14/12/11 08:53 | autore: redazione Pisanotizie video Stampa

Due senegalesi uccisi, tre feriti: è strage razzi-fascista a Firenze 0

Il neonazista Gianluca Casseri, vicino a Casa Pound di Pistoia, è stato autore di una vera e propria caccia all’uomo contro i senegalesi prima in Piazza Dalmazia e poi al mercato di San Lorenzo. Dopo aver ucciso due uomini e feriti altre tre, è stato intercettato dalla polizia e alla fine si è tolto la vita. Sabato manifestazione regionale a Firenze della Comunità senegalese: “Non è stato il gesto di un pazzo”, mentre in rete impazza il delirio xenofobo. Le istituzioni esprimono solidarietà e cordoglio. Le associazioni attaccano sul clima di intolleranza costruito nelle città contro i migranti. A Pisa corteo alle 15 alla Stazione indetto dalla Comunità senegalese

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Ultim'ora: Questo pomeriggio alle 15 la Comunità senegalese di Pisa ha indetto una manifestazione. L'appuntamento è nella piazza della Stazione Centrale, da qui il corteo muoverà per le principali strade cittadine

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Samb Modou, Diop Mor, questi sono i nomi dei due uomini uccisi barbaramente ieri in piazza Dalmazia a Firenze da un fascista, vicino a Casa Pound di Pistoia: Gianluca Casseri.

Samb e Diop uccisi nel nostro paese nel terzo millennio perché hanno la pelle nera, freddati con un colpo di pistola in una delle città culla della cultura italiana, da chi fa dell'odio per il diverso la sua ragione di vita e che questo odio razziale lo propaganda liberamente, senza che le autorità preposte facciano alcunché nonostante quanto scritto nella nostra Costituzione.

Samb e Diop, due nomi che questo paese non dovrebbe dimenticare se non vuole cadere definitivamente nel baratro delle barbarie. E con loro anche Mustapha Dieng, un ragazzo di 34 anni che vive a Cascina ed è ora in gravissime condizioni a lottare tra la vita e la morte, Sogou Mor, 32 anni, Mbenghe Cheike, 42 anni, tutti e tre feriti da Casseri che dopo questa vera e propria caccia all'uomo, è stato individuato dalla polizia e si è tolto la vita con la pistola, per la quale gli era stato dato un regolare porto d'armi, nonostante fosse conosciuto alle forze dell'ordine per la sua vicinanza ai movimenti neo-nazisti.

L'omicida è riuscito prima ad uccidere Modou e Mor e ferire un terzo uomo in piazza Dalmazia, quindi a spostarsi e dopo dure ore dal primo agguato raggiungere il mercato di San Lorenzo e ferire altri due senegalesi. Qui finalmente la polizia è riuscito a intercettarlo nel parcheggio sotterraneo dove si è tolto la vita.
Nel frattempo rabbia, dolore, sconcerto tra i senegalesi che vivono e lavorano al mercato che mentre ancora Casseri gira per la città, hanno improvvisato un corteo da piazza Dalmazia verso il centro per chiedere giustizia. Una manifestazione carica di tensione, come prevedibile, che si conclude però con una preghiera in Piazza San Giovanni.

E sabato si svolgerà una manifestazione di protesta della comunità senegalese. Ad annunciarlo è stato il leader della comunità Pap Diaw, aggiungendo che il corteo partirà da piazza Dalmazia, dove nella giornata di oggi si svolgerà già un presidio.

Una manifestazione ancora più importante non solo per la comunità senegalese, ma per la democrazia del nostro paese, visto che purtroppo la follia razzista e xenofoba non sembra avere argini. A poche ore dalla strage razzista infatti nei commenti on line su alcuni giornali così come su siti neo-fascisti si potevano leggere frasi raccapriccianti: "-2"; "il nostro eroe bianco", con tributi di "rispetto e onore" per questo criminale assassino.

La strage di ieri lascia così un segno indelebile nel paese e in Toscana su cui occorrerà riflettere. Solidarietà e vicinanza alla comunità senegalese è stata espressa dal Presidente della Regione, Enrico Rossi: "E' un gesto efferato e sconvolgente: tutte le motivazioni sono possibili, ma fra tutte non è possibile non pensare che il colore della pelle delle vittime e un sentimento di odio razziale abbiano avuto il loro peso. Bisognerà capire bene il quadro entro cui é maturata una cultura di questo tipo".

"C'é da chiedersi - prosegue Rossi - se non ci siano state da parte di tutti sottovalutazioni di certe espressioni culturali che alimentano xenofobia e razzismo e di circoli che ne fanno espressamente il motivo della loro organizzazione e della loro attività. La vicenda sembra per alcuni aspetti avere analogie con quella di Oslo".

"Esprimo la mia solidarietà alla comunità senegalese - conclude il Presidente della Regione - che conosco bene e che so pacifica e particolarmente inserita nella vita lavorativa e civile della nostra regione. Capisco la disperazione e lo sdegno, ma chiedo con fermezza che le manifestazioni e le proteste rimangano nell'ambito della legalità".

Sgomento e cordoglio viene espresso dal Presidente della Provincia, Andrea Pieroni e dall'assessore all'integrazione della Provincia di Pisa Silvia Pagnin, presidente dell'Istituzione Centro Nord-Sud: "L'uccisore ha dato vita ad una caccia feroce e spietata a venditori ambulanti senegalesi. Di fronte ad un simile atto che nasce in un clima di razzismo e odio verso gli immigrati, in questo caso senegalesi, non si può che esprimere la più ferma condanna".

E solidarietà e fratellanza viene dichiarata anche dal sindaco di Pontedera, Simone Millozzi: "Forse si è tollerato troppo il proliferare di atteggiamenti razzisti e di dottrine di intolleranza verso i cittadini che provengono da altre aree del mondo ma che ormai sono il 'nostro' mondo. Occorre rialzare la guardia e mantenere alta l'attenzione in quanto il rischio di rigurgiti razzisti sono concreti e sempre vivi".

"A Pontedera - prosegue Millozzi - esiste una delle più importanti comunità senegalesi della Toscana perfettamente integrata. Voglio rassicurare tutti questi cittadini: i sentimenti della nostra comunità sono di amicizia, di solidarietà, di inclusione e di condivisione. Siamo tutti parte della stessa comunità".

A prendere la parola anche il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi: "Esprimiamo profondo cordoglio e solidarietà alla comunità senegalese per il grave lutto da cui è stata colpita. Condanniamo con forza l'atto criminale compiuto a Firenze che offende profondamente la sensibilità e lo spirito di accoglienza della comunità toscana verso i migranti".

"Le persone colpite dalla follia razzista dell'omicida-suicida erano parte della comunità senegalese - prosegue - che si guadagna da vivere onestamente con il proprio lavoro. Serve che tutte le forze politiche e sociali siano compatte nella condanna di quanto accaduto, e che questo raccapricciante fatto di sangue sia di monito a chi strumentalizza i cambiamenti e i problemi portati dall'immigrazione, per riconquistare una clima civile che favorisca l'integrazione e consenta di valorizzare le differenze nel rispetto delle regole che danno coesione alla nostra comunità".

Tra i primi a prendere posizione a Pisa è Africa Insieme, da sempre vicina alla comunità senegalese: "Quanto avvenuto, va ricondotto al clima dell'Italia della legge Bossi-Fini, dei sindaci sceriffo, dell'Italia in cui oltre a rendere impossibile la regolarizzazione dell'immigrato si decreta anche il reato di clandestinità. Un'Italia in cui i pogrom nei campi rom sono diventati fenomeni ricorrenti, da Napoli a Torino".

"Condanniamo - proseguono dalla storica associazione -  il clima pessimo che si respira in questo paese da troppo tempo, condanniamo il razzismo dilagante che le politiche dei governi e delle amministrazioni locali, di centrodestra come di centrosinistra, hanno troppo spesso responsabilmente contribuito ad alimentare: se le nostre amministrazioni non si ricondurranno a politiche più umane smettendo di cavalcare la pancia delle persone, in un futuro non troppo lontano, in cui la società soffrirà le conseguenze della crisi e delle politiche recessive del governo, sarà sempre più frequente vedere episodi di violenza contro i più deboli, contro chi viene emarginato dalle attuali leggi. Una politica seria e soprattutto di sinistra deve come compito primario ricostruire la solidarietà sociale, unica e vera arma che può garantire a tutti sicurezza".

A condannare fermamente quanto successo anche l'Ong Fratelli dell'Uomo che da anni lavora a fianco di alcune realtà del Senegal e dei migranti: "Non si tratta della follia di un uomo ma di anni di costruzione dell'immaginario di un nemico, dell'extracomunitario come diverso per eccellenza, portano anche a queste storture disumane".

"Nel 2011 - prosegue la nota - si può ancora morire per il colore della pelle nella civilissima Italia? I patti per la sicurezza andrebbero totalmente rivisti e ripensati alla luce di questo e di altri tristissimi episodi che si stanno susseguendo a danno dei migranti. Ci domandiamo: sicurezza per chi? Che significato ha questa parola per una fascia di popolazione che viene costantemente relegata ad essere l'ultimo ingranaggio della nostra società? Chi protegge questi nostri amici e amiche che ogni giorno si alzano, studiano, lavorano, vivono con noi?"

Solidarietà alla Comunità senegalese, alle famiglie delle vittime e ai feriti è infine espressa da Linda Vanni, responsabile Provinciale Immigrazione Pd: "Oltre ad essere disumano quanto accaduto, questa tragedia ci dimostra che non dobbiamo mai abbassare la guardia, che gli estremisti con i loro gesti folli sono sempre vivi anche in realtà solitamente estranee alla violenza razzista. La nostra è una condanna unanime che invita tutti a riflettere sull'accaduto e a isolare in ogni modo il clima di odio nei confronti di qualunque diversità".

 Guarda altri video:

- Momenti di tensione durante il corteo tra via Martelli e Piazza Duomo

- La comunità senegalese si riunisce in preghiera

Firenze, il corteo della comunità senegalese dopo la strage - di Controradio

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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