"Lo sa di essere uno dei primi tra i tecnici in Italia ad aver
segnato più reti nel 2011?", "Ti sbagli, non li ho segnati io".
E' solo una delle laconiche e folgoranti risposte dell'allenatore del
Pisa 1909, Dino Pagliari, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Colui che in un tempo ormai preistorico era indicato come l'hippy
del calcio italiano - proverbiale la sua chioma leonina a
incorniciare una barba altrettanto scolpita - ora si ritrova a
gestire il ruolo della rivelazione di questo campionato.
Arriva in conferenza come se dovesse calciare, preciso,
l'occhio attento. Stringe le mani dei presenti, sorride a tutti. La
chioma e la barba odierna forse sono un omaggio ai fasti
trascorsi, o forse sono il segno di un uomo di calcio che, passata la
soglia del mezzo secolo di vita, ha smalto e vitalità da
vendere.
Pagliari, come si dice, non fa prigionieri. Gli domandano che voto
darebbe al Pisa di oggi, quello venuto su dalla sua cura, quello dei
numeri tondi, della classifica alta, il Pisa che affronta le favorite
del girone e suda, vince, oppure pareggia all'ultimo secondo in
partite che per i tifosi sono già un pezzo di memoria.
Insomma, il Pisa 1909, a volte tormentato nelle vicende societarie, ma
cristallino in campo. Che voto darebbe, Mister, alla squadra che
allena? "Impossibile valutare, ora comincia un altro campionato".
Punto e a capo.
Poi, alza la mano, lui che è quasi due metri, allarga il
sorriso rivolto ai giornalisti presenti. "Ma fuori di taccuino,
dico una cosa: andate a rileggere i vostri giudizi, rivedete ora le
valutazioni pubblicate all'inizio del campionato. Come vi scoprireste
secondo voi? Troppo severi?
Pessimisti? La verità - dice Pagliari - è che questo
gruppo ha stupito tutti, oltre ogni previsione".
Non si fa vezzeggiare l'allenatore nerazzurro, non accetta
complimenti. Si schermisce e un po' si arrabbia. Davanti al rito
delle telecamere è contratto, riassuntivo, secco, quasi
monosillabico. Non scuce niente che il buon senso non voglia, mai un
colpo di testa, nemmeno ride. Poi, quando la luce della macchina da presa
si spegne, i colori ritornano vivi, e dietro gli occhiali a scomparsa
gli occhi scandiscono le parole. Un operatore, incauto, la riaccende
per girare qualche secondo di copertura. Pagliari lo riprende: "Se fai così
mi costringi a fingere. Io non voglio fingere". "Non fare il
timido, Mister", lo canzona qualcuno. "Io sono timido".
Inesorabili arrivano le domande sul bilancio. Ma Pagliari da
quando è arrivato in mezzo a noi, nemmeno si è seduto, figuriamoci se ha voglia di mettersi a misurare il fatto e il da
farsi. Pratico di nodi gordiani elude tutti: "Il gruppo ha lavorato
bene, si sente coinvolto in un progetto, quando è in casa
gioca davanti a un tifo di 5mila persone. Fate le debite proporzioni,
ditemi voi quali sono le piazze in questa categoria che possono
vantare numeri così".
A chi gli fa notare che forse alla squadra qualche rinforzo servirebbe,
Pagliari risponde quieto: "Pochissimo, solo per integrare un gruppo
che ha maturato già la sua importanza". Guai a chi gli
domanda giudizi sulle squadre che avrebbero "deluso" in questa prima parte di campionato. "Non è
corretto esprimersi in questi termini. Non dimentichiamoci che ci
sono state squadre partite con non pochi punti di
penalizzazione per problemi che il calcio ancora non è
riuscito a risolvere, come si è visto anche dalle ultime
vicende".
Ma per Pagliari ci sono anche argomenti tabù, come i play-off oppure il
neo-arrivato dal Vicenza Giacomo Tulli (la cui "operatività"
in maglia nerazzurra sarà ufficializzata solo ad anno nuovo):
"Non parlo di cose che non sono ufficiali", chiosa Pagliari. Poi,
a chi gli fa notare che intanto Tulli è già sceso in campo per un primo
allenamento, risponde: "Abbiamo interesse per lui, ma non
domandatemi quale sarà il suo ruolo, quanto e come giocherà
e altre questioni di questo tipo. Non rispondo".
"Hai perso 3 sole partite", gli dicono. "Abbiamo perso", incalza il
Mister dall'alto della sua statura. E non c'è tempo per altre parole, Pagliari con un largo sorriso ci ha già augurato un felice 2012.
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