20/08/11 10:35 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"I Rom, persone con una loro dignità e non una realtà fastidiosa da ignorare o reprimere" 2

Sei sacerdoti della diocesi di Pisa scrivono una lettera aperta agli enti locali: “Attuare uno sgombero senza alcuna prospettiva significa semplicemente spostare il problema da un comune a un altro, perpetuando uno stato di emergenza per i rom e di allarmismo nel resto della popolazione”. Da qui la proposta: “Chiediamo se non sia il caso di promuovere un tavolo di confronto aperto per valutare ipotesi di sistemazioni provvisorie ma non precarie”

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Che lo sgombero da parte dell'Amministrazione comunale di Pisa delle 27 famiglie rom, circa 80 persone di cui 30 minori, dal campo alle spalle dell'ospedale di Cisanello fosse un punto di non ritorno, un'azione unilaterale, era parso evidente allorchè negli scorsi giorni la Regione Toscana attraverso l'assessore alle politiche sociali, Salvatore Allocca, aveva parlato di una scelta "sorprendente e preoccupante", anche alla luce di quanto concordato in una riunione della cabina di regia regionale sui rom a cui il Comune di Pisa era presente.

Ma a testimoniarlo ulteriormente è una nuova voce che si alza in città, una voce diversa, che propone riflessioni ma anche proposte concrete per trovare una nuova soluzione per queste decine di uomini, donne e bambini minacciati da un nuovo sgombero dal terreno nella frazione di Colignola, nel comune di San Giuliano Terme , in cui si sono insediati il giorno dopo lo sgombero da Cisanello.

A prendere carta e penna e scrivere una lettera aperta agli amministratori comunali e a tutte le persone del territorio pisano sono Don Luigi Gabbriellini, Don Agostino Rota Martir, Don Vio Romeo, Don Roberto Filippini, Don Antonio Cecconi e Don Sergio Prodi.

I sei sacerdoti della diocesi di Pisa lanciano così un appello agli enti locali, che pubblichiamo di seguito integralmente.

Siamo un gruppo di sacerdoti della diocesi di Pisa che, di fronte alla situazione venuta a crearsi in seguito al recente sgombero a Cisanello di un insediamento di famiglie rom, intendono condividere alcune considerazioni e avanzare una proposta, senza voler per questo esprimere il pensiero di tutta la Chiesa di Pisa.

Ci rendiamo conto della complessità e delle varietà del fenomeno della mobilità umana che riguarda il mondo intero e in particolare l'Italia e tutta l'Europa; fenomeno ben più vasto dei nostri piccoli comuni, i quali peraltro già si sono attivati o si stanno attivando per le forme di "accoglienza diffusa" dei profughi africani scelta dalla regione Toscana.

Nessuno, tanto meno noi, possiede soluzioni pre-confezionate; vorremmo invece offrire un contributo che orienti tutti verso soluzioni basate sull'interazione e la collaborazione delle diversi componenti della società, a partire dalle Amministrazioni comunali vicine per territorio: attuare uno sgombero senza alcuna prospettiva (almeno per una parte dei soggetti che lo subiscono) significa semplicemente spostare il problema da un comune a un altro, perpetuando uno stato di emergenza per i rom e di allarmismo nel resto della popolazione, come è avvenuto nei giorni scorsi.

Ci rattrista vedere che i diretti interessati, soprattutto perché "poveri", siano quasi sempre considerati una realtà fastidiosa da ignorare e/o da reprimere, e non persone con una loro dignità, soggetti di diritti oltre che di doveri, e comunque parti in causa che occorre in qualche modo ascoltare prima di prendere le decisioni che li riguardano; lo stesso deve valere per quei soggetti singoli e soprattutto associati che si impegnano in varie forme di accompagnamento e tutela.

In base alle considerazioni di cui sopra, ci permettiamo chiedere agli amministratori locali se non sia il caso di promuovere un tavolo di confronto aperto alle realtà dell'associazionismo, del volontariato e delle comunità parrocchiali per valutare ipotesi di sistemazioni provvisorie ma non precarie; contestualmente, di accompagnare tale confronto con una seria e non allarmistica campagna d'informazione sulla presenza e le problematiche dei rom sul territorio pisano.

Vogliamo infine sottolineare l'importanza di sollecitare i credenti in Dio e nella dignità di ogni essere umano a educarsi e educare a pratiche di fraternità e di giustizia, costruendo il bene comune nell'accoglienza e nella reciprocità.

Don Luigi Gabbriellini, Don Agostino Rota Martir, Don Vio Romeo, Don Roberto Filippini, Don Antonio Cecconi, Don Sergio Prodi

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Questo articolo contiene 2 commenti.

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2011/08/22 06:08:28 drugo lebowski Interessanti i quesiti posti da Antonio...
Provo ad accodarmi: come mai il mare è salato? Chi ha incastrato Roger Rabbit? Perchè la gente è scema ma non scema? Come mai il PD è così incapace da non riuscire neanche a suicidarsi?

La mia estate proseguirà alla ricerca di queste risposte, se non potrò farlo a Pisa andrò a San Giuliano.

2011/08/20 11:08:27 antonio 222 Torno ad interrogarmi sul perchè il venditore ambulante venga allontanato dal sagrato della chiesa, nonostante sia povero anch'egli, perchè la Chiesa non si oppone al razzismo dimostrato verso i profughi al Calambrone, verso gli abusivi sui marciapiede ecc. Perchè proprio i rom gli stanno sulla pancia?Perchè padre Agostino si occupa di loro mentre nessuno si occupa di altre etnie?Perchè oltre al cosiddetto "prete degli zingari" non c'è anche il "prete dei neri", "il prete dei gialli"?E perchè al contempo chi ce l'ha tanto con i preti che li reputa i principali imputati di tanta differenza economica e sociale ora è felice di queste loro esternazioni, mentre poi gli rimprovera costantemente l'opposizione alla movida e gli contesta il suono delle campane?

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