02/08/11 09:11 | autore: Erika Farris foto Stampa

Curia e sindaco contro la torre fallica sulle mutande, ma Duce e donne nude non disturbano il decoro 1

Dopo la denuncia della curia arcivescovile e dell'associazione degli Amici dei Musei nei confronti dei "souvenir brutti e volgari" venduti sulle bancarelle di piazza dei Miracoli, anche il sindaco Filippeschi si pronuncia sulla questione: "Una sconcezza che deve finire", e già ieri sono partite 5 multe da 500 euro. Ma nessuno si indigna per i grembiulini col Duce, le targhe “Mafia-Italia” e la continua e degradante rappresentazione del corpo femminile. GUARDA LE FOTO

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Una Torre di Pisa fra le gambe di Bart Simpson, un'altra emblematicamente rappresentata fra due palloni da calcio, un'altra ancora custodita dentro un condom affianco alla scritta "Protect your Monument"...

È questo lo stile delle mutande incriminate dall'associazione degli "Amici dei Musei" e soprattutto dal monsignor Enzo Lucchesini: il vicario diocesano che ha denunciato la "compromettente" rappresentazione del famoso campanile del Duomo, che oltre ad essere un importante monumento conosciuto in tutto il mondo, rappresenta anche un simbolo religioso. "Quei souvenir brutti e volgari - ha affermato monsignor Enzo Lucchesini - che rappresentano una vergogna, non solo per i fedeli, ma per tutta la città. È un'assoluta mancanza di rispetto, queste forme di pubblicità sono un segno di decadenza dei nostri tempi".

E mentre la Diocesi ha già anticipato di voler segnalare la questione all'Opera primaziale (gestore della piazza) affinché prenda provvedimenti al riguardo, la denuncia ha immediatamente trovato il sostegno del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il quale ha definito le "sexy mutande" col campanile di Bonanno Pisano "una sconcezza che deve finire".

E infatti, senza perdere tempo, già ieri pomeriggio (1 agosto) la Polizia municipale ha sanzionato con 500 euro di multa i 5 bancarellai (1 italiano e 4 stranieri) che esponevano indumenti con la Torre sottoforma di simbolo fallico, considerati "offensivi del pubblico decoro" come previsto dai regolamenti comunali per il commercio. In caso di recidiva le merci potranno anche essere sequestrate.

Fa riflettere il fatto che quattro dei venditori multati fossero stranieri, probabilmente del tutto ignari della polemica scoppiata sui giornali in questi giorni, che quindi, a differenza dei loro concorrenti italiani, ancora non si erano prodigati a ritirare la merce sotto accusa.

Viene a questo punto da chiedersi, in base a quali criteri vengano scelte le "merci che mancano di rispetto ai luoghi". Basta, infatti, fare un giro fra le bancarelle di Piazza dei Miracoli per rimanere straniti di fronte all'accanimento della curia e del sindaco di Pisa nei confronti di questo specifico souvenir. Da anni i turisti che approdano in città si ritrovano a scegliere fra un poliedrico bagaglio di mercanzie di ogni tipo e genere.

La scelta spazia fra la targa metallica con la scritta "Mafia-Italia" o un'apologetica mutandina fascista che ritrae il saluto romano di un orgoglioso Benito Mussolini: due "ricordini" da riportare a casa per omaggiare il buon nome del nostro Paese all'estero. Si procede con gli ormai celebri grembiulini da cucina che ritraggono il David di Michelangelo col membro in bella vista o una versione della Monnalisa di Leonardo con procaci seni scoperti. Per non parlare delle svariate versioni di nudo che raffigurano corpi femminili in versione pizza margherita, "vestiti" da due fette di pomodoro e un ciuffetto di basilico. Ma evidentemente questi stravaganti souvenirs non offendono la sensibilità dei cittadini tanto quanto una Torre di Pisa "a luci rosse". O forse, i regolamenti comunali per il commercio stabiliscono le merci "offensive del pubblico decoro" solo in base alle denunce avanzate dalla curia?

La polemica sulle mutandine hard fa dunque riflettere. Torna ad esempio alla mente il "decreto Ronchey" del 1994, che emise una serie di misure a tutela dei beni artistici in tutto il Paese, che imposero anche un vincolo di rispetto monumentale per contrastare la fila di bancarelle che stazionano lungo il muro dell'ospedale Santa Chiara. Ma in quella circostanza i proprietari dei banchi presentarono ricorso e riuscirono a rimanere in piazza, seppur nascondendo la facciata principale del Museo delle Sinopie.

Evidentemente, viene da pensare, gli interessi economici che vi sono dietro quelle bancarelle riescono a far chiudere un occhio anche a coloro che oggi gridano "vergogna" puntando il dito contro le allusioni erotiche di una Torre di Pisa stampata su una mutanda...

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2011/08/02 21:08:13 Il Merovingio Ormai siamo regrediti a livello di paese di provincia del Sud Italia di fine Ottocento, o di villaggio del Vecchio West: in paese ci sono i membri eminenti della comunità - Sua Eccellenza il signor Sindaco, il Monsignore, qualche speculatore e qualche bottegaio - che comandano; il resto (noi) stiamo qui a far numero.

Glocal o Blocal? - di Glocal12

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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