Nella serata della boxe pontederese saranno i dilettanti della Pugilistica Galilei-Mazzinghi a scaldare il ring. Seguirà poi l'incontro di Gianluca Branco e Janos Petrovics sulla distanza delle sei riprese. Branco, che si sta preparando alla corsa per il titolo europeO dei pesi welter, con ben 22 KO attivi in 44 incontri, testerà la sua forma fisica scontrandosi con il pugile ungherese.
L'incontro clou, invece, vedrà sul ring Alì Ndiaye, origine senegalese ma residente a Pontedera, classe '79, e Andrea Di Luisa, pugile napoletano, classe '82.
Figlio del pugile senegalese Ndiaye Moussa, Alì, ebbe il destino segnato dall'incontro nella città natale, Pikine, niente di meno che con Cassius Clay. Capisce infatti fin da bambino che quella del ring è la sua strada, iniziando ad allenarsi dall'età di cinque anni. Ma fu il suo secondo incontro con Muhammad Alì, che tornando a Dakar volle rivedere quel bambino tenuto in braccio anni prima, che suggellò definitivamente l'impegno del giovanissimo pugile alla boxe.
Vive ora a Pontedera e con tenacia ha sempre spinto negli anni per riportare il suo sport, e le conseguenti grandi sfide, nel proprio territorio.
Alì, detto "The power", con il 52% di KO attivi e 20 incontri vinti cercherà di riaggiudicarsi il match come nel 2004, quando sconfisse Di Luisa prima del limite. Questa volta, però, c'è in gioco il titolo europeo, che certo l'avversario non vorrà vedersi scappare.
Il giovane napoletano, infatti, sale sul quadrato con un'ottima serie positiva di 12 incontri vinti con il 90% di KO attivi, e certo vorrà dimostrare che dal 2004 qualcosa è cambiato e che il titolo questa volta è a portata di guantone.
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