mattina (28 luglio) nella Sala dei Mappamondi del
Palazzo alla Giornata i vertici dell'Ateneo, che per l'occasione hanno presentato anche il
primo Codice etico della storia dell'Ateneo pisano. Hanno preso parte
all'incontro il rettore Massimo Augello, il prorettore vicario
Nicoletta De Francesco, il prorettore per gli Affari giuridici
Francesco Dal Canto, il coordinatore della Commissione per il Codice
etico Alessandro Pizzorusso, il direttore amministrativo Riccardo
Grasso, e dal vice direttore amministrativo Elena Perini.
"Riguardo lo Statuto - ha spiegato il rettore Augello - non
ci sono state particolari modifiche rispetto a quello che già è
stato detto nei precedenti incontri. Voglio solo evidenziare che
abbiamo puntato a recuperare ogni spazio di autonomia concesso dalla
legge, soprattutto per rafforzare il ruolo del Senato Accademico,
salvaguardando sempre l'equilibrio tra gli Organi di Ateneo e
garantendo la massima rappresentanza possibile di tutte le sue
componenti. Adesso ci vorrà tuttavia circa un anno per dare
attuazione alle novità previste. Lo Statuto entrerà ufficialmente
in vigore nei primissimi mesi del 2012, il Senato accademico sarà
eletto nella primavera del prossimo anno e successivamente toccherà
al Consiglio di Amministrazione. Per il mese di novembre del 2012
dovrebbero quindi entrare ufficialmente in vigore tutti i nuovi
organismi".
Oltre al rinnovo dello Statuto, l'altra richiesta avanzata dalla
legge 240 del 30 dicembre 2010 (cosiddetta "Legge Gelmini") ha
riguardato la costituzione di un Codice etico: una guida deontologica
composta dai principi fondanti dell'Ateneo e in cui vengono elencati
i diritti e i doveri morali di tutti coloro che operano all'interno
dell'Università di Pisa. Un documento che si rivolge a docenti,
studenti, personale tecnico-amministrativo e anche coloro che
lavorano occasionalmente nelle strutture universitarie.
Il Codice etico dell'Ateneo pisano è stato redatto da una
Commissione di 8 membri guidati dal giurista Alessandro Pizzorusso, e
si compone di 24 articoli suddivisi tra le sezioni dei principi
fondamentali, delle regole specifiche e delle disposizioni attuative,
elencando tutta quella serie di principi che dovrebbero ispirare la
condotta di tutta la comunità dell'Ateneo.
Il principio della parità di trattamento, la valorizzazione del
merito, la libertà di insegnamento, ricerca e studio, costituiscono
gli aspetti fondamentali del Codice etico, insieme ad alcune regole
specifiche contro le discriminazioni, gli abusi sessuali, il plagio,
il nepotismo o i favoritismi. Il testo prevede inoltre la
costituzione di una Commissione etica, che sarà eletta dal Senato
accademico alla prossima seduta dell'organo, dopo il rientro dalla
pausa estiva. Essa è composta da un presidente e sei componenti in
rappresentanza delle varie categorie (un ordinario, un associato, un
ricercatore, un membro del personale tecnico-amministrativo, uno
studente, un dottorando o specializzando) che restano in carica per
un massimo di due anni, e ha la possibilità, in accordo con il
Senato accademico, di deliberare delle sanzioni per vìola le regole
previste nel Codice.
Nell'articolo 23, dedicato alla voce "Sanzioni", si legge
infatti: "Il senato accademico, su proposta del rettore e sulla
base di quanto deciso dalla commissione etica di cui al successivo
art. 24, delibera la sanzione da irrogare nei riguardi di chi si sia
reso responsabile di violazione del presente codice. Le sanzioni
suddette potranno consistere, in ragione delle circostanze, in un
richiamo riservato ovvero in un richiamo pubblico. Si considera
condizione aggravante l'adozione di comportamenti continuati o
reiterati in violazione del presente codice. Il senato accademico
valuta altresì l'opportunità di adottare ulteriori iniziative o
provvedimenti specificamente volti alla rimozione, laddove possibile,
degli effetti prodotti dai fatti, atti o comportamenti in violazione
del presente codice".
L'articolo 23 conclude: "Dei richiami e delle iniziative o
provvedimenti suddetti è data notizia ai soggetti interessati. E'
compito dell'Ateneo dare pubblicità agli atti suddetti, anche a
mezzo del sito web. Qualora il richiamo sia riservato, è omessa la
indicazione dei nomi dei soggetti interessati ed ogni altro elemento
che ne consenta il riconoscimento".
Il Coordinatore della Commissione per il Codice etico, il giurista
Alessandro Pizzorusso ha affermato: "Un documento che ha il compito
di mettere in evidenza quella lista di regole morali che dovrebbero
guidare il comportamento di coloro che operano nell'Ateneo. Uno
strumento già ampiamente usato da molte aziende, soprattutto negli
Stati Uniti, perché considerato un mezzo di garanzia per i
contraenti. Un codice che non ha alcun valore legale, ma che va ad
aggiungersi agli altri regolamenti che disciplinano i comportamenti
professionali di coloro che lavorano nelle strutture universitarie,
dove già sono previste delle sanzioni che vanno oltre il semplice
richiamo del soggetto denunciato. Non serve inoltre ricordare che,
per tutti i casi di inosservanza del Codice che corrispondano a delle
violazioni di legge, come nell'ipotesi di abuso sessuale o plagio,
saranno ovviamente coinvolti gli organi competenti, e spetterà a
loro verificare il reato e stabilire le eventuali sanzioni".
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