03/11/11 07:24 | autore: Ico Gattai Stampa

Senza Filo 2011... si parte! 0

Piatto ricco per la prima serata di Senza Filo 2011, il concorso musicale più acustico del millennio. Musica dal vivo senza traccia di elettricità, nell'ipnotica acustica di un ambiente sacro: la Chiesa sconsacrata di San Bernardo, in via Pietro Gori, a Pisa. Si fronteggeranno questa sera L'Amaca di Bennet e Tozzifan. Special guest della serata gli M&M e Mauro Tiberi

7a6ffb23970866d90d6bdf8a909940c8 Nella foto: Mauro Tiberi, ospite della prima serata di "Senza Filo 2011"

Questa sera dalle 21 saranno due i gruppi in concorso per la "prima" di "Senza Filo" al Cantiere San Bernardo di Pisa: L'Amaca di Bennet e Tozzifan.

Si prosegue con pezzoni d'alto livello delle canzoni dagli intramontabili '80 di M&M (Francesco Mariotti e Marina Mulopulos), e, per finire, un energetico viaggio ritmico con Mauro Tiberi al contrabbasso e alla voce.

Presentano le serate, Marina Mulopulos e Hengel Tappa.

L'AMACA DI BENNET

Hanno già suonato a Senza Filo 2010, dando vita ad uno spettacolare duello con la Betta Blues Society. La giuria sentenziò dopo lunga e animata discussione. Si ripresentano in tutta la loro acustica essenza: chitarra, flautino irlandese, flauto traverso, ukulele, balalaika, percussioni assortite, violino, pianoforte. E la voce fatata di Sara Buoni.

Come mai vi chiamate così?

Il nome è tratto da una poesia di Edgar Lee Masters, 'Many Soldiers', dall'Antologia di Spoon River.

Quali sono le influenze principali che si fondono nella vostra musica?

Musica celtica, ma non solo, ci è capitato di associare sonorità nord-europee a motivi che sanno d'oriente, di Cina, a volte mescoliamo più generi in uno stesso pezzo. Abbiamo scoperto che la nostra 'vena creativa', quando si esprime, non si ritrova in un genere particolare. Partiamo da brevi riff, semplici ma non scontati, e li armonizziamo, anche seguendo immagini interiori. Alberi, uccelli, pianeti, il vento. Ci piacciono le fiabe, la magia la botanica, il legno, il fuoco, i tamburo e il flauto, la corda e il martelletto, il suono puro, la terra, l'eco del fiume che scorre...

C'è una storia, una favola, un film, che muove lo spirito dell'Amaca di Bénnet?

Abbiamo iniziato in due, io, (Adriano Cerri) e Sara, ci immaginavamo di suonare su una zattera lungo il Mississipi, o l'Arno, con cappelli di paglia in testa, come nelle avventure di Tom Sawyer.

Quali novità proporrete rispetto a Senza Filo 2010?

Ci sono novità, sì. Sperimentiamo abitualmente quello che ci va e le novità sono parte integrante del nostro progetto. Alle percussioni ci sarà Nicola Cuviello, l'anno scorso c'era Matteo Ivaldi. Poi ci sarà Claudia Cusenza, al flauto traverso. Ci sarà anche Paolo Faeta, ma cosa farà non ve lo dico. I pezzi sono quasi tutti nuovi, inediti. Ci saranno sorprese, sì, anche per noi.

Con che spirito tornate? L'importante è partecipare?

Torniamo con lo spirito di chi, al di là della gara, ha apprezzato l'atmosfera di Senza Filo. Il fatto di essere totalmente acustici, in un ambiente che esalta i suoni naturali degli strumenti e delle persone, ci ha permesso di essere ancora più concentrati sulla nostra musica, ma anche più liberi di esprimerci e comunicare. Abbiamo sentito una partecipazione intensa del pubblico, un silenzio contemplativo coinvolgente, tipo quello che casca all'improvviso in un affollato pub irlandese, quando qualcuno del gruppo intona un canto dal profondo del cuore. Chi non lo rispetta viene fulminato con lo sguardo.

www.myspace.com/lamacadibennet

TOZZIFAN

Tozzifan è un progetto solista di Fabio Fantozzi, chitarrista-bassista e fonico in varie band della città di Livorno. Tozzifan canta, suona la chitarra acustica e l'armonica a bocca. Tozzifan è un intrattenitore di folle.

Ti piacciono i film di Fantozzi?

Sì. Direi proprio di sì. Tozzifan è Fantozzi/Paolo Villaggio che diventa un kamikaze giapponese, uno che si tuffa nelle situazioni senza troppi calcoli e ragionamenti complicati. Io mi sento un po' così. Anche più d'un po'.

Perché suoni da solo?

Perché m'è sempre piaciuto. L'ho sempre fatto, e continuo a farlo, suono e canto dappertutto. Con, o senza filo. Suono in piazza, in strada, nei pub, a teatro, nei centri sociali, nei circoli, sul terrazzo, in cucina. Suono da solo, ma alcuni dei miei pezzi nascono e crescono anche grazie ad alcuni amici musicisti con cui collaboro, tra i quali Marco e Niccolò degli Appaloosa, o Ilenia e Vanessa che danno voce ad alcune mie canzoni.

I testi delle tue canzoni, di cosa parlano?

Parlano, in modo semplice e diretto, dell'oppressione di tutti i giorni, della ribellione quotidiana. Storie di gente in difficoltà, senza colpe, a parte quella di non essere nati col portafoglio pieno. Sono canzoni di protesta.

Ci sono autori italiani che ultimamente t'hanno conquistato?

L'altro giorno ho passato ore su youtube, ho ascoltato un mucchio di Giorgio Gaber.

Puoi raccontarci le tappe principali della tua storia musicale?

Ho iniziato con i Nirvana, ho proseguito con tanto punk in tutte le salse, e poi ho incontrato Neil Young.

Per Senza Filo 2011 hai preparato una scaletta più rabbiosa o più intimista?

Suono le mie cose e credo che faccio anche una cover. Forse in inglese.

http://vimeo.com/28721846

http://www.senzafilomusiccontest.eu/

 

 

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