23/12/11 07:48 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Sinistra Per: "I rilievi del Ministero un attacco alla democrazia" 0

L'intervento della lista studentesca sulle osservazioni del MIUR alla bozza del nuovo Statuto dell'ateneo pisano

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Recentemente sono stati inviati all'ateneo i rilievi ministeriali a proposito dello Statuto adottato in luglio.
Se il nostro lavoro in Commissione Statuto è stato quello di cercare di ampliare gli spazi di democrazia nell'Ateneo, provando a ribaltare la legge Gelmini, adesso ci troviamo a dover difendere le conquiste passate e recenti dai rilievi fatti dal Ministero dell'Università e della Ricerca, che vorrebbe un'applicazione coerente oltre che nelle prescrizioni esplicite anche nello spirito politico della legge. Un'operazione che non possiamo che respingere al mittente.

Innanzitutto, troviamo dubbia la forma scelta nel formulare i rilievi: secondo la l.168/89 il Ministero può inviare rilievi, ma deve farlo indicando le norme illegittime e quelle da riesaminare nel merito. Questa distinzione, che il ministero non ha fatto, è molto importante perché le maggioranze necessarie per ignorare tali rilievi sono diverse e solo su quelli di legittimità il Ministero potrà eventualmente ricorrere al TAR. Ciò denota una chiara volontà di rendere maggiormente difficoltoso un iter che voglia confermare le scelte fatte in sede di commissione statuto, necessitando precauzionalmente il quorum maggiore, pari ai tre quinti dell'organo.

La sostanza dei rilievi ci conferma questo tentativo di voler far applicare norme coerenti all'apparato dottrinario alla base della riforma, più che contenuta nel testo normativo.

Come non deprecare l'atteggiamento efficientista che emerge chiaramente nella prescrizione tesa a sopprimere le commissioni didattiche dai corsi di studio, fondamentali nel comprendere le problematiche del corso, e sul Consiglio degli Studenti, che si vorrebbe trincerare sugli aspetti unicamente studenteschi, e non fargli avere un pieno ruolo come organo che partecipa alla vita accademica nella sua interezza. E' poi ridicolo che il Consiglio non debba dare un parere obbligatorio sulle modifiche di statuto, come previsto già nel testo vigente (a dimostrazione di come il Ministero abbia dato una sua lettura politica in coerenza con gli scellerati principi della Legge Gelmini).

Vengono poi proposti dei veri e propri cortocircuiti logici, quando vengono censurate le disposizioni transitorie per la formazione dei dipartimenti precedentemente al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione. Ciò che stupisce è che proprio la legge 240 prevede la presenza di alcuni dei nuovi Direttori di Dipartimento nel Senato Accademico, ma come potranno esservi presenti se la loro struttura, e quindi la loro carica, ancora non esisterà? I dipartimenti dovranno essere istituiti dal CdA, i cui componenti saranno eletti su rose proposte proprio dal Senato accademico.

C'è poi una scarsa conoscenza dei ritmi universitari, tradizionalmente scanditi in anni accademici (1 novembre-31 ottobre), a cui ci si riferisce anche per le entrate in servizio e per i pensionamenti dei docenti. Si preferisce invece un riallineamento all'anno solare, come per i bilanci finanziari?

Ma il vero attacco al cuore della democrazia dei nostri atenei sta proprio nell'elettività dei membri interni del Consiglio di Amministrazione: appellandosi ad una interpretazione restrittiva del termine "scelta". Abbiamo sempre preteso che la fase di redazione dello Statuto, nella quale si andava a riscrivere le regole di base di gestione del nostro ateneo, fosse realmente aperta ai contributi di tutti, anche di quelle componenti deboli non pienamente coinvolte di norma nei processi decisionali, dagli studenti ai precari della ricerca. Non possiamo oggi accettare che questa esigenza di democrazia e partecipazione vanga mutilata nella politica ordinaria dell'ateneo.

Prevendo le elezioni per comporre il Consiglio di Amministrazione, lo Statuto approvato dagli organi ha segnato un punto importante nella giusta direzione che rischia di essere vanificato dal rilievo ideologico sollevato dal Ministero, che palesa ancora una volta l'intenzione di applicare lo spirito della legge Gelmini.

Alla luce di queste considerazioni, chiediamo, pertanto, che l'ateneo sia compatto nel difendere con forza le proprie scelte, fino anche ad affrontare un eventuale ricorso al TAR da parte del Ministero: oltre a rappresentare una battaglia per difendere i già risicati spazi di democrazia nella governance degli atenei, questa è la strada da assumere a livello politico per segnalare le peggiori storture di una riforma dell'università che segue logiche inconciliabili con la nostra idea di formazione, conoscenza e ricerca.

Emiliano Dovico, per la Lista Sinistra per...

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