09/01/12 07:38 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Scandalo Cermec, Pieroni: "Rispetto e fiducia per il ruolo della magistratura" 0

Il Presidente della Provincia: "Il mio auspicio è che, quanto prima, sia data la possibilità all'assessore Picchi di chiarire la sua posizione in merito ai fatti oggetto dell'inchiesta". Durissima la polemica politica contro la presa di posizione di Rifondazione Comunista: "Un conto è la legittima e libera critica politica rispetto alle scelte di un'amministrazione locale, altra cosa è lo sciacallaggio infamante e non supportato dai fatti"

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Il Presidente della Provincia, Andrea Pieroni, decide di prendere la parola sulla presenza del nome del suo assessore provinciale Valter Picchi tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo della gestione di Cermec, società pubblica di smaltimento rifiuti, dei comuni di Massa, Carrara e dell'ente Provincia, ed ErreErre, società di riciclo dei rifiuti controllata per il 51% da Cermec e per il 49% dalla Delca di Lugnano in provincia di Pisa.

Ricordiamo che all'esponente della giunta Pieroni verrebbe contestato di aver partecipato alla presunta associazione a delinquere. L'assessore, secondo le ricostruzioni degli inquirenti avrebbe favorito la ErreErre bloccando il conferimento dei rifiuti provenienti da Cermec nell'impianto di Peccioli. Con questo atto avrebbe - è ancora la tesi dei pm - favorito l'immediato rilascio dell'autorizzazione all'esercizio di ErreErre (per scongiurare l'emergenza rifiuti). Sarebbe inoltre intervenuto su dirigenti della Regione e sull'assessore regionale all'Ambiente Annarita Bramerini per ottenere maggiori contributi a ErreErre.

Il Presidente della Provincia in una nota esprime così la sua posizione: "Profondo rispetto e grande fiducia per il ruolo e per il lavoro della magistratura insieme all'auspicio che, quanto prima, sia data la possibilità all'assessore Picchi di chiarire la sua posizione in merito ai fatti oggetto dell'inchiesta avviata dalla Procura di Massa".

"Questo - precisa ancora - ritengo sia l'atteggiamento più giusto e responsabile da assumere nella vicenda in questione". Insomma all'orizzonte non si profila, almeno al momento, nessuna richiesta di autosospensione e tantomeno di dimissioni nei confronti del proprio assessore, per quanto riguarda i vertici della stessa amministrazione provinciale, ma anche dello stesso Pd.

Ma la vicenda apre un durissimo scontro politico. Infatti il Presidente della Provincia replica seccamente alle considerazioni fatte negli scorsi giorni da Rifondazione Comunista che a partire dal casso di Massa aveva espresso "forte preoccupazione" per quanto sta avvenendo nei nostri territori, mettendo in evidenza tutta una serie di casi avvenuti negli ultimi mesi dal pirogassificatore al fotovoltaico a San Miniato, ma anche non attinenti alla stessa amministrazione provinciale: dalla questione dei terreni di Ikea al caso di sfruttamento del lavoro migrante a Montopoli.

Pieroni però non accetta questa analisi che stigmatizza senza mezzi termini: "Sono fuori luogo strumentalizzazioni politiche o insinuazioni tendenziose come quelle che risultano contenute nella nota diffusa da Rifondazione Comunista, nella quale vengono accomunate vicende diverse, non legate tra loro da alcuna relazione, rispetto alle quali si parla genericamente di ‘non completa applicazione delle normative' diffondendo preoccupazioni 'sulla tenuta della correttezza degli adempimenti amministrativi se non addirittura sul rispetto delle norme e della legalità'".

Da qui il durissimo affondo contro il Prc: "Non serve a nessuno alimentare dubbi o parlare in maniera generica suscitando sospetti. Un conto è la legittima e libera critica politica rispetto alle scelte di un'amministrazione locale, altra cosa è lo sciacallaggio infamante e non supportato dai fatti". E ancora: "Se si hanno elementi concreti si agisca nelle sedi opportune, altrimenti si abbia il buon senso di tacere".

Pieroni rivendica così l'operato della sua amministrazione e la trasparenza delle decisioni assunte: "Sulle questioni nelle quali la Provincia di Pisa è parte quale ente autorizzatore e di controllo, non posso che affermare che tutto si è svolto nel pieno rispetto delle normative e che non sono mancati nelle sedi istituzionali appropriate (commissioni consiliari, consiglio provinciale) adeguati momenti di informazione e di approfondimento, nei quali i consiglieri ed i gruppi consiliari - quindi anche il rappresentante di PRC in Consiglio Provinciale - hanno avuto la possibilità di acquisire i necessari elementi di conoscenza sui diversi procedimenti, di discutere, di confrontarsi e di assumere le conseguenti posizioni politiche".

"Così è stato - conclude il Presidente della Provincia - fino ad oggi e così sarà fino al termine del mandato di questa ammnistrazione".

Intanto nei prossimi giorni però è prevista una riunione della maggioranza in Provincia in cui pare probabile che si parlerà anche del "caso Picchi" e dove anche le altre come forze di maggioranza come Sel e l'IdV, fino ad oggi in silenzio, esprimeranno la propria posizione.

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