Bruciati altri 3.000 metri quadrati di vegetazione nei boschi di
Cerretti, nella zona di Santa Maria a Monte. I vigili del fuoco di
Castelfranco di Sotto e l'antincendio della provincia di Pisa sono
intervenuti intorno alle ore 20 di lunedì sera (1 agosto) per chiudere
l'operazione verso le 22. Sul posto sono giunti anche i volontari delle Misericordie di San Miniato e San
Miniato Basso e un elicottero della Regione. Le operazioni di
bonifica sono poi state gestite dai volontari delle Misericordie stesse e
dal personale dell'antincendio della Provincia.
Si tratta del secondo rogo che coinvolge la stessa zona di Cerretti
nel giro di circa due settimane, e che va ad aggiungersi al
disastroso fuoco che nell'agosto del 2009 bruciò ben 150 ettari
della zona, compromettendo anche la riserva naturale del
Montefalcone: un'area di grande interesse ambientale e botanico.
Il 18 luglio di quest'anno sono andati in fiamme circa
15 ettari di bosco. Sul posto sono interventui in quella occasione ben cinque elicotteri
regionali e due Canadair e le operazioni di spegnimento andarono
avanti per oltre 5 ore. Un disastro ambientale che andava a sommarsi
proprio al citato incendio che aveva colpito la stessa area il 23 agosto
del 2009, in cui venne attivata un'unità di crisi coordinata dalla
prefettura di Pisa e insediata a Castelfranco. L'incendio, peraltro, era arrivato a
circa un chilometro e mezzo in linea d'aria dalle prime case, motivo
per cui era stato deciso di abbattere della vegetazione per creare un
corridoio cosiddetto 'taglia-fuoco' e impedire che le fiamme
arrivassero fino a Staffoli, frazione di Santa Croce sull'Arno.
Due roghi di vasta portata di cui venne poi confermata l'origine
dolosa. Una causa che purtroppo sembra poter spiegare anche il fuoco
scoppiato ieri sera.
È
questa la versione anche del sindaco di Santa Maria a Monte David
Turini, il quale ha spiegato: "È
molto difficile pensare che l'incendio sia dovuto a un
innesco naturale, sia perché il fuoco è scoppiato nel tardo
pomeriggio, quando oramai le ore più calde del giorno erano passate,
sia perché è partito da zone interne, cosa che esclude la
possibilità che le fiamme siano state sprigionate da una sigaretta
buttata sul ciglio della strada".
"Al momento - ha proseguito Turini - non riesco proprio a
capire quale possa essere la causa di questi incendi. Le squadre che
intervengono sul posto sono composte da dipendenti pubblici o
volontari, il cui budget è fissato annualmente e non varia a seconda
del numero di interventi. Per questo rimarrei molto cauto
sull'assegnare responsabilità, anche se ovviamente non posso avere
certezze di alcun genere".
Di parere analogo anche l'assessore provinciale Giacomo Sanavio,
con delega alla programmazione territoriale e urbanistica e alla
forestazione, il quale ha affermato: "Non posso sapere quali siano le cause che spingono a commettere
un gesto simile, ma credo si possa parlare di casi patologici, di
soggetti che agiscono per un semplice piacere personale. Non
imputerei quindi nessuna responsabilità sui corpi che lavorano nel
settore e ancora meno penso che le motivazioni possano essere
ricercate in qualche altra forma di interesse, perché la legge
regionale che disciplina la questione è fatta davvero molto bene. In
caso di incendio l'area interessata viene infatti sottoposta a dei
vincoli molto più stringenti di destinazione, sia per caccia,
edificazione o quant'altro".
Sia per l'assessore Sanavio che per il sindaco Turini l'appello
alla cittadinanza è molto chiaro: "È
necessario che tutti facciano la loro parte per tentare di tutelare
questo importante patrimonio ambientale. Tutta la collettività è
invitata a segnalare i comportamenti sospetti e a collaborare per
facilitare il lavoro delle forze dell'ordine che indagano su questi
gravissimi fatti".
Il sindaco di Santa Maria a Monte ha inoltre voluto ringraziare la
solidarietà manifestata dagli abitanti della zona, in particolare le
donne della sagra di San Donato, che hanno gentilmente offerto la
cena ai vigili del fuoco che stavano lavorando sul posto
dell'incendio.
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