Non trova ancora soluzione la crisi societaria del Pisa 1909 che da mesi si trascina, anzi sembra che gli scenari peggiori di un contenzioso in Tribunale possano diventare realtà, nonostante le dichiarazioni dei due contendenti, Piero Camilli e Carlo Battini, che a parole provano a tranquillizzare la piazza ma che nei fatti non fanno nessun reciproco passo per chiudere la partita.
Ricordiamo, infatti, che negli scorsi giorni, dopo che da settimane salta l'incontro decisivo in cui Camilli avvrebbe dovuto vendere le proprie quote a Battini, il presidente nerazzurro si è rivolto al Tribunale per sequestrare con un provvedimento d'urgenza il 51% detenuto da Camilli e Valentini, sulla base del mancato rispetto da parte di questi ultimi due degli obblighi societari, evitando così una possibile vendita a terzi.
Un'azione quella del ricorso giudiziario che Battini avrebbe ritirato, come ha detto nei corridoi, cosa che però di fatto ad oggi non è ancora avvenuta e la data del 3 novembre, giorno in cui è fissata l'udienza si avvicina, con tutte le conseguenze che la cosa potrebbe comportare.
Battini continua a ripetere che sarebbe disposto a ritirare il ricorso in tribunale, a patto che Camilli dia segnali inequivocabili per procedere alla vendita delle quote, ma alle parole non è seguita ancora nessuna azione concreta.
Da parte sua, Piero Camilli ha fatto sapere che la sua parola vale quanto un contratto e che è oltremodo deciso a non retrocedere da quanto già più volte annunciato, avendo però riconosciuto un diritto di prelazione, nel caso in cui un domani - lontano o no che sia - Battini volesse rivendere.
A confermare tutte le preoccupazioni che agitano i tifosi è la presa di parola tramite una nota ufficiale di Stefano Sbrana, socio di minoranza dell'Ac Pisa 1909, che fa appello, così come avevano fatto negli scorsi giorni Bottone e i tifosi, perché i due trovino un accordo per il bene della società e della squadra. Sbrana fin ad ora non aveva preso pubblicamente parola e il fatto che abbia deciso di farlo è un'ulteriore spia che la situazione sia complessa e delicata.
"Quale socio di minoranza della AC Pisa 1909 srl - scrive Sbrana - sento il dovere ed il diritto di richiamare i due Presidenti, Carlo Battini e Piero Camilli a comportarsi come i due galantuomini, che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni".
"Respingo fortemente ogni tipo di azione giudiziaria - prosegue - e nel contempo richiedo con forza e calore a Entrambi di volere rinunziare a fronteggiarsi innanzi al Tribunale, invitandoli, ad avere fiducia l'uno verso l'altro".
Da qui Sbrana avanza alcuni suggerimenti a i due suoi soci: "Faccio preghiera a Carlo Battini di rinunziare alla causa, e a Piero Camilli quella di vendere a Battini secondo gli intercorsi accordi".
"Da una lite in Tribunale - conclude - ci rimettono tutti, e soprattutto il nostro amato Pisa, la città, i tifosi, i ragazzetti, il mister e i tesserati tutti, mantenete gli impegni presi per dare a loro la giusta serenità per un campionato dignitoso e pieno di soddisfazioni".
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