Scarsa sicurezza sul lavoro e rischi
per la salute del personale addetto alla raccolta porta a porta, e un
eccessivo carico di ore lavorative, peraltro non retribuite.
Questi i
contenuti della denuncia avanzata durante la mattinata di ieri (29
luglio) presso la sede pisana di via San Lorenzo da Federico Giusti,
della confederazione provinciale dei Cobas, e da Davide Banti,
esponente Cobas lavoro privato-igiene ambientale, oltre che
lavoratore della Manutencoop: la cooperativa che insieme ad Arca ha
vinto il sub-appalto di Geofor per la gestione del porta a porta nei
comuni di San Giuliano, Lari, Vecchiano e Bientina. Da settembre
questo tipo di raccolta dovrebbe peraltro partire anche a Calcinaia e
Ponsacco, anche in previsione della legge nazionale che entro il 2014
prevede il raggiungimento di un quota del 65% di raccolta
differenziata.
"Ciò che i Cobas vogliono denunciare
- ha affermato Davide Banti - sono le condizioni di lavoro del
personale che si occupa della raccolta dei rifiuti casa per casa, la
cui salute e sicurezza sono quotidianamente messe a rischio dalle
modalità di organizzazione del lavoro. Gli addetti al porta a porta
svolgono il loro turno di lavoro da soli, compiendo dunque il doppio
incarico di autisti del mezzo e raccoglitori dei rifiuti. Nell'arco
di una giornata gli operatori del porta a porta sono costretti a
scendere e salire dal camion circa 300 volte, con carichi di lavoro
di gran lunga superiori alle soglie previste dalle normative vigenti.
Un contratto da 1.000 euro al mese per 40 ore settimanali, ma dove
in realtà la giornata lavorativa comincia alle 6 del mattino e si
conclude quando il servizio è stato completato, con un frequente
prolungamento degli orari di lavoro, per cui non è peraltro prevista
nessuna retribuzione aggiuntiva".
Il sindacato dei Cobas avanza dunque
una serie di richieste per tutelare questa categoria di lavoratori:
"Chiediamo alla Geofor e alle cooperative Arca e Manutencoop di
mettere un secondo addetto sui camions così come previsto dal testo
unico sulla sicurezza 81\2008 - ha detto Giusti - e
chiediamo alla Asl e al dipartimento prevenzione e sicurezza di
intervenire con urgenza per monitorare le condizioni di salute del
personale anche in virtù di questa gravosa condizione lavorativa.
Chiediamo inoltre che vengano inserite le clausole sociali negli
appalti pubblici, che a differenza delle aziende private dovrebbero
avere un maggior rispetto dei diritti dei lavoratori".
"Come sindacato
- aggiunge - saremo inoltre costretti ad aprire una vertenza legale se le
cooperative Arca e Manutencoop non pagheranno le ore aggiuntive di
lavoro come previsto dal contratto e dal codice civile. Ci rivolgiamo
dunque ai Comuni che appaltano il servizio e alla Geofor che a sua
volta lo subappalta ad altre cooperative, affinché si impegnino a
modificare un sistema in cui il gioco dei bandi al ribasso rende
sempre peggiori le condizioni dei lavoratori".
Durante
l'incontro i Cobas hanno inoltre denunciato i contenuti del contratto
nazionale dell'igiene urbana: "Il 17 giugno scorso Cgil-Cisl-Uil,
il sindacato autonomo Fiadel e Federamebiente hanno sottoscritto il
nuovo contratto nazionale dell'igiene ambientale per il triennio
2011/13", si afferma nel video diffuso in rete dal sindacato di base.
A distanza di poco tempo è arrivato l'accordo confederale per il
lavoro privato del 28 giugno, di cui i sindacati di base non sono
firmatari.
Un accordo comune firmato da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria, dicono infine i Cobas, "che prevede che gli accordi aziendali possano essere modificativi dei contratti nazionali nella materia della prestazione lavorativa, degli orari e dell'organizzazione di lavoro. I lavoratori non avranno il diritto di votare sugli accordi - concludono - e tali accordi sindacali potranno stabilire tregue che vanno intese come obbligo per i sindacati firmatari di non praticare scioperi".
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