16/12/11 07:59 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

“Per Mor e Samb e per tutti noi, in piazza a Firenze” 0

Il Coordinamento regionale dei Senegalesi in Toscana lancia un appello per la manifestazione di domani che si svolgerà a partire dalle 15 a Firenze in Piazza Dalmazia dove il neo-nazista Casseri ha ucciso due senegalesi, ferendone poi altre tre. Una delle richieste del corteo è la chiusura delle sedi di Casa Pound. La Procura apre un inchiesta sui siti dove si inneggia all'assassino. Il Presidente dell'ANPI di Pisa Vecchiani: "Chiamiamo questo fatto con il suo nome: un gesto di un fascista, figlio del revisionismo storico che in questi anni è stato portato avanti"

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Si svolgerà domani a partire dalle ore 15 in piazza Dalmazia la manifestazione indetta dal Coordinamento regionale dei Senegalesi in Toscana in risposta all'assassinio di stampo razzista e fascista ad opera di Gianluca Casseri che nella giornata di martedì ha ucciso proprio piazza Dalmazia due uomini senegalesi Samb Modou, Diop Mor, ferendo poi altre tre ragazzi: Moustapha Dieng, 34 anni, Sougou Mor, 32 anni, e Mbenghe Cheike, ancora in prognosi riservata.

E tante sono le adesioni che arrivano di ora in ora all'appello lanciato dalla comunità senegalese che afferma : "La strage del 13 dicembre a Firenze necessita di una risposta ampia e plurale, che esprima lo sdegno per i barbari assassini e la ferma volontà di operare concretamente perché simili fatti non si ripetano".

"E' necessario - prosegue il documento - che non ci si limiti all'abbraccio solidale verso la nostra comunità colpita e alla partecipazione al nostro dolore solo per un giorno. Occorre andare più a fondo e individuare tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima che rende possibile l'esplodere della violenza razzista come è avvenuto a Firenze e solo due giorni prima a Torino con il pogrom contro un insediamento Rom".

"Bisogna interrogarci - insistono - su come siano stati dati spazi, per disattenzione o per complicità, ai rigurgiti nazi-fascisti di gruppi come Casa Pound, quale ruolo abbiano avuto in questa escalation non solo i veleni sparsi dalle forze 'imprenditrici' del razzismo, ma anche gli atti istituzionali che, a livello nazionale e locale, hanno creato, in nome dell'ordine e della sicurezza, discriminazioni e ingiustizie".

Da qui arriva una richiesta ben precisa: "Occorre dare piena applicazione al dettato costituzionale e alle leggi ordinarie che consentono la chiusura immediata dei luoghi e dei siti come Casa Pound, dove si semina l'odio e si incita alla violenza xenofoba. Bisogna che tutte le energie positive che credono nella costruzione di una città e di un paese della convivenza e della solidarietà, si mobilitino unite per fare barriere contro l'inciviltà, il razzismo e l'intolleranza".

E proprio sul fronte delle indagini, ieri il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo sui messaggi che sul web inneggiano agli omicidi dei senegalesi commessi da Gianluca Casseri.

Un forte richiamo all'antifascismo e alla vigilanza democratica, richiesta dalla comunità senegalese, viene anche dal Presidente dell'ANPI di Pisa, Giorgio Vecchiani: "Troppo facile liquidare questo episodio, questo assassinio, come il gesto di un folle. Chiamiamo questo fatto con il suo nome: un gesto di un fascista, figlio del revisionismo storico che in questi anni è stato portato avanti dal precedente Governo che, senza vergogna, ha fatto presentare ai suoi deputati due paradossali proposte di legge".

"La prima, per abolire il Titolo XII della Costituzione - spiega Vecchiani - che vieta la ricostituzione del partito fascista, sotto qualsiasi forma; la seconda - che la maggioranza di centro destra approvò in Commissione Difesa - per prevedere il riconoscimento giuridico, e quindi anche il versamento di contributi finanziari ai combattenti della repubblica sociale, a coloro cioè che collaborarono con i nazisti in numerosi eccidi".

Il Presidente dell'ANPI invita a non perdere la memoria: "Siamo un paese che si dimentica troppo spesso di cosa è stato il fascismo. Siamo un paese dove troppo spesso si vedono saluti romani e camicie nere e dove, il 28 ottobre, per ricordare la marcia su Roma, si va a Predappio. Tutto questo impone a tutti noi una riflessione attenta su questi fenomeni che fomentano il razzismo; e non si tratta solo di organizzazione dei fascisti in camicia nera, ci sono anche altre organizzazioni con camicie di altri colori".

"Evidentemente - conclude il partigiano pisano - la cultura democratica che avrebbe dovuto insediarsi ad ogni livello, dopo la Costituzione nata dalla Resistenza, non riesce ad occupare il ruolo che le spetterebbe. La Costituzione e i suoi principi sono, e dovranno sempre essere, patrimonio di tutti. Non vorremmo che, magari tra poco tempo, tutto ciò che è accaduto, si dimenticasse".

E intanto si continuano a susseguire le manifestazioni nella provincia di Pisa. Ieri pomeriggio si è svolta una fiaccolata a Santa Croce a cui hanno partecipato circa 400 persone aperta con uno striscione su cui c'era scritto: "No al razzismo, restiamo umani". Nel comune santacrocese è, infatti, molto forte, la presenza senegalese, che rappresenta poco meno del 6% di quella totale e oltre il 25% di quella straniera.

A Pisa, invece, l'ufficio di presidenza del consiglio comunale di Pisa ha accolto la proposta dell'associazione Africa Insieme, di farsi promotore di una sottoscrizione a favore delle famiglie dei due senegalesi uccisi a Firenze. La comunicazione è stata fatta ieri dal presidente dell'assemblea, Titina Maccioni. I consiglieri comunali che lo vorranno potranno pertanto devolvere il gettone di presenza della seduta di ieri, aperta con un minuto di silenzio in segno di lutto, o effettuare donazioni volontarie.

Sul fronte della solidarietà attiva Banca Etica ha aperto con l'associazione Equobaleno un conto per raccogliere fondi per i familiari delle vittime senegalesi di Gianluca Casseri. "Banca Etica - si legge in una nota - è sconvolta dagli incredibili atti di violenza che martedì 13 dicembre a Firenze hanno portato alla morte di due cittadini senegalesi e al ferimento di altri. Spiegarsi questa tragedia solo come l'atto di un folle non è sufficiente, è necessaria una riflessione sul perché - anche con la complicità della crisi economica che sta mettendo a dura prova tante famiglie - si stiano riaccendendo nella città di Firenze e in tutto il Paese fenomeni allarmanti di razzismo, violenza e intolleranza".
Banca Etica ha quindi messo a disposizione dell'Associazione Equobaleno di Firenze un conto corrente per raccogliere fondi a supportare delle famiglie delle vittime della strage: Equobaleno gas in nome della cittadinanza solidale - IT 70 P 05018 02800 000000141080 Banca Etica.

 

Il Mondo alla Rovescia 2012 - di Rmc

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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