Oggi giornata importante per il Diritto allo Studio: l'azienda regionale si appresta ad approvare il bilancio preventivo, mentre usciranno anche le graduatorie definitive per gli alloggi. Come annunciato ieri (martedì 29 novembre), gli studenti presenti negli organi del Dsu hanno annunciato voto contrario alle misure che, a detta loro, potrebbero ricadere come macigni sui diritti acquisiti degli studenti.
Nel frattempo a Pisa gli studenti di area antagonista che si sono riuniti lo scorso 17 novembre sotto la sigla "Occupy Pisa", sono giunti quasi al quindicesimo giorno di occupazione dell'immobile in via della Pergola.
Lo stabile, dislocato su due edifici collegati, è di proprietà di una società ad oggi fallita, e gli studenti, che lo hanno occupato al termine della manifestazione del 17, rivendicano l'utilizzo di questo spazio per forme autogestite di studentati e alloggi gratuiti.
"Il Dsu - scrivono in una nota - potrà garantire agevolazioni soltanto a una minima parte di richieste a fronte delle migliaia e migliaia che verranno tagliate fuori. E per chi continuerà a essere 'idoneo' il dsu vuole imporre un aut aut: lo studente "borsista" dovrà scegliere se avvalersi del contributo monetario, ritrovandosi però a pagare la mensa e l'alloggio, oppure scegliere di usufruire gratuitamente di questi servizi senza però ricevere la borsa di studio. In questo quadro d'impoverimento generalizzato si aggiungono i disagi legati al ritardo della pubblicazione delle graduatorie definitive che lascia gli studenti ritenuti idonei nella graduatoria provvisoria, in una sorta di limbo in cui si trovano a fare i conti con spese d'affitto e di mantenimento ingenti".
"Quando affermiamo che il debito non lo vogliamo pagare - aggiungono - è perché sappiamo che se i soldi mancano è perché la ricchezza sociale sempre più è rapinata nei confronti di noi studenti, precari e delle nostre famiglie, per essere consegnata al pagamento dei buchi e delle crisi che il sistema delle banche ha prodotto in questi anni".
Parlano quindi del progetto che vogliono costruire in via della Pergola: "Vogliamo creare un luogo per la collettività in cui socializzare, confrontarci e progettare l'autonomia delle nostre vite dal ricatto finanziario del debito e dell'austerità. Vogliamo produrre saperi e cooperazione creando iniziative di quartiere, università popolare ed uno sportello contro il debito in cui studenti insieme ai vicini, ai lavoratori, ai migranti, costruiscano un percorsi comuni di organizzazione che diano risposte reali alla crisi, praticando il diritto all'insolvenza, il diritto a 'non pagare più'. Costruendo delle relazioni che mettano al centro dell'agire i nostri bisogni, vogliamo far pagare il conto a chi l'ha creato: a banche, speculatori, istituzioni asservite alla finanza".
E per quanto riguarda oggi infine, annunciano nuove forme di mobilitazione proprio in vista dell'approvazione del bilancio e della pubblicazione delle graduatorie definitive: "Il 30 Novembre, il giorno in cui uscirà la graduatoria definitiva, saranno molti gli studenti che si troveranno a fare i conti con la realtà effettiva del diritto allo studio al tempo della distruzione della formazione pubblica: quella per cui casa, reddito e servizi sono diventati merci accessibili al prezzo esclusivo di sacrifici e indebitamento".
"Occupy Pisa in via della Pergola mette a disposizione uno "sportello contro il debito" - affermano - tramite cui noi studenti miriamo a costruire collettivamente uno studentato autogestito, per venire incontro a chi non ha più la possibilità di affrontare tutti quei costi che comporta la vita dello studente già precario. Uno studentato per chi ha deciso di rigettare il pagamento di questo debito; per chi ogni giorno resiste alla morsa degli affitti, alla rassegnazione come unico orizzonte di vita, al ricatto dei parametri sempre più selettivi dell'accesso alle borse di studio, per chi vuole opporsi alla precarietà e ha deciso di lottare per riconquistarsi reddito, spazi e casa. Questo progetto di studentato autogestito parte da via la Pergola, tra piazza Dante e la facoltà di Lettere, ed è soltanto il primo di una lunga serie di lotte che vogliono riscattare le nostre condizioni di vita".
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