Foto di Riccardo Romei Dopo la chiusura nei primi giorni di novembre dell'inceneritore di Ospedaletto (il 2 novembre la "linea 2" dell'impianto e il 7 novembre la "linea 1") per emissione di diossina al di sopra dei valori previsti dalla legge, sono state numerose le voci che si sono levate per chiedere la dismissione dell'impianto, o quantomeno una seria revisione del sistema di smaltimento dei rifiuti che interessa il territorio. Intanto, come annunciò lo stesso assessore provinciale all'Ambiente, Valter Picchi, in occasione della chiusura del termovalorizzatore, perché tutto torni in funzione "occorrono interventi straordinari e sostanziali, e che non si devono limitare al monitoraggio".
Nell'attesa che ciò avvenga, nella mattinata di lunedì 19 dicembre, sono state inoltrate al sindaco di Pisa (e per conoscenza alla Usl 5 e all'Arpat) presso l'Urp quasi un centinaio di adesioni prese tra genitori di alunni di alcune scuole, in particolare di quelle collegate all'istituto comprensivo "Gamerra", al fine di ricevere notizie certe circa le prove che risultano ancora in corso per verificare proprio le emissioni dell'impianto di incenerimento di Ospedaletto, specie dopo i ripetuti sforamenti di diossine di cui sopra.
La notizia di questa azione è stata comunicata da Carlo Iozzi, genitore di due alunni nonché membro del comitato "NonBruciamociPisa", lo stesso che - subito dopo la chiusura dell'impianto di Ospedaletto - ne aveva richiesto la dismissione.
Si tratta nella fattispecie di due lettere (che riportano in calce le citate firme). La prima è dei genitori dei bambini frequentanti le scuole dell'istituto comprensivo Gamerra, nella quale si chiede che "gli organi preposti alla tutela ci dicano se le prove di riapertura dell'inceneritore non mettono a rischio i nostri bambini e quali conseguenze possano esserci per loro e per la popolazione in seguito allo sforamento di diossina che pare essersi protratto per più di un mese, anche in considerazione della qualità dell'aria già molto scadente della nostra zona". A tal proposito viene richiesto "un incontro pubblico con USL e ARPAT".
La seconda è controfirmata invece dai genitori dei bambini residenti nell'area di Cisanello e via del Borghetto, nella quale gli stessi chiedono "agli Organi preposti quali conseguenze per la salute dei nostri bambini comporti il superamento dei limiti di polveri fini registrato nella centralina di Piazza Del Rosso, come denunciato a mezzo stampa dal Circolo Pisano Ecologisti Democratici". Il riferimento in questione riguarda un altro caso registrato nel corso di quest'anno, in merito al quale - come denunciano i firmatari - non sono giunte tutte le garanzie necessarie.
Allo stesso modo anche in questa seconda comunicazione rientra la questione dell'inceneritore di Ospedaletto: "Vorremmo sapere le conseguenze del superamento dei limiti di diossina dell'inceneritore di Ospedaletto verificatosi tra settembre e novembre dell'anno corrente". E anche in questo caso si richiede un incontro pubblico "promosso dalle autorità preposte".
"Le lettere che abbiamo inviato a Filippeschi - spiega Carlo Iozzi - sono la nostra risposta alla continua reticenza che registriamo intorno a numerosissime questioni di carattere ambientale riguardanti la nostra città e il suo territorio. Non si capisce bene se per indifferenza, ignoranza o calcolo politico. Sta di fatto che al silenzio assordante dell'amministrazione su questioni riguardante la salute dei cittadini, devono subentrare parole chiare, risposte precise".
"Numerosi sono stati i nostri solleciti - continua Iozzi - e numerose le nostre lamentele, condotte in più contesti e in più momenti. Se anche alle lettere del centinaio di genitori non giungerà risposta, ciascuno si prenderà la proprie responsabilità. Trascorsi i 60 giorni previsti dalla legge, saremo legittimati a far presente la questione direttamente alla magistratura".
In conclusioni Iozzi sottolinea come "una coscienza forte su questi temi stia emergendo nella popolazione. E' questo un segnale evidente dell'urgenza con la quale devono essere affrontate le questioni riguardanti la salute pubblica. Invece, la cittadinanza attiva, lo ripeto, non è minimamente informata".
E su Ospedaletto le posizioni del comitato di cui Iozzi è membro sono chiare: "L'impianto è 'cotto' è proprio il caso di dire. Perché allora non prendere la palla al balzo e affrontare un percorso serio, condiviso, senza propaganda o ideologismi rigidi? Anche su questo i cittadini si devono rassegnare a non poter dire nulla, a non sapere nulla?".
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