03/08/11 09:06 | autore: Erika Farris Stampa

Cerretti, ennesimo incendio doloso. Cosa accade in quel bosco? 0

Tornano le fiamme nella grande tenuta boschiva della zona di Santa Maria a Monte: persi 3000 metri quadri di vegetazione. I vigili del fuoco impegnati nello spegnimento per circa 2 ore. In soccorso anche un elicottero della Regione. Il sindaco David Turini: “C'è un'alta possibilità che l'incendio sia di origine dolosa”. L'assessore provinciale Sanavio: "E' il gesto di un pazzo. Escludo le motivazioni d'interesse. Le zone incendiate sono sottoposte a vincoli strettissimi"

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Bruciati altri 3.000 metri quadrati di vegetazione nei boschi di Cerretti, nella zona di Santa Maria a Monte. I vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto e l'antincendio della provincia di Pisa sono intervenuti intorno alle ore 20 di lunedì sera (1 agosto) per chiudere l'operazione verso le 22. Sul posto sono giunti anche i volontari delle Misericordie di San Miniato e San Miniato Basso e un elicottero della Regione. Le operazioni di bonifica sono poi state gestite dai volontari delle Misericordie stesse e dal personale dell'antincendio della Provincia.

Si tratta del secondo rogo che coinvolge la stessa zona di Cerretti nel giro di circa due settimane, e che va ad aggiungersi al disastroso fuoco che nell'agosto del 2009 bruciò ben 150 ettari della zona, compromettendo anche la riserva naturale del Montefalcone: un'area di grande interesse ambientale e botanico.

Il 18 luglio di quest'anno sono andati in fiamme circa 15 ettari di bosco. Sul posto sono interventui in quella occasione ben cinque elicotteri regionali e due Canadair e le operazioni di spegnimento andarono avanti per oltre 5 ore. Un disastro ambientale che andava a sommarsi proprio al citato incendio che aveva colpito la stessa area il 23 agosto del 2009, in cui venne attivata un'unità di crisi coordinata dalla prefettura di Pisa e insediata a Castelfranco. L'incendio, peraltro, era arrivato a circa un chilometro e mezzo in linea d'aria dalle prime case, motivo per cui era stato deciso di abbattere della vegetazione per creare un corridoio cosiddetto 'taglia-fuoco' e impedire che le fiamme arrivassero fino a Staffoli, frazione di Santa Croce sull'Arno.

Due roghi di vasta portata di cui venne poi confermata l'origine dolosa. Una causa che purtroppo sembra poter spiegare anche il fuoco scoppiato ieri sera. È questa la versione anche del sindaco di Santa Maria a Monte David Turini, il quale ha spiegato: "È molto difficile pensare che l'incendio sia dovuto a un innesco naturale, sia perché il fuoco è scoppiato nel tardo pomeriggio, quando oramai le ore più calde del giorno erano passate, sia perché è partito da zone interne, cosa che esclude la possibilità che le fiamme siano state sprigionate da una sigaretta buttata sul ciglio della strada".

"Al momento - ha proseguito Turini - non riesco proprio a capire quale possa essere la causa di questi incendi. Le squadre che intervengono sul posto sono composte da dipendenti pubblici o volontari, il cui budget è fissato annualmente e non varia a seconda del numero di interventi. Per questo rimarrei molto cauto sull'assegnare responsabilità, anche se ovviamente non posso avere certezze di alcun genere".

Di parere analogo anche l'assessore provinciale Giacomo Sanavio, con delega alla programmazione territoriale e urbanistica e alla forestazione, il quale ha affermato: "Non posso sapere quali siano le cause che spingono a commettere un gesto simile, ma credo si possa parlare di casi patologici, di soggetti che agiscono per un semplice piacere personale. Non imputerei quindi nessuna responsabilità sui corpi che lavorano nel settore e ancora meno penso che le motivazioni possano essere ricercate in qualche altra forma di interesse, perché la legge regionale che disciplina la questione è fatta davvero molto bene. In caso di incendio l'area interessata viene infatti sottoposta a dei vincoli molto più stringenti di destinazione, sia per caccia, edificazione o quant'altro".

Sia per l'assessore Sanavio che per il sindaco Turini l'appello alla cittadinanza è molto chiaro: "È necessario che tutti facciano la loro parte per tentare di tutelare questo importante patrimonio ambientale. Tutta la collettività è invitata a segnalare i comportamenti sospetti e a collaborare per facilitare il lavoro delle forze dell'ordine che indagano su questi gravissimi fatti".

Il sindaco di Santa Maria a Monte ha inoltre voluto ringraziare la solidarietà manifestata dagli abitanti della zona, in particolare le donne della sagra di San Donato, che hanno gentilmente offerto la cena ai vigili del fuoco che stavano lavorando sul posto dell'incendio.

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