Nuova giornata di passione e di enormi difficoltà per le 27 famiglie rom sgomberate mercoledì 10 agosto dalle abitazioni improvvisate che avevano, dopo lungo tempo, messo in piedi alle spalle dell'ospedale di Cisanello, vicino alla riva del fiume.
Non avendo ricevuto altra prospettiva su dove poter di fatto andare, le famiglie, oltre 80 persone con 30 minori, sono rimaste nella notte tra mercoledì e giovedì a dormire all'aperto in mezzo ai campi, poco lontano da dove si trovavano le roulotte distrutte dalle ruspe. E nella mattinata di ieri la Polizia Municipale è nuovamente intervenuta per rimuovere i giacigli improvvisati che erano stati composti per trascorrere la notte e allontanare nuovamente le famiglie che non avevano un altro posto dove andare.
Di fatto, però, nella giornata di mercoledì e anche in quella di giovedì la Polizia municipale non ha fatto altro che provare ad allontanare le famiglie in direzione del confine con il comune di San Giuliano, un suggerimento questo più volte ripetuto dagli stessi agenti alle famiglie, che lo hanno poi raccontato e testimoniato ripetutamente.
Il confine lungo la darsena, segnato da un diverso tipo di taglio del prato, tra Pisa e Ghezzano nel comune di San Giuliano, è diventato così il simbolo di una giornata che sembra aver riportato Pisa al periodo delle città stato.
Una vicenda che pone ovviamente numerose domande a partire da un primo quesito: come si coniugano questi continui e solerti solleciti ad andare in altri comuni con il dibattito che da mesi si è aperto sull'area vasta?
Da parte sua, la Società della Salute si difende dalle critiche e dagli attacchi avanzate dalle associazioni, in questo modo: "45 persone hanno richiesto di aderire al programma di rimpatri volontari assistiti, 21 hanno beneficiato dei buoni spesa . Alle donne e minori è stata messa a disposizione la possibilità di accedere nelle strutture protette della SdS". Ma per i rimpatri serviranno ancora settimane se verrà confermata da parte di queste famiglie tale volontà, e per quanto riguarda altre forme di accoglienza per donne e minori, le famiglie, come sempre avviene in questi casi non sono disposte a separarsi. E forti sono le polemiche sulla presenza e disponibilità dell'assessorato alle Politiche Sociali in questi giorni mosse dalle associazioni che parlano, invece, di "assoluta latitanza".
"Le persone che non potranno beneficiare dei rimpatri - prosegue la nota - perché prive dei requisiti richiesti saranno segnalate alla cabina di regia creatasi a Firenze presso l'Assessorato regionale al Welfare affinché possano trovare una collocazione dignitosa nell'ambito della intera Regione. Il 20 settembre ci sarà il secondo incontro a livello regionale, per definire le priorità. Il Comune di Pisa è impegnato a inserire nelle priorità assolute la sistemazione delle famiglie presenti nel Campo della Bigattiera e di Oratoio".
E riguardo al ruolo della cabina di regia e alla coerenza di questo processo con lo sgombero effettuato nella giornata di mercoledì non mancano le critiche da parte di Rifondazione Comunista il cui assessore in Regione, Salvatore Allocca, è a capo dello stesso percorso.
D'altra parte, la situazione che si è venuta a determinare è che anche ieri sera 88 persone a Pisa non avevano un tetto dove potersi riparare, e molte famiglie - pur lavorando regolarmente anche con contratti a tempo indeterminato - non riescono a trovare in città una casa.
Questa è la drammatica realtà con cui fare i conti, mentre è sempre più incerto il destino di questi uomini, donne e bambini.
Guarda il video: Sgombero campo rom Cisanello: i commenti
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