Università ed enti di ricerca toscani hanno 60 giorni, da oggi, per presentare proposte in tema di alta formazione, concorrendo così all'attivazione dei circa 200 assegni di ricerca co-finanziati dalla Regione Toscana. Lo prevede, si spiega in una nota della Regioen, l'avviso pubblicato sul Bollettino ufficiale dell'ente.
I 200 assegni, biennali e ciascuno coperto con 30 mila euro annui, saranno finanziati dalla Regione al 50%, con 6 milioni: altrettanti arriveranno dalle Università con fondi propri o provenienti anche da soggetti privati.
L'avviso indica anche le modalità per la scelta dei destinatari degli assegni (giovani laureati e dottorati): non sono previsti limiti di nazionalità, é indicato il rispetto della parità di genere e delle pari opportunità ed è assicurata la trasparenza nelle procedure di selezione.
Sono 8 gli ambiti disciplinari indicati dalla Regione come riferimento per le ricerche: scienza della vita, biorobotica e neuroscienze, sistemi avanzati di accelerazione della conoscenza, fotonica, nanomateriali e nuovi materiali, social innovation, energie rinnovabili, spazio e aerospazio. Intanto, si ricorda nella nota, gli uffici regionali che si occupano di ricerca stanno per iniziare un 'tour' nelle tre città universitarie toscane (il 19 gennaio a Pisa, il 27 a Siena, il 30 a Firenze) per fornire, ai ricercatori e alle strutture di ricerca, informazioni utili per la predisposizione delle proposte.
"Stiamo facendo un investimento importante sul capitale umano - commenta Stella Targetti, vicepresidente della Regione con delega ai rapporti con le Università e la Ricerca - e intendiamo contribuire a dotare il nostro sistema, universitario e della ricerca, di risorse umane in grado di contare su una continuità di lavoro in un momento nel quale la contrazione di risorse statali colpisce anche questa capacità di rinnovamento del capitale umano". Questa opportunità è inserita nel progetto regionale 'Giovanisi''.
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.