10/10/11 07:46 | autore: Ico Gattai foto video Stampa

Dal letame nasce niente. "Nati per subire", il settimo disco degli Zen Circus 0

L'intervista ad Andrea Appino, voce del gruppo pisano, in prossimità dell'uscita della loro settima fatica. Le origini, l'esistenza di Dio, le città di mare, gli ospiti del disco, la traccia fantasma come teorema finale. Questo e altro nel botta e risposta con Ico Gattai: "E' il nostro disco new wave, condito con elementi di eretico cantautorato italiano, ma abbiamo tritato finemente queste influenze italiote, in maniera da mantenere denso e senza grumi l'impasto di folk e di indie-rock americano che ci caratterizza da sempre". GUARDA I VIDEO

94356f358fca8bddaed25a2cc4a76933

Esce l'11 ottobre il settimo album, secondo in italiano, della rock band pisana. Ico Gattai ha intervistato per Pisanotizie Andrea Appino, voce e autore degli Zen Circus.

Come mai avete scelto una copertina così truce e alienante?  

E' venuta da sé. Oppure, potrei risponderti con parole mie in un pezzo di questo disco: "un outlet infinito è ciò che meritate". 

Il titolo " Nati per Subire" ha un'origine precisa? 

Nato per subire me lo scrivevano alle scuole medie sulla sella del motorino. 

Il primo video tratto dal nuovo disco finisce con te che ti baci a lingua sciolta con un novello Gesù Cristo sudato. Com'è andata in realtà? 

Abbastanza male. Il tipo era omofobo, ossia un gay represso. Era tutto in paranoia.  

Nelle vostre canzoni torna spesso il tema della religione, come fumo negli occhi. 

Lasciatelo dire: Dio non esiste. 

Passiamo oltre, che sul divino ci s'impantana.. "Lo stadio è pieno di ragazzi coraggiosi / l'amico morto è il santino dei tifosi" - anche per stare alla larga dalla fede calcistica, non usi troppa diplomazia. 

Diplomazia non so chi tu sia. Qualche tempo fa, per una misteriosa ragione, eravamo diventati gli idoli di un gruppo di tifosi della Lazio. E i laziali, insomma, come dire, tendenzialmente non brillano per la difesa dei diritti umani. Per un po' la cosa c'ha fatto ridere, poi il nostro bassista Ufo ha pensato bene di suonare  a Roma con una scritta sulla canottiera: ‘Dux me lo Sux'.  

In un altro pezzo del disco canti " Ragazzi in cerchio e una chitarra suona / la democrazia semplicemente non funziona". Ti riferisci al fatto che, nella terribile adolescenza, chi impara per primo "wish you were here" con la chitarra, ha un potere dittatoriale sulle ragazze nel poco magico cerchio? 

La cosa della democrazia che non funziona è un'espressione del nostro batterista Karim, in riferimento ai momenti difficili nella vita sociale di un gruppo rock come il nostro, sempre in giro a suonare. Poi, certo, le interpretazioni si moltiplicano in automatico. La cosa del cerchio con la chitarra che suona mi fa venire in mente gli eterni scimmiottamenti degli episodi più raccapriccianti del cantautorato italiano, un mondo che m'ha sempre lasciato indifferente, per usare un eufemismo. Anche se c'è una specie di tradizione-maledizione che mi avvicina a Fabrizio De André, mia nonna si prostituiva vicino a via del campo, a Genova. 

Genova... la prima volta che ti sentii cantare in italiano pensai: ma guarda ‘sto stronzo dell'Appino che fa finta di essere torinese e stringe la "e" come uno sfattone della Valtellina. Invece poi scoprii che eri mezzo genovese. Ora abiti a Livorno, che per un pisano è un simpatico paradosso.
 

Io certe cose le sento nelle città di mare. Livorno, Napoli, Genova, Trieste. 

Ti segnalo il titolo della recensione di Nati per Subire su XL di Repubblica: "Ecco una bandiera punk'n'roll per gli indignados d'Italia". Non ti  viene da vomitare a leggere roba tipo questa? 

In effetti come titolo non è il massimo. Però sai com'è, chi non ci conosce ha bisogno di riferimenti forti.  

Nel disco c'è una bella truppa di ospiti.  

Ospiti nel disco e amici nella vita: Ministri, Giorgio Canali, Dente, Enrico Gabrielli, Alessandro Fiori, Nicola Manzan, Il Pan Del Diavolo, Tommaso Novi dei Gatti Mézzi e Francesco Motta dei Criminal Jokers. Senza dimenticare Ivan A. Rossi: molto di più d'un semplice tecnico del suono. Nati per Subire ce lo siamo fatti da soli, senza produttore artistico, nell'urgenza urticante di raccontare questo paese malato, raccontarlo attraverso canzoni, flash veloci, senza volontà di spiegare nulla a nessuno. E' il nostro disco new wave, condito con elementi di eretico cantautorato italiano. Se canti in italiano, chiunque ti ascolta, almeno all'inizio, ti paragona a questo o quello, è inevitabile. Per un po' c'hanno paragonato a Rino Gaetano, forse per l'irreverenza giocherellona di pezzi come "Figlio di Puttana". Comunque sia, abbiamo cercato di tritare finemente queste influenze italiote, in maniera da mantenere denso e senza grumi  l'impasto di folk e di indie-rock americano che ci caratterizza da sempre. 

C'è un pezzo del disco, "Franco", che mi convince poco, il modo di cantare  è roba da pere nei giardini della centrale elettrica. Poi però, subito dopo, segue il pezzo che mi piace di più, "Milanesi al Mare". 

"Milanesi al mare" è un buffo incontro saltellante tra i Righeira e i Talking Heads. In quanto a quello che dici di "Franco", francamente, non sono d'accordo. 

La traccia-fantasma che chiude il disco scolpisce in poche frasi un italiano medio: drogato, indebitato e rincoglionito. Senza futuro. Col megaschermo e le calze bucate. Ma da quant'è che sei diventato così tragico? 

Io tragico? No davvero. Io sono allegro. E sono innamorato.

www.zencircus.com

Guarda il video di "La democrazia semplicemente non funziona"

Guarda il video di "Cattivo pagatore"

La democrazia semplicemente non paga - Andrea Appino (Zen Circus) - di Nedo Kappa

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori