Il 2011 in Toscana termina con l'avvio di molti cambiamenti futuri sul fronte dei beni e servizi pubblici più importanti, quali lo smaltimento dei rifiuti, l'approvvigionamento idrico e il trasporto pubblico. Anche per quest'ultimo infatti, è stata predisposta una gara su ambito regionale per unificare tutto il territorio in un solo bacino e per l'acqua si va verso un'unica Autorità regionale che sostituisca i sei Ato attuali, come si vuol fare anche per i porti delle nostre coste. Per i rifiuti, è avviata la procedura per consentire l'ingresso al 40% dei privati nelle macro aziende che opereranno nel territorio di ciascun Ato.
Sulla spinta della necessità di razionalizzare e risparmiare, la direzione appare quella di un accentramento al vertice delle funzioni e delle decisioni, ponendo fra i cittadini e gli organismi di governo anche una distanza fisica che può essere notevole. In più, resta la perplessità sul ruolo dei privati nella gestione di un bene comune come l'acqua: i movimenti che hanno promosso i referendum temono che niente sia cambiato, nonostante il risultato chiaro del 12 e 13 giugno.
Le gare sono aperte e il 2012 sarà decisivo. Sul fronte dei rifiuti l'Ato Costa che raggruppa le province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa, ha scelto di cercare un partner privato. Ma alla Newco si può anche non aderire. Uno dei casi più eclatanti in questo senso riguarda certamente la discarica di Peccioli, di cui abbiamo dato notizia qualche giorni fa, ma anche i comuni versiliesi di Pietrasanta e Forte dei Marmi, che hanno Ersu come azienda per la raccolta dei rifiuti, non hanno aderito.
Ad Ersu partecipano anche Seravezza, Stazzema e Massarosa che però ora sono favorevoli al gestore unico. Pietrasanta, che ha avuto per anni l'inceneritore di Falascaia sul proprio territorio, ha deciso di tenersi stretta l'azienda che è stata da poco risanata con 800 mila euro. "Dopo aver speso tutti questi soldi non potevamo buttarla via" dice Italo Viti, assessore all'ambiente del Comune e vicepresidente del Consorzio Ambiente Versilia.
E le perplessità degli amministratori della Piccola Atene non finiscono qui. "Smaltimento e raccolta non possono stare insieme, questo va contro il principio della valorizzazione delle realtà locali, incluso il tipo di rifiuti e la geografia di ciascun territorio", dice ancora Viti. "Sarebbe stato più logico parlare di tariffa unica per lo smaltimento, non di una tariffa unica tout court".
Il riferimento è anche agli impianti che non sono inclusi nel perimetro di gara, le discariche e gli altri siti, in totale 15 su 31. E sul tavolo tecnico che deve studiare la realizzazione dell'impianto di compostaggio a Pioppogatto, nel Comune di Massarosa invece che a Capannori, Viti afferma: "Siamo ancora nel campo delle ipotesi e anche della tariffa dovremo discutere".
Ma se alla Newco si può dire di no, salvo poi dover aderire pagando il servizio, non altrettanto si può fare rispetto alla vendita ai privati delle quote pubbliche delle aziende. Nel caso di Ersu ad esempio, il 40% verrà ceduto per implementare il servizio e realizzare altri impianti di stoccaggio e selezione del materiale.
Intanto, nella trattativa fra il Consorzio Versilia, Tev-Veolia e la Provincia di Lucca, per la risoluzione di una serie di contenziosi riguardanti pagamenti non effettuati dalle amministrazioni pubbliche e la definitiva chiusura dell'inceneritore di Falascaia, è stato raggiunto un accordo anche sul potenziamento dell'impianto di compostaggio di Pioppogatto che ha colto tutti di sorpresa, compresi gli altri amministratori.
Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini sa bene che il sito insiste soprattutto sul suo territorio: "Le prime abitazioni massarosesi sono a centinaia e centinaia di metri di distanza rispetto a Pioppogatto, mentre Viareggio ce l'ha davanti. I benefici dell'impianto, le royalties, vanno a Massarosa ma il puzzo e i disagi si sentono a Viareggio".
Le royalties, appunto. Nel dibattito interviene Egisto Sani, fino al giugno 2009 rappresentante del Comune di Viareggio nella commissione tecnica di vigilianza sugli impianti gestiti da Veolia: "E' probabile che il Sindaco di Massarosa, 'abbagliato' dall'importo delle royalties connesso all'ampliamento di capacità produttiva di Pioppogatto, corrispondente a non meno di 490.000 euro l'anno - circa 7 euro a tonnellata per 70.000 tonnellate conferite - da sommare ai 770.000 euro già attualmente incassati, sia portato a dimenticare o sottovalutare alcuni elementi".
Franco Mungai, presidente del Consorzio Ambiente Versilia, risponde mettendo sul piatto altri numeri: innanzitutto la riassunzione a Pioppogatto dei lavoratori dell'inceneritore rimasti senza lavoro, poi i 500.000 euro che Veolia dovrà versare ai Comuni versiliesi per il danno d'immagine causato dalla vicenda Falascaia, più il dimezzamento dei debiti dei Comuni verso Veolia. Le critiche ribattono che dovrebbe essere proprio Veolia a risarcire i Comuni per i quasi quattro anni di inattività dell'inceneritore, i numerosi e inutili tentativi di riavvio, per non parlare dell'inquinamento da sempre denunciato dai comitati e ormai assodato, almeno per quanto riguarda la presenza di diossina nel torrente Baccatoio che scorre a fianco dell'impianto.
Vale la pena citare un altro passaggio di Egisto Sani: "I comuni della Versilia, grazie alle quote di ammortamento fin qui pagate, sono proprietari di 10/19° di due impianti, Falascaia e Pioppogatto, aventi un valore contrattuale stimato in 64 milioni di euro ammortizzabile in 19 anni. Dalle dichiarazioni si evince che, anziché tentare di recuperare l'investimento milionario sin qua fatto, si impegnano i cittadini versiliesi a corrispondere, mediante la proposta tariffaria avanzata, la quota di ammortamento residua".
Pietrasanta, dal canto suo, non intende farsi portare via i suoi rimborsi, malgrado anche questo sembrerebbe far parte degli accordi. L'assessore Viti afferma che "gli indennizzi per l'impianto di Falascaia non termineranno con il 2011 perché sono legati al danno subito dal territorio e questo di certo non è finito nonostante la chiusura dell'inceneritore. La questione potrà dirsi conclusa quando tutto l'ambiente circostante sarà messo in sicurezza e l'impianto smantellato, operazione che deve interessare l'intero Consorzio".
Ma qual è davvero il rapporto che le amministrazioni pubbliche possono avere con aziende così grandi e potenti? In fin dei conti anche Veolia potrebbe partecipare alla gara per entrare in Reti Ambienti. Veolia, l'unica vera multinazionale a gestire lo smaltimento dei rifiuti in Toscana, è presente anche in altre regioni italiane, oltre ad avere aziende e partecipazioni in tutto il mondo. Veolia gestisce e brucia rifiuti dall'Europa alla Cina, è la prima multinazionale dell'acqua, opera nel settore energetico e anche nel trasporto pubblico locale in 28 Paesi. Un colosso quotato in borsa, partecipato dallo Stato francese e da altre aziende a loro volta leader nei propri settori.
Nel 2007 la multinazionale è subentrata con Tev a Termomeccanica nella gestione dell'inceneritore di Falascaia, in località Pollino e dell'impianto di selezione dei rifiuti di Pioppogatto, ereditando anche il contratto stipulato con i comuni versiliesi dal Commissario Straordinario per i rifiuti nel 1997. Soltanto circa due mesi fa c'era chi dichiarava che il contratto Daviddi era in fase di superamento e, con esso, la gestione degli impianti da parte di Veolia.
Di certo lo speravano i comitati di cittadini e ecologisti della Versilia che si sono battuti per la chiusura dell'inceneritore e che, per anni, hanno incalzato il mondo politico e istituzionale locale e regionale. Secondo l'accordo del cosiddetto vuoto per pieno, la fornace di Falascaia doveva bruciare a pieno regime, altrimenti la tariffa agli utenti sarebbe aumentata. Quasi bisognasse produrre più rifiuti per pagarli meno. Fin dal 2003, anno della messa in funzione dell'impianto, ci sono stati sforamenti nei valori delle emissioni nocive, poi la raccolta differenziata ha iniziato a diffondersi ed infine c'è stata la denuncia del taroccamento dei dati nel periodo della precedente gestione, presentata da Veolia alla Magistratura.
Un procedimento penale si è già svolto contro sei dipendenti che hanno patteggiato la pena, un altro processo è iniziato ad ottobre e il 10 gennaio del 2012 ci sarà la prossima udienza. Il tribunale di Viareggio dovrà giudicare l'imputato Francesco Sbrana, amministratore delegato di Tev, mentre un altro dipendente ha patteggiato. I procedimenti sono il frutto dell'indagine del pm della Procura di Lucca Antonio Mariotti e l'accusa è di falsificazione dei dati delle emissioni. E i casi di tumore negli abitanti intorno all'impianto hanno almeno suscitato l'avvio di uno studio specifico da parte dell'Azienda USL 12.
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