29/07/11 09:00 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Autodromo di Pardossi: la Regione rileva l'assenza della Valutazione Strategica 0

Giungono le prime risposte alle osservazioni presentate dalle associazioni Legambiente e Lav, sul progetto di realizzazione di un autodromo a Pontedera. Un piano che coinvolgerebbe 40 ettari di terreno, e il cui iter per la realizzazione non è passato dalla Valutazione Ambientale Strategica. La Regione auspica questo passaggio e le associazioni esprimono soddisfazione: "Rinnoviamo l'invito al Sindaco ad aprire un percorso partecipato"

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Un primo pressante invito alla cautela arriva dalla Regione Toscana. Il progetto per la realizzazione di un autodromo a Pontedera all'interno della Tenuta Isabella, ha infatti ricevuto la risposta della Regione in merito ad alcune osservazioni presentate da Legambiente e Lav.

Tra i primi punti rilevati dalla Direzione generale delle politiche territoriali ed ambientali e per la Mobilità, è il mancato passaggio del progetto ad una Valutazione Ambientale Strategica. "La consistenza degli interventi previsti - si legge nel documento   necessita di un'accurata valutazione degli effetti sulle risorse paesaggistiche ed ambientali dell'ambito della pianura agricola della bonifica, in relazione alla tutela del reticolo idrografico di superficie e della presenza storica del canale Scolmatore d'Arno".

In particolare, sarebbe la zona circostante, oltre all'area direttamente interessata, ad avere la peggio: "Si rileva infatti che la nuova viabilità di accesso e la distribuzione interna all'area comporterebbero effetti tali da compromettere in maniera irreversibile la lettura della struttura della maglia poderale e del reticolo idrografico esistente", affermano dalla Regione.

Un primo sollievo quindi, per le associazioni ambientaliste. Scrivono Sergio Bellagamba per Legambiente e Antonella Pandolfi per la Lav: "Pur considerando che nel momento attuale di crisi economica e di perdita di posti di lavoro sia importante attirare investimenti, non si può prescindere dalla necessità di attivare strumenti di verifica di compatibilità e sostenibilità ambientale con procedimenti chiari, documentati, trasparenti e partecipati".

"Il piano particolareggiato - affermano - scaturito da una proposta di massiccio sviluppo edificatorio e valorizzazione economica dei terreni della proprietà, con l'intervento di una società immobiliare romana, concordato e contrattato con il Comune con evidenti ricadute negative sull'ambiente e sul paesaggio, ha cercato di minimizzare l'impatto e le conseguenze ambientali del progetto".

"Le successive dichiarazioni riportate dalla cronaca locale - proseguono - da parte della proprietà e dello stesso Sindaco, hanno evidenziato incongruenze paradossali che potevano essere evitate se si fosse attivato un percorso partecipato, le necessarie e preventive valutazioni ambientali ed infine rendendo pubblici e trasparenti gli accordi ed impegni concordati preventivamente".

Sono state quindi presentate varie osservazioni alla variante al R.U. e alla Regione, per un progetto che riguarda oltre 40 ettari di terreno, e che per le associazioni ambientaliste difficilmente risulta "compatibile con la strumentazione urbanistica vigente e con la normativa regionale relativa al territorio rurale".

"Non è stata effettuata, prima dell'adozione, la verifica di assoggettabilità alla VAS e/o la V.I. (Valutazione Integrata) - dicono ancora - . Non è stato attivato alcun processo partecipativo e trasparente. Si registrano contraddizioni della variante al R.U. agli strumenti di pianificazione territoriale  comunale ed alla normativa urbanistica di riferimento. Si registrano forti criticità dell'impianto a biomasse alimentato ad oli vegetali di 5 MW - e infine - Si registrano criticità ambientali dell'autodromo, in merito all'inquinamento atmosferico, al rumore, al prelievo di acqua da falda".

Commentano quindi per la risposte della Regione: "La tesi da noi sostenuta è stata pienamente condivisa dalla Regione che in sintesi non ritiene ammissibile che il Comune possa prevedere impianti ed attrezzature di tal genere e di forte impatto ambientale e urbanistico, al di fuori di una logica condivisa con altri Enti di programmazione del territorio e soprattutto senza attivare un percorso metodologico e procedurale diverso da inquadrare nel Piano strutturale e nel PTC, in quanto struttura di interesse intercomunale subordinata ad una seria valutazione ambientale strategica".

E rinnovano infine la richiesta al sindaco di Pontedera Simone Millozzi "affinché la materia della pianificazione e del governo del territorio si apra alla discussione ed al confronto con la città, con le associazioni".

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