Campionature di acqua e pesci per verificare che non ci siano tracce di inquinamento da metalli pesanti. Le eseguiranno Asl e Arpat nei prossimi giorni per monitorare la situazione del mare al largo di Livorno dopo la caduta in mare da una nave di 198 fusti che contenevano sostanze chimiche.
A rendere noto che saranno effettuati questi controlli è stato nella giornata di ieri l'assessore all'ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi intervenendo in una commissione consiliare.
Sul tema lunedì è in programma un vertice a Livorno con il ministro dell'ambiente Corrado Clini. Nei prossimi giorni, ha aggiunto Grassi, verrà effettuata una 'pescata' nella zona dell'incidente (avvenuto il 17 dicembre scorso a bordo del cargo 'Venezia' della Grimaldi) "così da controllare l'eventuale presenza di sostanze pericolose nei pesci".
"Il monitoraggio dell'area interessata - ha proseguito l'assessore - è costante grazie all'operazione di controllo dell'ambiente marino messo in atto dalla Regione e da Arpat da circa 10 anni, con la quale l'imbarcazione Poseidon controlla costantemente 12 punti: tre di questi ricadono proprio in quella zona. Ciò permetterà di evidenziare qualsiasi minima variazione dei parametri ambientali in tempo reale".
Sempre secondo quanto riferito da Grassi in commissione i pericoli fisico-chimici esistono in caso di contatto dei prodotti con l'aria; sotto il profilo dei rischi per la salute ci sarebbero prove insufficienti di effetti cancerogeni, ma le sostanze possono provocare "sensibilizzazione per contatto con la pelle", fino alla possibilità di una reazione allergica"; per l'ambiente, infine, il prodotto può essere "tossico per gli organismi acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico".
Intanto però ieri mattina (vnerdì 13 gennaio) un gruppo di surfisti ha segnalato un bidone blu da circa 250 litri vicino alla spiaggia del Maroccone, località a sud di Livorno e in un primo momento si è pensato potesse essere uno dei fusti persi dal cargo 'Venezia'. Sul posto hanno operato guardia costiera, protezione civile, Arpat e vigili del fuoco.
Dopo i primi rilievi è stato accertato che il fusto era di plastica e non in metallo (come quelli del 'Venezia'), ha un taglio ed è vuoto ad eccezione di un po' d'acqua che sembrerebbe di mare.
"Faremo comunque dei riscontri - spiega il capo della Protezione civile di Livorno, Leonardo Gonnelli - L'Arpat ha preso dei campioni che saranno analizzati, all'esito di questi esami decideremo come smaltire il fusto".
E per oggi a Marina di Cecina è in programma un'altra manifestazione, dopo quella di domenica scorsa a Livorno, per chiedere cos'è accaduto nel mare di Livorno. Lo slogan che guida la manifestazione (un sit-in davanti alla sede della guardia costiera) sarà 'Il nostro mare non e' una discarica' ".
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