10/01/12 09:15 | autore: Ciccio Auletta Stampa

Cantieri di Pisa, fallito il blitz per portare via una delle barche in costruzione 0

Ieri pomeriggio il tentativo degli emissari dell’armatore inglese di fare un sopralluogo all’interno del sito produttivo così da trasferire l’imbarcazione in un altro cantiere per portarla a termine. I lavoratori chiudono i cancelli: "Da qui non esce nulla. Questa è la nostra garanzia per un’immediata ripresa dell'attività produttiva, se chiuderemo positivamente la vertenza in corso"

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Con ieri poteva iniziare una nuova fase per i Cantieri di Pisa e questa è la speranza tuttora dei 60 lavoratori che dallo scorso aprile presidiano il sito produttivo per difendere il loro posto di lavoro. Infatti, dopo la pausa festiva, si attende di giorno in giorno la presentazione del piano industriale da parte del potenziale acquirente che avrebbe, secondo quanto ribadito dal sindacato nelle ultime settimana, le caratteristiche industriali e di solidità tali da garantire una possibile chiusura di un vertenza lunga e difficilissima.

E invece, come troppo spesso accade da mesi in questa vicenda, l'ennesimo colpo di scena il cui tempismo non può lasciare indifferenti. Infatti ieri pomeriggi si sono presentati ai cancelli dei Cantieri di Pisa alcuni emissari dell'armatore inglese che ha commissionato una imbarcazione da 153 piedi, i cui lavori ovviamente sono fermi da mesi.

L'intenzione degli emissari dell'armatore, nella persona di due assicuratori, il comandante e un ingegnere, era quella di effettuare un sopralluogo per poter portare via l'imbarcazione e farla completare in altra sede. Di certo però non si aspettavano di trovare la determinazione degli operai che da dietro al cancello hanno ribadito che nessuna imbarcazione sarebbe uscita da quel cantiere, tanto più che la possibile conclusione positiva dell'intesa si avvicina.

Da qui gli esponenti dell'armatore inglese si sono lasciati andare ad affermazioni mal digerite dagli operai, a partire dalla minaccia della richiesta dell'intervento delle forze dell'ordine. Dopo una breve conversazione i quattro a fronte della determinazione dei lavoratori non hanno potuto fare altro che andare via, molto infastiditi anche dalla presenza dei giornalisti arrivati subito sul posto.

"Qualcuno forse sperava - commentano gli operai - che il 7 gennaio con la fine della cassa integrazione straordinaria noi mollassimo, e che il cantiere sarebbe stato deserto. Ma non è andata così. Abbiamo chiuso l'accordo per la cassa integrazione in deroga che scadrà a maggio per cui abbiamo altri 4 mesi per lottare e difendere il nostro posto di lavoro, e non molleremo".

E un altro lavoratore incalza: "Ci sono tanti, troppi avvoltoi, intorno a noi. Da parte nostra però difenderemo quanto fatto in tutti questi mesi e non permetteremo che siano altri a completare questa imbarcazione". Infatti ricordiamo che l'imbarcazione è già immatricolata con il marchio Cantieri di Pisa, per cui anche quando fosse completata da un'altra ditta andrebbe sul mercato con questo marchio.

"Questo - ribadiscono gli operai - è per noi inaccettabile. Quella barca la vogliamo completare noi, lì c'è il nostro lavoro, e la garanzia per il nostro futuro".

Ma anche sulla stessa legittimità da parte dell'armatore di poter portare via l'imbarcazione i lavoratori avanzano dubbi: "Dicono che hanno le carte in regole ma nessuno ha mai visto questi atti, visto che tutto c'è tranne che trasparenza in quello che abbiamo visto in questi mesi".

"Alla fine ha prevalso la ragione - ha spiegato il segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese presente anche lui davanti ai cancelli - e abbiamo ribadito sia al liquidatore di Baglietto, Federico Galantini, che agli imprenditori interessati alla barca che senza chiarezza sul futuro del cantiere questo scafo non esce da qui, anche perché rappresenta la possibilità per eventuali compratori del ramo d'azienda, con trattative tuttora in corso con Baglietto e molto bene avviate, di una pressoché immediata ripresa dell'attività produttiva".

Insomma si è provato a fare scoppiare una bomba ad orologeria quando la trattativa è in pieno svolgimento, anche se ancora sono molti i nodi da sciogliere, a partire dalla questione delle concessioni demaniali. Ma anche da ieri è emerso con certezza, se qualcuno avesse ancora dei dubbi, la determinazione dei lavoratori dei cantieri di Pisa a difendere il loro posto di lavoro.

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