11/01/12 09:00 | autore: cinzia colosimo Stampa

Prosegue lo stato di agitazione nei servizi esternalizzati di Geofor 0

Al tavolo di raffreddamento che si è tenuto lo scorso lunedì in Prefettura non è stato raggiunto alcun accordo fra Geofor, le cooperative e i sindacati, che chiedono ora un incontro con i sindaci. In ballo c'è l'applicazione del contratto di settore per circa 200 addetti, ma i Comuni affermano di non poterne reggere i costi. E se anche con i sindaci dovesse protrarsi lo scontro, dicono i sindacati, si andrà verso lo sciopero

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Nessun raffreddamento per lo stato di agitazione fra gli addetti dei servizi esternalizzati di Geofor. Questo in sintesi l'esito dell'incontro che si è tenuto ieri in Prefettura fra la stessa Geofor, i vertici delle cooperative Manutencoop, Arca, Axis, Cooptima, la ditta Burchi, i sindacati Cgil-Cisl e Uil e un rappresentante della Lega delle Cooperative.

Tre le questioni principali sul tavolo di discussione: l'applicazione del contratto dell'igiene ambientale agli addetti delle cooperative, che ad oggi sono assunti con il contratto del multiservizi; la vicenda legata ai lavoratori della Burchi che rischiano il posto di lavoro, e le garanzie per il mantenimento occupazionale in vista del gestore unico per i rifiuti dell'Ato Costa.

Michele Orsi della Fp-Cgil spiega i motivi del mancato esito positivo dell'incontro: "Di fatto Geofor ha scaricato le responsabilità sui comuni, che ritengono troppo costosa l'applicazione del contratto di settore e non intendono fare alcuna pressione sulla Geofor affinché proceda per gare in cui questo costo sia inserito".

"Le cooperative dal canto loro - aggiunge - hanno affermato che per loro l'attuale contratto va bene, anzi, hanno criticato il metodo sulla proclamazione dello stato di agitazione perché affermano che da parte dei sindacati non c'è stata abbastanza la ricerca del confronto. Chiederemo in breve tempo un incontro con i comuni coinvolti in Geofor - conclude Orsi - e se l'esito dovesse risultare negativo per i lavoratori penseremo a una data per lo sciopero".

Da parte di Geofor, a dare un resoconto del tavolo è il presidente Paolo Marconcini: "Ho trovato discutibile il metodo adottato dai sindacati di mescolare più questioni, che in parte richiedono anche interlocutori diversi. Nel caso delle garanzie sul mantenimento occupazionale con il nuovo gestore, ritengo infatti che i sindacati debbano rivolgersi ai Comuni in questa fase, non a Geofor o alle cooperative".

"Per quanto riguarda il problema dell'applicazione del contratto dell'igiene ambientale - prosegue Marconcini - sia io che l'amministratore delegato Fabrizio Catarsi, abbiamo fatto presente che questo problema è stato posto ai Comuni soci, e che abbiamo anche fatto una gara, non a caso andata deserta, dove avevamo inserito il 20% di aumento che rappresentava l'adeguamento contrattuale. I Comuni nell'ultima assemblea, ci hanno caldamente consigliato di rinviare il tema, che ritengono non maturo, a quando il servizio sarà affidato al gestore unico. Ovvero, quando di fronte ad un'economia di scala potranno esserci margini che ad oggi non ci sono".

Marconcini su questo punto, però, non manca di "bacchettare" i sindacati: "Oggi fremono per il superamento del multiservizi, ma a livello nazionale lo hanno firmato anche loro. Io penso che la strada dovrebbe andare nella direzione di un equilibrio fra i due contratti, ammorbidendo il Federambiente e alzando la retribuzione del multiservizi. Anche su questo credo ci sia da avviare una trattativa con l'Ato, i sindaci e il mondo delle cooperative, non con noi nello specifico. Moralmente i sindacati mi trovano d'accordo, e sono convinto anch'io che a parità di lavoro sia giusta la parità di salario, ma questo è un auspicio politico, ed è forse in quella sede che va discusso".

Sulla vicenda dei lavoratori Burchi infine, il presidente di Geofor conferma la proroga della gestione del servizio di raccolta carta all'azienda pisana dove - ricordiamo - ci sono una decina di lavoratori che rischiano il loro posto di lavoro perché l'azienda in cui sono assunti non ha altri servizi in cui ricollocarli. "Abbiamo preso tempo, da qui alla fine di febbraio - ha detto Marconcini - verificheremo se ci sono altri servizi da potergli affidare, anche se lo riteniamo difficile, e poi valuteremo il da farsi. Capisco molto bene la loro contrarietà nell'accettare un contratto peggiorativo rispetto a quello che hanno oggi, ma se l'alternativa è la perdita del posto di lavoro, forse dovrebbero pensarci".

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