In gergo musicale si chiamano solitamente "band rivelazione". Sono gruppi, autori, musicisti che senza un particolare preavviso si impongono all'attenzione di critica e pubblico per un exploit, un pezzo "vincente", un progetto musicale che mette tutti d'accordo.
La pisana Sara Bianchi e i suoi "Sara dei vetri", tanto per ribadire il concetto hanno incoronato il 2011 con un'inattesa vittoria al blasonatissimo Premio Ciampi. Con il plauso unanime degli addetti ai lavori i "Sara dei vetri" hanno conquistato una vetta non da poco, a partire da un Ep, "Le piccole cose", che certo no mancherà di segnare una lunga scia ben oltre la kermesse livornese.
La storia è di quelle lineari - forse proprio per la loro estrema semplicità tra quelle più "misteriose" - e affonda in un desiderio chiaro e semplice: fare musica. Dopo numerose esperienze rock, jazz e blues, Sara Bianchi, classe 1982, decide di mettersi in proprio e nel 2008, chitarra in spalla, inizia da sola a suonare e cantare le canzoni e i testi che scrive. Ma bisogna attendere il 2010 per veder nascere il primo nucleo del gruppo con il quale inizia a esibirsi in locali e festival italiani.
Ma sin dalle prime due uscite in dicembre, la Band si esibisce in contesti di livello: alla Stazione Leopolda di Pisa in apertura di uno spettacolo di Paolo Hendel in favore di Emergency. Sale sul palco di Piazza dei Cavalieri dopo il bassista e cantautore Max Gazzè.
Quindi il progetto "Sara dei vetri" viene selezionato nella sezione Canzone d'autore di Sonorità Emergenti e partecipa ad una settimana di workshop tenuti da Paolo Benvegnù. Contemporaneamente partecipa al concorso regionale T-Rumors. Fortificata da queste esperienze la band entra in sala di registrazione, sotto la supervisione e produzione artistica di Andrea Salvadori (compositore di musiche per il teatro e chitarrista di Ginevra Di Marco) e realizza l'EP "Le Piccole Cose".
Fino, appunto, al palco del Ciampi dove la band di Sara Bianchi stravince l'edizione 2011.
La formazione attuale dei "Sara dei vetri" è composta da un tastierista Cristian "Falco" Acquaviva (classe 1982 anche lui), un bassista con trascorsi ed influenze blues come Luca Beconcini (classe 1984) e un batterista jazz e metal, Michele Orsitto (classe 1978).
L'occasione per richiamare nuovamente l'attenzione sui "Sara dei vetri" è data dal concerto di questa sera al Leningrad Café, storico locale di via Silvestri. "Ultima" esibizione casalinga prima di partire alla volta di numerose trasferte. Date certe per ora: il 24 febbraio al GingerZone di Scandicci e il 27 aprile a Barga per un concerto al Jazz Club. Ma sono solo assaggi di un percorso che si annuncia ben più articolato.
Intanto, al Leningrad Sara e i "suoi" spazieranno con un repertorio composto dalle canzoni tratte da "Le piccole cose" e altri pezzi inediti, senza far mancare le cover di storici gruppi e artisti come Cccp, Csi, Afterhours e Piero Ciampi.
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.