Una Torre di Pisa fra le gambe di Bart
Simpson, un'altra emblematicamente rappresentata fra due palloni da
calcio, un'altra ancora custodita dentro un condom affianco alla
scritta "Protect your Monument"...
È
questo lo stile delle mutande incriminate
dall'associazione degli "Amici dei Musei" e soprattutto dal
monsignor Enzo Lucchesini: il vicario diocesano che ha denunciato la
"compromettente" rappresentazione del famoso campanile del Duomo, che
oltre ad essere un importante monumento conosciuto in tutto il
mondo, rappresenta anche un simbolo religioso.
"Quei
souvenir brutti e volgari - ha affermato monsignor Enzo Lucchesini
- che rappresentano una vergogna, non solo per i fedeli, ma per
tutta la città. È
un'assoluta mancanza di
rispetto, queste forme di pubblicità sono un segno di decadenza dei
nostri tempi".
E
mentre la Diocesi ha già anticipato di voler segnalare la questione
all'Opera primaziale (gestore della piazza) affinché prenda
provvedimenti al riguardo, la denuncia ha immediatamente trovato il
sostegno del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il quale ha
definito le "sexy mutande" col campanile di Bonanno Pisano "una
sconcezza che deve finire".
E infatti, senza perdere tempo, già
ieri pomeriggio (1 agosto) la Polizia municipale ha sanzionato con
500 euro di multa i 5 bancarellai (1 italiano e 4 stranieri) che
esponevano indumenti con la Torre sottoforma di simbolo fallico,
considerati "offensivi del pubblico decoro" come previsto dai
regolamenti comunali per il commercio. In caso di recidiva le merci
potranno anche essere sequestrate.
Fa riflettere il fatto che quattro dei venditori multati fossero
stranieri, probabilmente del tutto ignari della polemica scoppiata
sui giornali in questi giorni, che quindi, a differenza dei loro
concorrenti italiani, ancora non si erano prodigati a ritirare la
merce sotto accusa.
Viene a questo punto da chiedersi, in base a quali criteri vengano
scelte le "merci che mancano di rispetto ai luoghi". Basta,
infatti, fare un giro fra le bancarelle di Piazza dei Miracoli per
rimanere straniti di fronte all'accanimento della curia e del sindaco
di Pisa nei confronti di questo specifico souvenir. Da anni i turisti
che approdano in città si ritrovano a scegliere fra un poliedrico
bagaglio di mercanzie di ogni tipo e genere.
La scelta spazia fra la targa
metallica con la scritta "Mafia-Italia" o un'apologetica mutandina
fascista che ritrae il saluto romano di un orgoglioso Benito
Mussolini: due "ricordini" da riportare a casa per omaggiare il
buon nome del nostro Paese all'estero. Si procede con gli ormai
celebri grembiulini da cucina che ritraggono il David di Michelangelo
col membro in bella vista o una versione della Monnalisa
di Leonardo con procaci seni scoperti. Per non parlare delle
svariate versioni di nudo che raffigurano corpi femminili
in versione pizza margherita, "vestiti" da due fette di pomodoro
e un ciuffetto di basilico. Ma evidentemente questi stravaganti
souvenirs non offendono la sensibilità dei cittadini tanto quanto
una Torre di Pisa "a luci rosse". O forse, i regolamenti comunali
per il commercio stabiliscono le merci "offensive del pubblico
decoro" solo in base alle denunce avanzate dalla curia?
La polemica sulle mutandine hard fa
dunque riflettere. Torna ad esempio alla mente il "decreto Ronchey"
del 1994, che emise una serie di misure a tutela dei beni artistici
in tutto il Paese, che imposero anche un vincolo di rispetto
monumentale per contrastare la fila di bancarelle che stazionano
lungo il muro dell'ospedale Santa Chiara. Ma in quella circostanza i
proprietari dei banchi presentarono ricorso e riuscirono a rimanere
in piazza, seppur nascondendo la facciata principale del Museo delle
Sinopie.
Evidentemente, viene da pensare, gli
interessi economici che vi sono dietro
quelle bancarelle riescono a far chiudere un occhio anche a coloro
che oggi gridano "vergogna" puntando il dito contro le allusioni
erotiche di una Torre di Pisa stampata su una mutanda...
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2011/08/02 21:08:13 Il Merovingio Ormai siamo regrediti a livello di paese di provincia del Sud Italia di fine Ottocento, o di villaggio del Vecchio West: in paese ci sono i membri eminenti della comunità - Sua Eccellenza il signor Sindaco, il Monsignore, qualche speculatore e qualche bottegaio - che comandano; il resto (noi) stiamo qui a far numero.