Nella foto: una proiezione tridimensionale del progetto di rinaturalizzazione dell'impianto "Tiro a Segno" di Navacchio La Conferenza dei Servizi che si è tenuta presso la Provincia di Pisa il 22 dicembre scorso si è espressa positivamente sulla richiesta presentata da Ecofor Service S.p.A. in merito alla possibilità di realizzare un nuovo conferimento nell'impianto del "Tiro a Segno", in località Navacchio, struttura nata per lo smaltimento dei rifiuti urbani e per rifiuti speciali non pericolosi in via di chiusura.
Il progetto presentato da Ecofor riguarderebbe lo smaltimento di 97mila metri cubi di amianto, preventivamente trattato e neutralizzato prima di essere condotto presso l'impianto di Navacchio.
Il Comune di Cascina - già a conoscenza di questa proposta - aveva richiesto che la Conferenza in questione si tenesse all'anno nuovo, così da poter studiare i particolari del progetto di Ecofor, ma la Conferenza si è tenuta ugualmente, registrando l'assenza proprio del Comune di Cascina "per un ritardo nella comunicazione", come ha spiegato il vicesindaco di Cascina, Giorgio Catelani, al quale abbiamo chiesto delucidazioni in merito: "Voglio ricordare, prima di ogni cosa, che la discarica del 'Tiro a Segno' si trova in uno stato di pre-morte da quando, nel 2007, è stato realizzato un progetto per il recupero dell'area".
La discarica del "Tiro a Segno", infatti, si estende su una superficie complessiva pari a circa 64.000 m2 di cui il 75% circa è occupato dalle vasche di stoccaggio dei rifiuti, mentre il resto è destinato alla viabilità e ai servizi connessi con la gestione della discarica.
L'impianto di smaltimento è stato gestito direttamente dal Comune di Cascina fino al 1990 e, successivamente, da altre aziende susseguitesi fino al 2007. Sempre nello stesso anno, a seguito del passaggio delle competenze alla Società Ecofor Service S.p.A. e dell'evoluzione della normativa, è stato stipulato un Protocollo d'Intesa tra la Provincia di Pisa, la Comunità di Ambito "Area Pisana" ATO 3 - Rifiuti, il Comune di Cascina e la stessa Società per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e bonifica, ripristino ambientale e gestione post mortem dell'area adibita a discarica.
Ovvero, in buona sostanza, il progetto secondo il quale la discarica sarebbe stata condotta "a morte" e rifunzionalizzata per altro scopo. I criteri generali di quel progetto, infatti, riguardavano la messa in sicurezza permanente dei lotti esistenti e il recupero ambientale e paesaggistico di tutta l'area.
Lo scopo era quello di ricostruire un potenziale ecosistema capace di compensare e riequilibrare il territorio. La soluzione scelta era quella di rinverdire l'attuale collinetta di seppellimento dei rifiuti, intorno alla quale sarebbe state piantate essenze arboree, arbustive ed erbacee su tutto l'attuale spazio della discarica, oltre a realizzare una copertura superficiale finale idonea a limitare drasticamente l'infiltrazione di acque piovane, così da evitare la produzione di percolato con particolare attenzione ai rischi di fuoriuscita di liquido dalle scarpate.
"I volumi previsti dal progetto presentato da Ecofor - ha spiegato Catelani - non superano quelli che la discarica può sostenere fino al raggiungimento del suo 'pieno'. Quello deciso dalla Conferenza sei Servizi non è dunque un ampliamento, come è stato erroneamente scritto, ma di una modifica del conferimento, ovvero della tipologia dei rifiuti che vi verranno condotti".
Catelani, intanto, ripercorre i passaggi della recente vicenda: "L'Amministrazione aveva espresso il desiderio di approfondire la questione. Il nostro non era certo un intento polemico, ma solo il bisogno di avere un quadro chiaro, visto che si parla di amianto. D'altra parte, sappiamo bene che questo materiale se ben confezionato non è nocivo, ma non possiamo esimerci dal richiedere chiarezza sulle modalità di stoccaggio e sui suoi tempi".
E a questo livello infatti si collocano le questioni poste dall'amministrazione cascinese. "Questo nuovo conferimento come cambierà le modalità di attuazione del progetto che si concluderà con la 'morte' della discarica? Pur restando nei limiti quantitativi previsti, ci saranno tempi diversi per la sua chiusura?"
"L'amministrazione - spiega ancora il vicesindaco Catelani - è parte attiva nella verifica. Ed è per questo che abbiamo presentato le nostre osservazioni nelle quali richiediamo espressamente garanzie su tempi e modi di tale passaggio".
"Le nostre finalità comunque non mutano - conclude Catelani: da una parte chiudere il ciclo vitale della discarica nei tempi previsti, dall'altro riuscire a realizzare uno smaltimento in sicurezza dell'amianto superstite sul territorio. Siamo fiduciosi che i modi e i tempi di questo nuovo conferimento saranno rispettosi del progetto originario".
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.