23/12/11 07:45 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Santa Chiara, inaugurati i nuovi spazi all'Unità di Ematologia 1

Quattro posti letto in più, raddoppio delle camere sterili e distribuzione delle degenze du due piani, attivazione di due ambulatori. Questi i principali interventi di ristrutturazione del reparto diretto dal prof. Mario Petrini: "In pochi anni l'attività è cresciuta a dismisura. Quasi 5.000 visite ambulatoriali quest'anno e oltre 6.000 day-hospital terapeutici, la ristrutturazione era necessaria". Ieri l'inaugurazione alla presenza dell'assessore regionale alla Sanità Daniela Scaramuccia

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Quattro posti letto in più, da 16 a complessivi 20, raddoppio delle camere sterili e una distribuzione delle degenze su due piani, per migliorare l'organizzazione del lavoro. E' il risultato dei lavori di ristrutturazione, recentemente ultimati, che hanno interessato l'Unità operativa di Ematologia dell'Aoup diretta dal Prof. Mario Petrini, ormai non più procrastinabili sia per le esigenze terapeutiche dei pazienti che si rivolgono a Pisa, provenienti non solo dall'Area vasta ma anche da fuori regione, sia per la possibilità di poter effettuare più agevolmente ricoveri in regime di urgenza per patologie quali le leucemie acute. A presentare i nuovi spazi ieri in una conferenza stampa lo stesso professor Petrini, l'assessore regionale Daniela Scaramuccia e il direttore generale dell'Aoup, Carlo Tomassini.

La struttura di degenza, con il nuovo assetto, è adesso suddivisa su due piani, con le camere sterili salite da 5 a 10, per poter effettuare chemioterapie intensive e trapianti di midollo per pazienti in regime di isolamento. Inoltre non sono più previste camere di degenza a tre letti ma solo a due, con i comprensibili vantaggi che ne derivano.

La ristrutturazione ha infine permesso di attivare anche 2 strutture ambulatoriali dedicate ai pazienti inseriti in un programma trapiantologico o comunque afferenti alla degenza ordinaria. I lavori hanno permesso di migliorare anche l'aspetto del comfort alberghiero, su cui la struttura ha sempre investito, dotando ad esempio le camere sterili di un impianto di collegamento audio-video, per consentire ai visitatori di comunicare con loro, pur non potendo entrare.

E grazie al contributo dell'Ail-Associazione italiana per le cure di leucemie, linfomi e mielomi e di privati, in reparto è possibile accedere a internet da un pc portatile con connessione veloce, è presente un lettore di dvd, la radio, il collegamento a Sky con monitor televisivi ad alta definizione.

In Ematologia vengono trattate prevalentemente neoplasie ematologiche maligne (leucemia, linfomi, mielomi etc.) o altre patologie (aplasie midollari) che richiedono terapie intensive e trapianto di midollo osseo/cellulare staminali periferiche, secondo schemi convenzionali di terapia o nell'ambito di studi clinici istituzionali o cooperativi (nazionali ed internazionali), utilizzando farmaci e modelli terapeutici innovativi. La struttura collabora attivamente con altri prestigiosi centri di ricerca sia in Italia che all'estero.

"Il reparto è stato istituito nel 1997 - ha spiegato il Prof. Petrini, alla cerimonia di inaugurazione svoltasi ieri - e negli anni l'attività è cresciuta a dismisura. Quasi 5mila visite ambulatoriali quest'anno e oltre 6mila day-hospital terapeutici. Sembra forse esagerato fare un'inaugurazione per soli 4 posti letto in più. Ebbene, questi soli 4 posti letto ci hanno consentito di ridurre l'attesa per i trapianti perché, grazie ad essi, abbiamo potuto raddoppiare le camere sterili e quindi accettare i ricoveri per leucemia acuta che prima finivano in corsia".

"Quest'anno sono raddoppiati i trapianti allogenici - ha proseguito il Preside della Facoltà di Medicina - e l'anno prossimo, se la tendenza rimane questa, saremo il centro con il numero di trapianti più alto della Toscana. Ma tutta quest'attività - che ha portato solo la scorsa settimana i miei ricercatori negli Usa per presentare i lavori in 6 conferenze diverse in 6 diversi Paesi - non sarebbe possibile senza di loro, professionisti sia ospedalieri che universitari. E' grazie a loro se vantiamo un così grande numero di pubblicazioni, è grazie all'Ail se oggi siamo qui, è grazie a tutto il personale e anche alle addette delle pulizie, che mantengono pulito il reparto così come deve essere".

"Qui non c'è attrito fra ospedale e università - ha concluso - e si lavora in rete cercando di non disperdere la zona di creazione del valore, che è il motore della nostra attività".

Il direttore generale dell'Aoup Carlo Tomassini ha invece affrontato il nodo non facile del taglio di risorse, guardando però al futuro, con un occhio al nuovo ospedale in costruzione a Cisanello e alla nuova organizzazione del lavoro delineata nell'Atto aziendale, ma anche alle specificità dei due presidi ospedalieri, in questo intervallo di tempo (fino al 2015) che ci separa dal termine fissato per il completamento del nuovo policlinico (ad aprile è prevista la gara per l'affidamento dei lavori).

"Non abbiamo pensato - ha detto - nemmeno per un momento al S.Chiara come a un ospedale residuale nel nostro disegno di sviluppo. E ciò è stato dimostrato dal potenziamento del Polo oncologico, cominciato già sotto la precedente direzione, del polo senologico, del settore tecnico amministrativo, trasferito nell'ex-clinica chirurgica, il che ha consentito di liberare gli edifici di via Zamenhof e di via Santa Maria che ora saranno venduti, in modo da reperire risorse per la costruzione del nuovo. Ci occuperemo presto dei laboratori, delle medicine, abbiamo istituito con il gruppo degli anestesisti il Rescue Team per gestire le emergenze del S.Chiara".

"Cerchiamo di non dimenticare nulla - ha sottolineato ancora Tomassini - ben sapendo che bisogna correre, specialmente con le idee, in vista della scadenza del 2015 che non è impossibile. In vista di quella data abbiamo tre anni di tempo, non solo per tirare su i mattoni ma anche per condividere i nuovi modelli organizzativi che sono necessari. Perché bisogna sfatare il mito che con meno risorse non si possa fare anche migliore qualità: anzi, è possibile con le risorse disponibili, senza arrestare sviluppo e innovazione. In questo anno difficile abbiamo dovuto necessariamente rivedere alcune cose, chiedendo ad alcuni settori maggiore sviluppo e ad altri di standardizzare la loro attività. Non abbiamo insomma tagliato con la logica della falciatrice, ma cercando di coltivare l'idea complessiva di ospedale rispetto a quella della singola unità operativa".

Sempre sul versante dei tagli ha concluso l'assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, ricordando che l'Italia è in difficoltà pur essendo, nel mondo, fra i Paesi più parsimoniosi dal punto di vista della spesa sanitaria. "Quest'anno - ha detto - per la prima volta avremo l'1% in meno di risorse rispetto all'anno scorso. E l'anno prossimo i soldi saranno ancora meno, ma non abbiamo intenzione di tagliare l'innovazione, che in un'azienda ospedaliero-universitaria è la linfa vitale".

"Nei giorni scorsi - ha spiegato l'assessore - abbiamo approvato in giunta il nuovo Piano sanitario e sociale regionale, per la prima volta integrato, e abbiamo licenziato la Finanziaria del 2012. Ci sarà una spinta maggiore verso la programmazione di Area vasta, perciò ci aspettiamo che i professionisti lavorino sempre di più in équipe, in rete. Un esempio virtuoso? L'oncologia: dagli ultimi dati risulta che la sopravvivenza per patologia sia migliorata notevolmente e che oltre il 60% dei pazienti oncologici toscani riesca a trovare la risposta terapeutica sul territorio (indice di mobilità più basso in assoluto). Ci auguriamo di riuscire a lavorare in rete anche sulle altre patologie".

 

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2011/12/23 10:12:52 Philip Marlowe si continuano a BUTTARE soldi per ristrutturare al S. Chiara quando tutto l'ospedale sarà trasferito a Cisanello (il piano è 2015, anche se non verrà MAI rispettato). Addirittura Chirurgia della mano è stata RITRASFERITA da Cisanello al S. Chiara, col relativo stop delle attività e allungamento delle liste d'attesa! I pazienti e i lavoratori del S. Chiara soffrono del fatto che la maggior parte dei servizi ora è a Cisanello e quindi tocca spesso inviare là i ricoverati anche per esami banali, senza contare che al S. Chiara non ci sono più né una Rianimazione né una Cardiologia, quindi se c'è un'emergenza tocca arrabattarsi.
Anziché accelerare il trasferimento investendo i soldi nel trasloco, si BUTTANO in questo modo, con spreco di finanze e disagi per utenti e lavoratori. Ma nessuno dice niente, perché l'"Azienda Ospedaliera" è una "azienda" e fa cosa gli pare come se fosse un privato (però con soldi pubblici!). La politica, ovviamente, tace.

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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