30/07/11 16:58 | autore: Erika Farris Stampa

Sfruttamento dei lavoratori nell'igiene urbana: la denuncia dei Cobas 0

Il sindacato contesta le condizioni degli addetti alla raccolta porta a porta, tra eccessivo carico di lavoro, scarsa sicurezza e nessuna retribuzione degli straordinari

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Scarsa sicurezza sul lavoro e rischi per la salute del personale addetto alla raccolta porta a porta, e un eccessivo carico di ore lavorative, peraltro non retribuite.

Questi i contenuti della denuncia avanzata durante la mattinata di ieri (29 luglio) presso la sede pisana di via San Lorenzo da Federico Giusti, della confederazione provinciale dei Cobas, e da Davide Banti, esponente Cobas lavoro privato-igiene ambientale, oltre che lavoratore della Manutencoop: la cooperativa che insieme ad Arca ha vinto il sub-appalto di Geofor per la gestione del porta a porta nei comuni di San Giuliano, Lari, Vecchiano e Bientina. Da settembre questo tipo di raccolta dovrebbe peraltro partire anche a Calcinaia e Ponsacco, anche in previsione della legge nazionale che entro il 2014 prevede il raggiungimento di un quota del 65% di raccolta differenziata.

"Ciò che i Cobas vogliono denunciare - ha affermato Davide Banti - sono le condizioni di lavoro del personale che si occupa della raccolta dei rifiuti casa per casa, la cui salute e sicurezza sono quotidianamente messe a rischio dalle modalità di organizzazione del lavoro. Gli addetti al porta a porta svolgono il loro turno di lavoro da soli, compiendo dunque il doppio incarico di autisti del mezzo e raccoglitori dei rifiuti. Nell'arco di una giornata gli operatori del porta a porta sono costretti a scendere e salire dal camion circa 300 volte, con carichi di lavoro di gran lunga superiori alle soglie previste dalle normative vigenti. Un contratto da 1.000 euro al mese per 40 ore settimanali, ma dove in realtà la giornata lavorativa comincia alle 6 del mattino e si conclude quando il servizio è stato completato, con un frequente prolungamento degli orari di lavoro, per cui non è peraltro prevista nessuna retribuzione aggiuntiva".

Il sindacato dei Cobas avanza dunque una serie di richieste per tutelare questa categoria di lavoratori: "Chiediamo alla Geofor e alle cooperative Arca e Manutencoop di mettere un secondo addetto sui camions così come previsto dal testo unico sulla sicurezza 81\2008 - ha detto Giusti - e chiediamo alla Asl e al dipartimento prevenzione e sicurezza di intervenire con urgenza per monitorare le condizioni di salute del personale anche in virtù di questa gravosa condizione lavorativa. Chiediamo inoltre che vengano inserite le clausole sociali negli appalti pubblici, che a differenza delle aziende private dovrebbero avere un maggior rispetto dei diritti dei lavoratori".

"Come sindacato - aggiunge - saremo inoltre costretti ad aprire una vertenza legale se le cooperative Arca e Manutencoop non pagheranno le ore aggiuntive di lavoro come previsto dal contratto e dal codice civile. Ci rivolgiamo dunque ai Comuni che appaltano il servizio e alla Geofor che a sua volta lo subappalta ad altre cooperative, affinché si impegnino a modificare un sistema in cui il gioco dei bandi al ribasso rende sempre peggiori le condizioni dei lavoratori".

Durante l'incontro i Cobas hanno inoltre denunciato i contenuti del contratto nazionale dell'igiene urbana: "Il 17 giugno scorso Cgil-Cisl-Uil, il sindacato autonomo Fiadel e Federamebiente hanno sottoscritto il nuovo contratto nazionale dell'igiene ambientale per il triennio 2011/13", si afferma nel video diffuso in rete dal sindacato di base. A distanza di poco tempo è arrivato l'accordo confederale per il lavoro privato del 28 giugno, di cui i sindacati di base non sono firmatari.

Un accordo comune firmato da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria, dicono infine i Cobas, "che prevede che gli accordi aziendali possano essere modificativi dei contratti nazionali nella materia della prestazione lavorativa, degli orari e dell'organizzazione di lavoro. I lavoratori non avranno il diritto di votare sugli accordi - concludono - e tali accordi sindacali potranno stabilire tregue che vanno intese come obbligo per i sindacati firmatari di non praticare scioperi".

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