07/01/12 08:18 | autore: la redazione Stampa

Rimandato a giovedì il tavolo di concertazione sugli orari d'apertura dei negozi 0

Lo ha annunciato l'assessore al Commercio, Forte. Prende la parola anche il segretario provinciale Pd, Nocchi: "Bene il ricorso della Regione"

E80ae1838be28cd243116ff9f4fa835b

"Sarà giovedì prossimo (12 gennaio) la data per la concertazione sulle leggi per le aperture e gli orari delle attività commerciali". Lo ha annunciato l'assessore alle attività produttive del Comune di Pisa, Giuseppe Forte.

"Nei prossimi giorni - ha proseguito Forte - la Regione Toscana convocherà i Comuni per un incontro dedicato alle liberalizzazioni. Gli enti locali dell'area pisana intanto, pur continuando le valutazioni e gli approfondimenti del caso in materia di liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali, ritengono che con ragionevolezza si possa lavorare per arrivare a ordinanze comunali che disciplinino la materia alla luce dei provvedimenti regionali e delle circolari interpretative che la Regione stessa ha emanato proprio in questi giorni".

E così l'attesa per quanti vedevano nel 9 gennaio (data che inizialmente era stata indicata per il tavolo di concertazione) è stata prolungata ancora di qualche giorno. La polemica contrappone ormai apertamente Regione Toscana e Governo - e che coinvolge anche i comuni dell'area pisana - per quanto concerne il provvedimento contenuto nel piano "Salva Italia" che prevede la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali.

Da una parte il Governo vorrebbe inaugurare questa nuova fase per il commercio al dettaglio, dall'altra la Regione Toscana si è opposta asserendo che quello degli orari degli esercizi commerciali è un problema che riguarda l'ordinamento locale.

Molte le prese di posizione nei giorni scorsi, favorevoli o contrarie all'una o all'altra parte. E un invito ai comuni a procedere con la concertazione e con le ordinanze è arrivato nei giorni scorsi anche dal segretario provinciale del Pd di Pisa, Francesco Nocchi: "Non siamo convinti che si possa uscire dalla crisi liberalizzando in maniera selvaggia i giorni e gli orari di apertura degli esercizi commerciali. A dispetto delle tante informazioni fuorvianti che circolano in questo periodo, non crediamo che trovando il punto vendita della grande distribuzione aperto a Natale e a Pasqua il cittadino-consumatore possa trarre un vantaggio".

"Anzi - precisa Nocchi - l'impatto negativo di provvedimenti di questo tipo rischia di essere molto forte, sia sotto l'aspetto economico-occupazionale che culturale. In questi anni in Toscana è stato raggiunto un punto di equilibrio importante tra le esigenze della grande distribuzione, quelle dei negozi di vicinato e quelle dei consumatori, e non tenerne di conto sarebbe sbagliato".

Nocchi cita i provvedimenti che la Regione ha già attivato per disciplinare la materia: "La Regione, anche con l'ultimo provvedimento, ha già allargato le possibilità di apertura: si può stare aperti fino a 13 ore al giorno, ai singoli Comuni sono consentite ulteriori deroghe e solo 8 festività l'anno sono per fortuna salvaguardate interamente: 25 e 26 dicembre, 1 gennaio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio e 15 agosto. Davvero qualcuno pensa che aprendo sempre e comunque aumenteranno i consumi dei cittadini? Noi crediamo di no".

"Le grandi aziende - insiste il segretario provinciale del Pd - dovrebbero sopportare costi maggiori, quelle piccole, soprattutto a conduzione familiare, soffrirebbero una concorrenza insostenibile e le condizioni di lavoro di dipendenti e commercianti sarebbero peggiori. Siamo anche convinti che in ogni realtà del nostro territorio sia necessario arrivare, attraverso la concertazione tra Enti locali, categorie economiche e organizzazioni sindacali, a predisporre ordinanze che tengano conto degli interessi di tutti i soggetti interessati: grandi aziende, piccole aziende e cittadini".

"Un riferimento normativo c'è - conclude Nocchi - è la Legge Finanziaria della Regione Toscana, suffragata dalla circolare esplicativa, che ribadisce come la materia sia di stretta competenza regionale. In questo senso troviamo corretto il ricorso annunciato dal presidente Rossi contro la decisione del Governo, a tutela delle prerogative che il titolo V della Costituzione assegna alle Regioni".

 

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori