31/12/11 09:02 | autore: la redazione Stampa

Dino Pagliari: "Eravate pessimisti? E ora questo Pisa vi ha stupito" 0

Parla l'allenatore del Pisa 1909 per un bilancio di questa prima parte di campionato. La sodidsfazione per un gruppo affiatato che, al di là di ogni previsione, si è rivelato in grado di competere con le favorite del torneo:"Il gruppo ha lavorato bene, si sente coinvolto in un progetto. Davanti a 5mila tifosi tutto è più bello"

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"Lo sa di essere uno dei primi tra i tecnici in Italia ad aver segnato più reti nel 2011?", "Ti sbagli, non li ho segnati io". E' solo una delle laconiche e folgoranti risposte dell'allenatore del Pisa 1909, Dino Pagliari, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Colui che in un tempo ormai preistorico era indicato come l'hippy del calcio italiano - proverbiale la sua chioma leonina a incorniciare una barba altrettanto scolpita - ora si ritrova a gestire il ruolo della rivelazione di questo campionato.

Arriva in conferenza come se dovesse calciare, preciso, l'occhio attento. Stringe le mani dei presenti, sorride a tutti. La chioma e la barba odierna forse sono un omaggio ai fasti trascorsi, o forse sono il segno di un uomo di calcio che, passata la soglia del mezzo secolo di vita, ha smalto e vitalità da vendere.

Pagliari, come si dice, non fa prigionieri. Gli domandano che voto darebbe al Pisa di oggi, quello venuto su dalla sua cura, quello dei numeri tondi, della classifica alta, il Pisa che affronta le favorite del girone e suda, vince, oppure pareggia all'ultimo secondo in partite che per i tifosi sono già un pezzo di memoria. Insomma, il Pisa 1909, a volte tormentato nelle vicende societarie, ma cristallino in campo. Che voto darebbe, Mister, alla squadra che allena? "Impossibile valutare, ora comincia un altro campionato". Punto e a capo.

Poi, alza la mano, lui che è quasi due metri, allarga il sorriso rivolto ai giornalisti presenti. "Ma fuori di taccuino, dico una cosa: andate a rileggere i vostri giudizi, rivedete ora le valutazioni pubblicate all'inizio del campionato. Come vi scoprireste secondo voi? Troppo severi? Pessimisti? La verità - dice Pagliari - è che questo gruppo ha stupito tutti, oltre ogni previsione".

Non si fa vezzeggiare l'allenatore nerazzurro, non accetta complimenti. Si schermisce e un po' si arrabbia. Davanti al rito delle telecamere è contratto, riassuntivo, secco, quasi monosillabico. Non scuce niente che il buon senso non voglia, mai un colpo di testa, nemmeno ride. Poi, quando la luce della macchina da presa si spegne, i colori ritornano vivi, e dietro gli occhiali a scomparsa gli occhi scandiscono le parole. Un operatore, incauto, la riaccende per girare qualche secondo di copertura. Pagliari lo riprende: "Se fai così mi costringi a fingere. Io non voglio fingere". "Non fare il timido, Mister", lo canzona qualcuno. "Io sono timido".

Inesorabili arrivano le domande sul bilancio. Ma Pagliari da quando è arrivato in mezzo a noi, nemmeno si è seduto, figuriamoci se ha voglia di mettersi a misurare il fatto e il da farsi. Pratico di nodi gordiani elude tutti: "Il gruppo ha lavorato bene, si sente coinvolto in un progetto, quando è in casa gioca davanti a un tifo di 5mila persone. Fate le debite proporzioni, ditemi voi quali sono le piazze in questa categoria che possono vantare numeri così".

A chi gli fa notare che forse alla squadra qualche rinforzo servirebbe, Pagliari risponde quieto: "Pochissimo, solo per integrare un gruppo che ha maturato già la sua importanza". Guai a chi gli domanda giudizi sulle squadre che avrebbero "deluso" in questa prima parte di campionato. "Non è corretto esprimersi in questi termini. Non dimentichiamoci che ci sono state squadre partite con non pochi punti di penalizzazione per problemi che il calcio ancora non è riuscito a risolvere, come si è visto anche dalle ultime vicende".

Ma per Pagliari ci sono anche argomenti tabù, come i play-off oppure il neo-arrivato dal Vicenza Giacomo Tulli (la cui "operatività" in maglia nerazzurra sarà ufficializzata solo ad anno nuovo): "Non parlo di cose che non sono ufficiali", chiosa Pagliari. Poi, a chi gli fa notare che intanto Tulli è già sceso in campo per un primo allenamento, risponde: "Abbiamo interesse per lui, ma non domandatemi quale sarà il suo ruolo, quanto e come giocherà e altre questioni di questo tipo. Non rispondo".

"Hai perso 3 sole partite", gli dicono. "Abbiamo perso", incalza il Mister dall'alto della sua statura. E non c'è tempo per altre parole, Pagliari con un largo sorriso ci ha già augurato un felice 2012.

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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