11/01/12 08:43 | autore: Ciccio Auletta foto Stampa

Cantieri di Pisa, la Cgil: "E' urgente riconvocare il tavolo di confronto" 0

Dopo il blitz degli emissari dell'armatore inglese per portare via la Akhir 153, bloccato però dalla presenza dei lavoratori, il sindacato rilancia per una chiusura in tempi brevissimi della vertenza. E sull'ipotesi di completamento della barca in un altro cantiere, il segretario Francese denuncia: "C'è stato un vergognoso tentativo di campagna acquisti dei lavoratori dei Cantieri da parte di altre aziende di questa zona"

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Grande è l'attenzione all'interno dei Cantieri di Pisa dopo quanto avvenuto nel pomeriggio di lunedì (9 gennaio) quando alcuni emissari dell'armatore inglese hanno provato a entrare all'interno del sito produttivo, minacciando anche l'intervento della forza pubblica, per effettuare un sopralluogo finalizzato a portare via la barca da 153 piedi, la Akhir 153, che si trova in uno dei capannoni.

Ieri mattina (martedì 10 gennaio) lavoratori e sindacato si sono ritrovati per fare il punto della situazione e riflettere su questo episodio, avvenuto in un momento cruciale della vertenza, per la quale sembra possa esservi una soluzione positiva. "Rimaniamo molto sorpresi - spiega il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese - perché con simili comportamenti si alimentano tensioni che non servono a nessuno: noi siamo per il confronto, per sederci intorno a un tavolo e arrivare a un esito positivo della vicenda. Rispetto il diritto dell'armatore, ma vogliamo anche che siano rispettati i diritti e le aspettative di decine di lavoratori da mesi e mesi in cassa integrazione: se si chiude positivamente la vertenza, noi siamo disponibili a un accordo con l'armatore per fare anche i turni di notte e consegnare la barca entro luglio, come da programma".

Inoltre, da parte della Cgil e della RSU dei Cantieri si chiede chiarezza: "All'ultimo tavolo con il liquidatore fallimentare, nello scorso dicembre, c'era stato detto che comunque la barca non sarebbe uscita dal cantiere con il marchio Cantieri di Pisa; invece l'armatore sostiene l'esatto contrario in quanto la barca già sarebbe stata registrata con tale marchio, per cui anche nel caso in cui venisse completata altrove porterebbe il marchio Cantieri di Pisa. E' questo un problema evidente anche per il futuro acquirente e per il rilancio del marchio stesso".

"A volte - afferma Francese - succedono cose strane, per cui si fanno investimenti 'alla rovescia' con lo scopo di danneggiare anche i concorrenti. Sarebbe un problema molto serio per l'immagine dei Cantieri di Pisa, se questa barca fosse completata in un altro cantiere ma poi uscisse con il marchio Cantieri di Pisa, tanto più se l'ultimo passaggio della realizzazione dell'imbarcazione non fosse fatta adeguatamente".

Infatti, salendo a bordo e vedendo da vicino la Akhir 153, per quanto ancora i lavori siano circa al 50%, si nota come essa sia una mirabile opera di artigianato, in cui maestria, competenza, gusto, si mescolano insieme a una sapienza e abilità che risulta evidente subito agli occhi. E in questo sta la forza del marchio Cantieri di Pisa e anche lo stesso orgoglio dei lavoratori di appartenervi, cosa che gli stessi da mesi ribadiscono: "Senza la nostra esperienza, nessuno sarebbe in grado di terminare come si deve questa barca".

E su questo il segretario provinciale della Cgil rivela ufficialmente quanto già da mesi era nell'aria: "Abbiamo assistito a delle cose che non esito a definire vergognose. Tentativi veri e propri di campagna acquisti dei lavoratori dei Cantieri di Pisa da parte di altre aziende che si trovano all'interno della zona dei Navicelli. Posto che ognuno può fare le proprie scelte e agire come crede, ritengo che cercare di speculare sulle difficoltà e la disperazione di decine di operai che da mesi vivono in una situazione di enorme sofferenza, sia vergognoso".

"Già qualche mese - specifica il segretario - vi erano stati altri tentativi simili non andati in porto grazie anche alla grande solidarietà che vi è tra questi lavoratori, e alla consapevolezza che se la trattativa si conclude, come noi pensiamo sia possibile, questi operai torneranno al lavoro per un marchio proprio, con delle commesse già in cantiere, e non in conto terzi come succede spesso in altri cantieri. Ma occorre si giochi in maniera pulita e trasparente, mentre simili comportamenti non lo sono".

anche i lavoratori su questo punto sono molto chiari: " Vogliamo certezze e chiarezza. Se ci sono altre manovre che qualcuno vuole fare ancora, lo dica chiaramente".

La Cgil e la RSU dei Cantieri ribadiscono così l'urgenza di arrivare a una conclusione. "Ieri - afferma Francese - ho contattato le istituzioni affinché si riunisca quanto prima il tavolo con il liquidatore fallimentare, Federico Galantini". Di fatto, però, è probabile che l'incontro si svolga nel corso della prossima settimana per impegni già presi dallo stesso Galantini il quale il 12 ha già fissato un tavolo per chiudere l'intesa per la vendita dell'altro cantiere del marchio Baglietto, ovvero quello di Varazze.

Infine Francese ribadisce il tema delle concessioni demaniali: "L'acquirente ha chiesto chiaramente l'assegnazione diretta delle concessioni. Da parte nostra abbiamo piena fiducia nelle istituzioni che nel momento in cui fosse siglato l'accordo economico e quello sindacale, faranno certamente la loro parte risolvendo positivamente la questione".

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