"Onestamente rimango sorpreso e preoccupato da una scelta che rischia di vanificare un percorso, ormai avviato da vari mesi, basato sulla collaborazione tra istituzioni per la ricerca di soluzioni al fenomeno". Con queste parole arriva una pesantissima sconfessione da parte della Regione Toscana, per bocca dell'assessore Salvatore Allocca, sullo sgombero del campo rom della golena d'Arno, nel quartiere di Cisanello, avvenuto mercoledì 10 agosto.
Una presa di posizione che di fatto è una critica senza precedenti da parte della Regione nei confronti del sindaco Filippeschi e della sua giunta rispetto alla scelta di continuare a proseguire sulla linea degli sgomberi, anche e sopratutto alla luce del percorso che a livello regionale lo stesso assessore ha avviato con gli enti locali e non solo.
E la reprimenda avviene proprio sul fatto che questa operazione non rispetta gli accordi e le intese che vi erano state tra Regione e comuni in una recentissima riunione.
"Siamo rimasti sorpresi - ha commentato l'assessore regionale al welfare e alle politiche per la casa - poiché solamente pochi giorni fa, precisamente il 28 luglio, si era riunita per la prima volta la Cabina di regia regionale con l'obiettivo di effettuare una precisa ricognizione delle presenze nei campi esistenti sul territorio ed individuare percorsi condivisi per affrontare le condizioni di più forte criticità".
"La riunione, alla quale avevano partecipato i Comuni più direttamente interessati alla questione, tra cui quello di Pisa, si era conclusa - spiega ancora Allocca - con la presentazione delle prime ipotesi di intervento per ciascuna realtà e l'affermazione dell'impegno ad individuare una scala di priorità per far fronte alle questioni più urgenti all'interno di un progetto complessivo da realizzarsi in più anni".
E qui l'assessore insiste sul fatto che lo sgombero si inserisce in un solco differente rispetto a quanto deciso nell'incontro del 28 luglio in cui si era stata ribadita la negatività dello strumento dello sgombero: "Vorrei inoltre sottolineare come tutti i partecipanti, nell'occasione, si erano trovati d'accordo nel condividere il contenuto della mozione approvata dall'intero Consiglio regionale lo scorso febbraio. Mozione con cui era stata evidenziata l'inutilità della pratica degli sgomberi, buoni soltanto a disperdere gli occupanti sul territorio e ad aggravare le condizioni di marginalità e di sofferenza di tante persone, tra cui numerose famiglie con minori".
Alla sorpresa si aggiunge anche molta preoccupazione. "In questo modo - ha concluso Allocca - corriamo il rischio di frustrare l'intervento e l'impegno della Regione che non possono che basarsi sull'attivazione di una fattiva e leale collaborazione istituzionale quale premessa indispensabile alla ricerca della necessaria solidarietà tra i diversi territori ed i diversi livelli di governo".
Parole pesantissime, quindi, quella della Regione in cui si parla "di leale collaborazione", alle quali però da Pisa arriva una risposta che non solo rivendica in pieno la scelta dello sgombero, ma insiste che si proseguirà su questa strada.
A replicare, infatti, all'assessore Allocca è il vicesindaco Ghezzi: "I nostri territori hanno la necessità di gestire percorsi che tendano a ristabilire un giusto equilibrio nelle presenze e che scoraggino, al contempo, nuovi arrivi in grado solo di appesantire il carico di assistenza che da sempre viene garantito".
"Per questo - prosegue Ghezzi - se esistono realtà in cui il numero di presenze rom decuplica in pochi mesi e si associa a problemi di ordine pubblico è inevitabile un intervento che ristabilisca le condizioni di legalità e scongiuri, in perfetta sintonia con il protocollo siglato con la Regione per il superamento dei campi Rom, l'insorgere di nuove realtà come quelle dei campi di Oratoio e della Bigattiera".
"Le politiche comunali sono da tempo volte a garantire condizioni di vita dignitose - conclude il vicesindaco - all'interno di un percorso fatto di patti e di impegni reciproci che, ovviamente, confliggono con la dispersione dei servizi e con l'incontrollata crescita del numero di presenze. In questo senso Pisa e San Giuliano sono responsabilmente coinvolti in un faticoso lavoro sinergico cui, se davvero si vuole trovare una soluzione accettabile per le comunità locali, si dovranno affiancare gli sforzi di nuove realtà dell'area pisana e dell'intera Regione".
E così, dopo le critiche delle associazioni del Progetto Rebeldìa e dei partiti della sinistra che avevano invocato esattamente il rispetto da parte del comune di Pisa del percorso regionale e la "tregua" sul fronte degli sgomberi, anche la Regione, con tutte le conseguenze politiche che questo ha, ha ritenuto opportuno dare uno stop alle iniziative intraprese dal sindaco, non in via formale, ma con una nota ufficiale che non mancherà di aprire una discussione.
L'amministrazione, viste la parole di Ghezzi, non sembra però intenzionata a retrocedere. Occorrerà vedere quali saranno ora gli effetti concreti delle parole di Allocca sul piano locale.
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