29/07/11 09:25 | autore: Ciccio Auletta Stampa

Piazza dei Cavalieri. Il sindaco vota No ad un Consiglio Comunale aperto, ma la maggioranza del Pd non lo segue 6

Passa l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza che rifiuta la proposta bipartisan del Pdl: “Sbobiniamo l’intervento del sindaco e approviamo quello”. La richiesta di Sel e Prc di una seduta aperta sugli spazi sociali spacca il Pd. Il Pdl non partecipa al voto su questo documento, in 13 si astengono, e 9 tra cui sindaco e solo 4 del PD votano contro l’odg, che non viene, quindi, approvato. Filippeschi: "Ho ricevuto anche da Beltram proteste per la situazione di illegalità nella piazza”

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Dopo settimane di rinvii si è discusso nella seduta di ieri del Consiglio Comunale la "questione di Piazza dei Cavalieri" e del suo uso, questione che da un paio di mesi anima il dibattito cittadino, nel più generale problema degli spazi sociali. A porre il problema presentando l'argomento è il Pdl per bocca del suo capogruppo Giovanni Grazella, che ribadisce "le gravi situazioni di illegalità" che si vivono nella Piazza , "una piazza che deve essere vissuta, ma non può essere un luogo di spettacoli fino alle tre del mattino e di vendita irregolare di alcolici, fino a ridurla poi ad un cestino".

A chiedere maggiori controlli sono anche Luca Titoni dell'Udc e Paolo Cognetti per Fli, mentre Buscemi del Pdl insiste sul fatto che "la maggioranza ha sottovalutato il problema: quando presentai tempo fa un interpellanza sull'uso dei bonghi fui irriso e oggi ne vediamo le conseguenze".

A chiamare in causa l'impegno degli altri enti, ed in particolare dell'Univeristà per affrontare la questione degli spazi di aggregazione è il socialista Giuliano Bani che riafferma anche lui: "Non si può tollerare ciò che avviene in Piazza dei Cavalieri: sono in gioco le regole della convivenza". Ad indicare la strada del confronto tra le istanze diverse sono i consiglieri del Pd, Michele Passarelli e Antonio Mazzeo; quest'ultimo sottolinea come "non vi sia nessuna stretta securitaria da parte dell'amministrazione, ma serve trovare il punto giusto di mediazione e rispetto reciproco".

Differenti i presupposti da cui muove il consigliere del Prc Maurizio Bini che critica l'impostazione "di ridurre la ricchezza sociale e culturale di una presenza giovanile ad un problema di ordine pubblico, o una questione economica; mentre nei fatti gli spazi sociali in città si assottigliano e a questa domanda come dimostra ancora il caso irrisolto di Rebeldìa non si danno risposte positive". A puntare sul significato politico e culturale dell'aggregazione in Piazza dei Cavalieri è anche il capogruppo di Sel, Carlo Scaramuzzino che parla di "diritto allo studio come diritto alla cittadinanza", puntando sulla necessità di un dialogo, da qui la richiesta congiunta con Bini di un consiglio comunale aperto su queste tematiche.

A concludere gli interventi è il sindaco Marco Filippeschi che ribadisce la linea fin qui seguita su Piazza dei Cavalieri: "Ho ricevuto altre raccolte di firme di cittadini della zona e oggi anche un appello del Direttore della Scuola Normale, Fabio Beltram, che evidenzia le sofferenze patite dagli ospiti della Foresteria, che rischia di dover chiudere se continueranno a ripetersi i comportamenti irregolari nella piazza che non possono essere considerati né normali, né possono essere tollerati".

"Il diritto al riposo - prosegue - e quello al divertimento non possono essere parificati, tanto che quest'ultimo è regolato da leggi e regolamenti che spetta ad un sindaco e alle altre istituzioni competenti far rispettare: ci sono dei limiti che segnano la convivenza civile e oggi in Piazza dei Cavalieri vengono regolarmente superati e si va oltre ogni qualsiasi sopportazione. E' sbagliato fare di questi comportamenti una bandiera per costruire delle differenziazioni".

"Anche in piazza delle Vettovaglie e in piazza Sant'Omobono abbiamo delle lamentele - specifica il primo cittadino - ma lì esistono delle regolari attività commerciali, in Piazza dei Cavalieri si svolgono solo attività irregolari, i cittadini mi inviano i file dei concerti che si svolgono: volete che ve li faccia ascoltare". E qui Filippeschi raccoglie l'unanime applauso del gruppo del Pdl.

Il sindaco insiste sulla criticità della situazione: "I problemi si sono aggravati, nonostante i numerosi interventi della Polizia Municipale che ha anche sequestrato tamburi. Si militarizza forse la città se ci si adopera per fare dei normali controlli o se si installa la videosorveglianza grazie alla quale abbiamo potuto far presente alle forze dell'ordine le criticità che vi sono?"

"Io sono disponibile a discutere con tutti - conclude il sindaco - per trovare un equilibrio ma l'equilibrio si fonda sulle regole vigenti, e non su regole virtuali che superano quelle che esistono e sono codificate. Noi abbiamo fatto investimenti sugli spazi sociali dalla Leopolda ad oggi per 25 milioni di euro: siamo una città che investe sui giovani, ma non tolleriamo comportamenti che collidono con la convivenza civile".

Alla luce di questo intervento la consigliera Silvia Silvestri del Pdl propone alla maggioranza che si lavori ad un unico ordine del giorno: "Noi siamo per sbobinare le parole del sindaco che riteniamo misurate e condivisibili, e votare un documento sulla linea or ora espressa facendo così tutti insieme un passaggio unitario". Sel e Prc esprimono la loro contrarietà ribadendo che la loro proposta è quella di fare un consiglio comunale aperto e poi decidere le iniziative da intraprendere al luce del confronto fatto con la città. Il Pd, non senza qualche imbarazzo, tentenna ma poi decide di non accogliere la proposta.

Si va così al voto sugli ordini del giorno presentati. Quello del Pdl che chiede di "attivare tutte le azioni tecnico-organizzative per ristabilire un uso proprio della piazza" raccoglie 10 voti favorevoli (Pdl, Fli e Udc), 21 contrari (Pd, Lista civica, Sel e Prc) e 2 astenuti (la presidente del Consiglio e il socialista Bani). Passa invece il documento presentato da Pd con 24 voti favorevoli incassando il sì di Fli e Udc e il no di Pdl, Prc e Sel.

Il terzo ordine del giorno è quello di Sel e Prc che chiede che in "tempi brevi si svolga un consiglio comunale aperto sulle questioni della socialità e degli spazi sociali in città con la partecipazione di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti o interessati dalla tematica".

Il Pd a questo non sa bene cosa fare e partono frenetiche consultazioni. Votare contro la richiesta di un consiglio comunale aperto sarebbe un segnale di chiusura che non si vuole dare, ma d'altro canto votare a favore avallando le critiche dei partiti della sinistra non è una via praticabile. Alcuni consiglieri del Pd con il capogruppo, Ranieri Del Torto, escono fuori dall'aula per trovare una quadra. L'intesa alla fine c'è: il Pd si asterrà. La decisione viene comunicata allo stesso sindaco che nonostante una palese insoddisfazione per questa scelta sembra essere disponibile ad accettare questa decisione.

Ma qui il Pdl piazza un nuova mossa, spiazzando il Pd. Al momento del voto, il capogruppo del Pdl, capita la decisione del Pd di astenersi, annuncia che il suo gruppo non parteciperà al voto. Nei banchi del Pd tra diversi consiglieri è una doccia fredda, in primis per il sindaco stesso, perché così l'ordine del giorno di Sel e Prc passerebbe e si dovrebbe svolgere veramente un consiglio comunale aperto.

E così il nuovo colpo di scena. Dopo i due voti favorevoli al documento da parte dei presentatari Bini e Scaramuzzino, quando la Presidente del Consiglio chiede chi siano i contrari si alza la mano di Filippeschi; ma a seguirlo, però, sono solo in 4 del gruppo del Pd: i consiglieri Di Lupo, Monaco, Sbrana e all'ultimo momento anche Mazzeo, più i due consiglieri della lista civica e i due di Futuro e Libertà per un totale di 9 voti contrari. Gli astenuti invece saranno ben 13 di cui 11 del Pd, più Titoni dell'Udc e Bani dei Socialisti.

La frittata è fatta e nel peggiore dei modi: il partito non solo si è diviso, ma l'improvviso cambio di rotta del sindaco di fatto non è stato seguito dalla stragrande maggioranza del gruppo alla luce dell'accordo raggiunto sull'astensione. Sono così pesanti i malumori nel Pd dopo il voto. Chi ha sostenuto il sindaco chiede chiarimenti già nelle prossime riunioni per aver messo Filippeschi in evidente difficoltà; mentre ad altri non è proprio piaciuta questo cambio repentino per "paura di un consiglio comunale e della partecipazione".

A provare a ridimensionare il caso è il capogruppo del Pd, Del Torto: "Avevamo deciso di astenerci, poi invece qualcuno ha dato più peso alla premesse del documento di Sel e del Prc votando contro, mentre altri tra cui io stesso, abbiamo, pur con tutte le difficoltà che un consiglio comunale aperto avrebbe comportato, di puntare sulla parte propositiva di quell'odg".

Questo articolo contiene 6 commenti.

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2011/07/29 18:07:07 Philip Marlowe Mi garba poi questa cosa del Sindaco che dice che su Piazza dei Cavalieri riceve lamentele, ascolta file audio, vede foto e filmati... però solo lui.
Tipo i pastorelli di Fatima, che nessuno vedeva nulla e solo loro ricevevano la rivelazione.
Alla visita militare, se barravi la crocetta "sento voci che gli altri non sentono" o "vedo cose che gli altri non vedono" ti scartavano; a Pisa ti fanno sindaco.

2011/07/29 18:07:04 Philip Marlowe Beh, se il Pdl mi applaudisse e metà del mio partito mi votasse contro, io mi farei qualche domanda. E mi risponderei con le dimissioni.
Ma povero Filippeschi, ha fatto il burocrate di partito tutta la vita, non ha neanche studiato nonostante il tempo non gli mancasse; se non fa questo, cosa fa? Esempio lampante di gente che non fa politica per portarci le proprie passioni e le proprie competenze (come pure ce n'è persino nel Consiglio comunale di Pisa), ma perché non sa fare nient'altro. Altro che Casta... Almeno se fa il Sindaco può soddisfare le proprie voglie burocratico-stalinoidi di comando & controllo, evidenziate dal reiterare l'espressione "uso irregolare della piazza", "comportamenti irregolari". Chi lo conosce narra che fosse triste, spento e solitario fin da giovincello.
E non sia mai che si faccia un Consiglio comunale aperto ai cittadini, quelli che in Consiglio dovrebbero essere rappresentati, che al Consiglio pagano gli emolumenti e che hanno eletto il Consiglio medesimo. Dei pochi consiglieri che hanno seguito Filippeschi nel voto, poco si può dire, visto che sono personaggi tutt'altro che memorabili: per lo più bivaccano in Consiglio in attesa del momento del voto, in pratica potrebbero essere sostituiti dal Big Jim che avevo da piccolo, che se gli pigiavi la schiena alzava la mano.
Uno mi sovviene solo perché ho letto che è stato nominato alla presidenza dell'Ufficio Fiumi e Fossi (ente che noi tutti pisani amiamo e di cui non potremmo fare a meno), sulla base di competenze tecniche che evidentemente avrà, ma di cui nessuno è a conoscenza.
Un altro lo ricordo solo perché ha negato avvenimenti grotteschi accaduti nella commissione che presiede, in cui il marito di un'assessora, in preda a craxiano furore, tentò di aggredire un ospite (riporterei il link, ma l'Onorevole l'ha fatto sparire dal sito...).
Un altro perché ha fatto parte di Ateneo Studenti ovvero Comunione e Liberazione, cosa che avrebbe dovuto precludergli ogni successivo contatto con la politica, mentre qui ce lo troviamo dirigente di un partito che addirittura dicesi di centrosinistra; ma anche perché ha coniato l'espressione "estremismi quotidiani", talmente ridicola che il Tirreno si sentì in dovere di fargli il servizio di cassarla dal comunicato.
Un altro non mi sovviene proprio per nulla; il che, per un consigliere comunale, non è molto positivo, essendo che dovrebbe essere lì a far qualcosa.
Per il resto, se davvero la politica è al servizio dell'interesse collettivo, l'interesse collettivo è che Filippeschi e i suoi sempre più sparuti pasdaran si ritirino a vita privata. Tanto il sistema di welfare del PD è efficientissimo, trova sempre qualche posto per sistemare i suoi a fine carriera.
Fra i suonatori di bonghi alle 4 del mattino e questa gente qui, turandomi il naso scelgo i primi: fanno molti meno danni. Ma sarebbe meglio rinchiuderli tutti insieme nella sala del Ciuo e fare un'assemblea di gente normale in piazza dei Cavalieri per risolverci i problemi da soli: le soluzioni non verranno certo da chi è parte del problema!

2011/07/29 16:07:34 lorenzo saba Ma voi avete mai avuto ventanni??.....mi pento della scelta fatta e di tutti i soldi che lascio in questa città.
Uno studente a cui fanno cagare i bonghi.

2011/07/29 12:07:48 Manuel Fanciullacci Vergognatevi, dopo lo sgombero di Rebeldia, dopo il tentativo a quattro mani con Giovanardi di proibire Canapisa, dopo la militarizzazione delle piazze con conseguenti arresti arbitrari da parte delle forze dell'ordine adesso volete anche evitare il confronto con i vostri cittadini. Andate a casa tutti.

2011/07/29 11:07:54 Michele Passarelli Lio Completezza dell'informazione: Carlo Scaramuzzino, legittimamente, nel suo intervento non ha solo rifiutato l'idea di uscire con un documento unico del Consiglio (cosa largamente possibile visti e sentiti gli interventi), ma ha chiaramente detto che il suo ordine del giorno era incompatibile con gli altri. L'ho detto a Carlo e lo scrivo qui: è chiaro che se si voleva trovare una mediazione, questa mossa, forse volontariamente, l'ha mandata a farsi friggere. Detto questo il PD ha deciso comunque di astenersi, perchè, come ho detto ieri, la politica deve proporre e trovare luoghi di discussione e mediazione fra diversi interessi (anche se un Consiglio Comunale aperto forse non sarebbe quello da cui partire, sinceramente). Alcuni di noi, nel momento della votazione, vista anche la mossa del PDL, hanno preferito dare più peso alle parole di Carlo che alla proposta vera e propria ... d'altra parte, se l'intervento di Carlo fosse stato diverso, la mediazione si sarebbe forse trovata, ma magari l'obiettivo era proprio quello di non trovarla.

2011/07/29 10:07:24 Lore nzo il filippino sindaco più odiato dalla città .. neanche i tuoi scagnozzi ti considerano...

Il Mondo alla Rovescia 2012 - di Rmc

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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