Foto Salvo Parrinello Dagli Offspring a Paola
Turci il passo è breve.
Da Summertime ai System of
a Down ancora meno.
Aiuto.
Seconda serata di Senza
Filo 2011.
Serata di cover: Lou Reed
e System of a Down, Paola Turci e i Litfiba. Diciamocelo: una serata
più pallosa della prima. E' mancata l'originalità, che in un
concorso come questo, in un posto come questo - una chiesa
sconsacrata - è un valore imprenscindibile.
Il lato positivo: i
musicisti, anzi, le musicistE, hanno suonato bene.
Però che pezzi...
La scelta dei pezzi è
imprescindibile.
Cosa significa
imprenscindibile?
Significa una cosa, una
cosa molto, ma molto, ma proprio veramente molto importante.
Basilare.
Seconda serata Senza Filo
2011. Chi vince va in finale.
Si sono sfidati i Tandem e
le GirodiLa.
I Tandem hanno mostrato
originalità e inventiva: inseguimenti erotici balcanici e qualcuno
in sala che pensava - ma il fisarmonicista è amico della
violinista? Che tipo di amico?
Più solide e sicure le
GirodiLa, che passano il turno, nonostante una scaletta troppo
variegata (Paola Turci e gli Offspring, i Litfiba e mi dicono, anche,
Ligabue, nascosto in un medley, ma mi rifiuto di crederlo, e se
fosse vero? Cosa sta succedendo al Cantiere San Bernardo?)
Le GirodiLa potrebbero
essere un'ottima band, tutta al femminile. Hanno padronanza del
palco, una tecnica sugli strumenti, e alla voce, ottima, maturità
strumentale nonostante la giovanissima età. Leggii con gli spartiti
ed energia rock. Bene anche la dedica alla cantante assente,
collegata in diretta web a Cipro, dov'è impegnata nel progetto Erasmus. Però Paola Turci dopo gli Offspring, per favore, no.
Ma perché i gruppi che
fanno le cover, fanno canzoni così famose?
Potrebbero scegliere pezzi
sconosciuti, altrettanto facili, o altrettanto difficili. Altrettanto
belli. Potrebbero suonare pezzi sepolti dalla storia, e non dire
nulla, lasciando il dubbio che siano composizioni originali. Perché
i gruppi di cover esistono?
La risposta fa paura.
La colpa è del popolo
bue, che vuole essere rassicurato, ha bisogno di un ripassino
collettivo delle antiche nottate con i primi spinelli di liceale
memoria. Vergogna.
Forse sto esagerando, ma
forse le cover, in un concorso come questo, andrebbero proibite, o
limitate.
Detto questo, niente male
i Soundgarden e i Nirvana per fisarmonica, voce e violino, suonati
dai Tandem; o il pezzo di Doris Day (Perhaps, Perhaps. Perhaps) o
quello di Steve Earle (Galway Girl) per chitarra, voce,
violino e violoncello delle GirodiLa. Ma Ligabue, per favore, no. The
final countdown degli Europe ci ha fatto stare bene. We're living
together.
Questo articolo contiene 1 commenti.
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2011/11/15 10:11:16 Marcello Di Pietro Concordo con Ico Gattai.
Non ho assistito la prima parte dello spettacolo ovvero i Tandem ma ho sentito le GirodiLa.
Cover improponibili: che senso ha proporre la cover di un pezzo punk con viola e violino....fatela almeno crossover...e poi il tormentone degli Europe "The final countdown" (non è neanche hard rock o haevy metal ma uno sterile AOR, con tutto il rispetto per gli assoli di Norum) va bene l'ironia...però. Quello che mi ha colpito è il senso stesso delle cover. Quando una volta si proponeva la cover di un solista o di un gruppo, il brano veniva personalizzato... reinterpretato, riarrangiato...queste musiciste (per carità bravine) usavano gli stessi accordi...con gli stessi tempi, le medesime battute. Boh?
L'iniziativa del Cantiere però è encomiabile...almeno qualcosa di nuovo.
Una sola nota dolente per Gattai...“Perhaps perhaps perhaps” è la versione inglese di “Quizás, Quizás, Quizás”, canzone popolare dal cantautore cubano Osvaldo Farres.
Lla canzone è diventata famosa nel mondo grazie all'interpretazione di Nat King Cole (http://www.youtube.com/watch?v=FW0p6vMKnXk&feature=related)
Conosco questa versione perché quando ero giovine (diciamo 12-13 anni) ascoltavo hard rock, psichedelia e rock progressivo a tutto spiano, allora un giorno mio padre mi disse: "ma che cavolo di musica ascolti?"..."senti come canta bene questo cantante".
Marcello
(un ex comunista anarchico)