04/01/12 08:42 | autore: redazione Stampa

40 tonnellate di veleni in mare, rischio disastro ambientale a largo di Gorgona 0

198 fusti contenenti materiale tossico che al contatto con l'aria può infiammarsi sprigionando polveri e gas nocivi. E' quanto è stato disperso in mare dal cargo Venezia della Grimaldi Lines lo scorso 17 dicembre nel corso di una violenta libecciata, ma solo pochi giorni fa la popolazione è stata informata. Medicina Democratica: "Un altro disastro ambientale. Che almeno la popolazione sappia". Domenica una manifestazione a Livorno

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40 tonnellate di rifiuti tossici dispersi in mare dal 17 dicembre scorso e di cui ancora non è stata trovata traccia. E' quanto è accaduto al largo dell'isola di Gorgona, in un punto imprecisato di fronte alla costa toscana.
A disperdere il materiale il cargo Venezia della Grimaldi Lines, che nel corso della violenta libecciata ha avuto un problema al largo di Gorgona a seguito del quale ha perduto in mare due semirimorchi contenenti ben 198 bidoni nel tratto di mare tra l'Isola di Gorgonia e il banco di Santa Lucia. Il carico potrebbe essere arrivato sulla nostra costa, secondo gli studi effettuati, tra Cecina, Bibbona e Rosignano.

Sarebbe dunque un incidente ad aver fatto disperdere in mare i rifiuti pericolosi, ma a destare forti perplessità il ritardo con cui il fatto è stato reso noto. Sulla dinamica dell'incidente sta al momento indagando la magistratura di Livorno, mentre sembrano essere in corso le ricerche in mare. La Grimaldi lines, la compagnia proprietaria del cargo, sarebbe invece stata diffidata a individuare e recuperare i materiali caduti dalla nave.

Negli scorsi giorni a Livorno, durante una conferenza stampa presso la Capitaneria di porto, il contrammiraglio Ilarione Dell'Anna ha spiegato che ognuno dei 198 bidoni metallici di colore blu dispersi in mare contiene 200 chili di sostanze solide inorganiche autoriscaldanti, catalizzatori CoMo, sigla che indica monossido di cobalto e molibdeno. Si tratta di un materiale che al contatto con l'aria può infiammarsi sprigionando polveri e gas nocivi.

Il materiale potrebbe essere ancora rinchiuso nei bidoni a loro volta affondati sul fondo del mare. Potrebbe, ma c'è anche l'eventualità che i bidoni si siano aperti e a quel punto il materiale, rinchiuso in sacchi neri annodati a mano, potrebbe essere giunto sulla costa.

E per questo motivo che negli scorsi giorni ad essere informati della situazione sono stati i primi cittadini dei Comuni di Bibbona, Cecina e Rosignano che hanno allertato la popolazione, in particolare i pescatori, sul comportamento da tenere nel caso di ritrovamento, a terra così come in mare, dei bidoni o dei sacchi contenente il materiale nocivo. La prefettura si raccomanda di non toccare i sacchi e invita chiunque li dovesse avvistare di telefonare immediatamente al 115 (vigili del fuoco) o al 1530 (Guardia Costiera).

A prendere la parola sulla vicenda è Medicina Democatica, Sezione di Livorno e della Val di Cecina: "Un altro disastro ambientale - si legge in una nota - che si è cercato di tenere segreto o almeno sottovalutato. Ora però devono essere date delle risposte, chiare e veloci. Perché Capitaneria e Prefettura hanno atteso ben 11 giorni per informare la popolazione? Tra il 17 e il 29 dicembre, mentre aerei e motovedette cercavano i fusti, la popolazione era tenuta all'oscuro del pericolo e non era messa in condizione di difendersi, in caso di contatto con un fusto, ad esempio spiaggiato".

"Perché la compagnia Grimaldi - continua la nota di Medicina Democratica - ha tenuto un pesante silenzio su tutta la vicenda? L'armatore napoletano è il maggiore responsabile del disastro ambientale, anche se non il solo: ad esempio, chi gli ha permesso di partire da Catania con quelle previsioni meteo? Deve comunque spiegare con precisione perché i semirimorchi si siano staccati dalle loro catene per le intemperie, se così è stato, cosa comunque gravissima perché materiale così pericoloso come rifiuti tossici e nocivi, dovrebbe essere gestito in sicurezza in ogni condizione meteo. E sempre la Grimaldi deve dirci se il capitano della nave, nel pieno della tempesta, non abbia deciso, per preservare l'incolumità dell'equipaggio se non addirittura la salvezza della nave stessa, di scaricare in mare i due semirimorchi con il loro pericoloso contenuto".

A indire una manifestazione per domenica prossima 8 gennaio alle ore 12 presso il porto mediceo per sapere la verità sull'incidente della Nave Grimaldi sono stati nelle scorse ore numerose realtà livornesi: Rifondazione Comunista, Sinistra critica, Sinistra Ecologia e Libertà, Unione Inquilini, Cittadini ecologisti, Unione Sindacale di Base, Unicobas, Cobas, Comitato contro il Rigassificatore Rifiuti Zero, ma nelle prossime ore si attendono nuove adesioni.

 

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